Numero 100

n. 100
settembre – dicembre 2000
anno XXXI

 


Simonetta Ceccarelli, La chiesa di S. Biagio della Pagnotta a Roma - Lisa Della Volpe,  Documenti inediti sulla vita di Filippo Napoletano - Stefano Pierguidi,  Considerazioni sulle carriere di Giovanni Francesco Grimaldi, François Perrier e Giovan Battista Ruggeri - Maria Cristina Fortunati,  Il trattato “Osservazioni sulla Scoltura Antica” di Orfeo Boselli (1657-1661). Per una rilettura  - Andrea Spiriti,  Ercole Ferrara tra Milano e Roma. Novità e considerazioni - Barbara Savina,  Bernini, Finelli e l’altare S. Agostino  - Giuliana Zandri, Francesco Fontana e il soffitto di S. Pietro in Vincoli - Pierre Rosemberg, «Je n’ai rien négligé»: à propos de deux esquisses de Luca Giordano pour le Palais Medici Riccardi

 

 

G. Vasi, Palazzo Sacchetti e S. Biagio della Pagnotta in via GiuliaSimonetta Ceccarelli
La chiesa di S. Biagio della Pagnotta a Roma
L’autrice ricostruisce le intricate vicende che hanno interessato quella zona del Rione Ponte che occupa l’ansa occidentale del Tevere e le cui continue esondazioni avevano trasformato in un deposito di rena e di limo. Ragioni che resero scarasamente abitata questa parte della città fino all’XI secolo. Diventerà in seguito, il vero centro della Roma medievale e qui saranno ricostruite l’antica chiesa e abbazia di S. Biagio della Pagnotta. Un luogo divenuto ora centrale riferimento urbanistico da cui partivano le tre importanti vie verso S. Pietro, il Campidoglio e il Pantheon. La chiesa, in un primo tempo posseduta dai monaci di S. Benedetto, fu da Eugenio IV nel 1431 unita al Capitolo di S. Pietro, elevandola a parrocchia. Intorno al 1508 papa Giulio II dà inizio alla costruzione della via Giulia che da Ponte Sisto sarebbe dovuta arrivare fino all’Ospedale di S. Spirito mediante il ponte Neroniano o Trionfale, non più realizzato. Il papa aveva, infatti, concepito un disegno grandioso che vedeva in questo Rione il centro dei tribunali con la costruzione del palazzo affidata al Bramante. Progetto che morì con la scomparsa del pontefice e dello stesso Bramante. La nuova costruzione cinquecentesca di S. Biagio fu incorporata in ciò che restava dell’iniziale progetto bramantesco. Attualmente la chiesa si presenta nella struttura che l’architetto Giovanni Antonio Perfetti le diede nel 1730.

 

 

F. Napoletano, La fiera dell'impruneta

Lisa Della Volpe
Documenti inediti sulla vita di Filippo Napoletano
Molte sono le novità che l’autrice ci offre nel suo saggio su Filippo Napoletano di cui rintraccia documenti inediti sul suo matrimonio, avvenuto a Roma e sulla sua morte avvenuta il 17 novembre 1629 come racconta Cassiano dal Pozzo. Caratteristiche del suo stile sono le componenti culturali nordiche che deriva da Bartolomeus Breenbergh, con il quale realizzerà alcuni dipinti, da Elsheimer, da Paul Brill e da Brueghel. Altrettanto rilevante sono gli interessi dell’artista nei confronti di curiosità naturalistiche, fossili e di oggetti esotici provenienti dall’Oriente e dall’America Latina. Nell’ambito della moda delle Wunderkammer, nata dall’interesse scientifico dei Lincei Cesi e Aldrovandi, che caratterizza gli inizi del Seicento romano, la raccolta di Filippo non ha, al contrario, intenti classificatori e scientifici, ma è tutta rivolta alla ricerca di ‘meraviglie’ e di bizzarre curiosità. Nello scandaglio documentario, l’autrice rintraccia due dipinti registrati nell’Inventario del Cardinale Flavio Chigi e gli attribuisce due tondi citati nell’Inventario Orsini e appartenuti alla famiglia Ojetti. Il saggio è un contributo di grande interresse per la messa a fuoco della personalità di Filippo e per l’aggiornamento del suo catalogo. Appendice documentaria: documenti inediti


Stefano Pierguidi
Considerazioni sulle carriere di G. Francesco Grimaldi, F.
Perrier e G. Battista Ruggeri

Intorno alla metà del Seicento, Parigi viene conquistata dal gusto barocco romano. La cosiddetta Offensive Baroque segnala questo importante traguardo stilistico. La cultura romana, nota attraverso l’opera di artisti come Grimaldi, Perrier e Pietro da Cortona aveva sollecitato il gusto del potente Cardinal Mazzarino e del marchese de La Vrillière. Il Mazzarino affida la decorazione del suo palazzo parigino a Grimaldi e Romanelli, mentre il nobile francese affida al Perrier la decorazione dell’Hotel La Vrillière. Un filo rosso unisce le decorazioni di Palazzo Peretti, dell’Hotel de la Vrillere e della perduta villa detta ‘il Vascello’ al Gianicolo. Tutto si iscrive nel contesto degli scambi tra Roma e Parigi particolarmente intensi a partire dagli anni Quaranta. Il grande fascino esercitato dall’opera del Guercino si riflette ampiamente in queste imprese decorative in cui gli artisti combinano in varie soluzioni iconografiche il modello del Casino Ludovisi. L’autore entra nel merito della committenza di Francesco Peretti figlio del ricchissimo Michele Peretti di Montalto che, tra il Quaranta e il Cinquanta, commissiona a Grimaldi, a Ruggeri e al Perrier la decorazione del proprio palazzo. Cambia intanto la scena culturale: fortemente filofrancese in epoca barberiniana, con papa Pamphili diventa filospagnola. Ciò, tuttavia, non impedisce al Peretti di affidare al Perrier, artista rinomato e autore di grandi imprese, la decorazione del proprio palazzo.

 

Maria Cristina Fortunati
Il trattato “Osservazioni sulla Scoltura Antica” di Orfeo Boselli (1657-1661). Per una rilettura

 

Andrea Spiriti
Ercole Ferrara tra Milano e Roma. Novità e considerazioni

 

Barbara Savina
Bernini, Finelli e l’Altare S. Agostino

 

Giuliana Zandri
Francesco Fontana e il soffitto di S. Pietro in Vincoli

 

Pierre Rosemberg
«Je n’ai rien négligé»: à propos de deux esquisses de Luca Giordano pour le Palais Medici Riccardi

Ordine Storia dell'Arte Numero 100

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