La Casa Editrice Cam è situata in vicolo Capo di Ferro n.4 sul fianco sinistro del Palazzo Salomoni-Alberteschi, ed è confinante con il cinquecentesco Palazzo Mignanelli, uno degli edifici del complesso Spada. Il Palazzo, con ingresso in via dei Pettinari n. 84, è un fabbricato costruito dall’architetto Paolo Maggi negli ultimi anni del XVI secolo, in vista del giubileo del 1600. Dai riscontri documentari e dall’osservazione diretta sulle strutture del palazzo e del suo contesto, si ricava che l’ambiente rettangolare, con prospetto su strada, oggi sede della CAM, all’inizio del Seicento era un passaggio che collegava il vicolo Capo di Ferro con gli orti e i giardini disseminati lungo il tracciato parallelo alla via dei Pettinari, concludendosi a Ponte Sisto. Un importante ampliamento, avvenuto nella seconda metà del Seicento, incluse gli spazi viari, edificando nuovi corpi architettonici per aumentare le superfici dei due palazzi gemelli (attuali nn. 81 e 84 di via dei Pettinari). La famiglia degli Alberteschi, che risiedeva in origine alle falde del Campidoglio, è nota fin dal secolo XII. Si divise in vari rami, uno dei quali, i Salomoni, rivestì nel Cinquecento cariche capitoline. Alcuni membri della famiglia furono avvocati concistoriali e risultano già estinti nel Settecento. L’abate Salomoni, cui si riferisce la scritta dedicatoria, «DOMVS SALOMONIA ALBERTISCORVM» tra nodi di Salomone e teste di leone, sul portale maggiore del civico n. 84, è stato il committente dell’attigua chiesa della Trinità dei Pellegrini. L’edificio che incorpora resti romani, medievali e quattrocenteschi è un palinsesto di eccezionale interesse. Uno studio di L. Quilici (Bull. della Comm. Arch. di Roma, Vol. LXXXVIII, 1982-83, pp. 255-268) segnala resti antichi e medievali ancora oggi leggibili all’interno del palazzo. Notevoli sono i resti di affreschi della fine del Cinquecento attribuiti a Giovanni De Vecchi, situati al piano nobile. L’ingresso della sede della CAM si affaccia su un prezioso portico medievale, datato all’VIII secolo, di cui sono visibili l’architrave marmoreo decorato a motivi di ovuli e dentelli e una serie di quattro colonne di spoglio oggi inglobata nella struttura dell’edificio soprastante. La sede, precedentemente occupata da un laboratorio di oreficeria, attività molto praticata nel rione Regola, è stata di recente oggetto di un restauro (2002) che ha ripristinato il soffitto ligneo e rivestito la pavimentazione con un mosaico a piccole tessere di stile romano, ad opera dell’artista Sandro Sanna. Il locale è sede di una biblioteca e di una piccola raccolta di opere degli anni Sessanta e Settanta. L’intervento di restauro ha interessato ampi spazi delle cantine del palazzo, adibiti a deposito ed archivio della rivista Storia dell’Arte.

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