Numero 119

Storia dell’Arte n. 119 (n. s. 19)
Nuova Serie – Gennaio-Aprile 2008
Anno XXXIX
diretta da Maurizio Calvesi


In questo numero: Eike D. Schmid, Christ in the Counter-Reformation. A signed and dated ivory by Giovanni Antonio Gualterio - Daniel M. Unger, Guercino, not Crespi –  Maria Teresa Di Dedda, Volterrano, Rosa, Mehus, Dolci, Borgognone e la quadreria del Marchese Carlo Gerini(1616-1673). Documenti e dipinti inediti - María Paz López-Peláez Casellas, La visión emblemática del músico Orfeo como prefiguratio de Cristo - Maurizio Calvesi, Un Artemidoro del XIX secolo - Maurizio Calvesi, Ester l’Expert. Leggerezze su Boccioni.

 

Eike D. Schmid
Christ in the Counter-Reformation. A signed and dated ivory by Giovanni Antonio Gualterio
La scoperta di un prezioso Cristo eburneo, siglato da Giovanni Antonio Gualtiero da Gaeta e datato al 1600, permettono di ricostruire un nucleo di sculture in avorio eseguite da Gualtiero a Roma nell’ultimo ventennio del Cinquecento. In piena Controriforma, Gualtiero fu attivo alla Corte papale anche per mecenati del rango del cardinale e futuro granduca Ferdinando I de’ Medici. Gli atti di un processo relativo all’attività dell’artista, qui pubblicati integralmente, gettano nuova luce sulla sua biografia e sulla sua personalità ancora poco nota.

 

 

 

 

 

 

Daniel M. Unger
Guercino, not Crespi
Attribuito a Giuseppe Maria Crespi. Il dipinto è una delle numerose versioni del grande dipinto eseguito dal maestro per la chiesa di S. Pietro a Cento, sua città natale, che nel 1796 Napoleone fece portare al Louvre. Il dipinto di Bucarest torna ad essere, quindi, una delle tante versioni di questo soggetto replicate dal Guercino come la tela di Dresda, quella di Varsavia e quella di Hartford.

 

 

 

 

 

 

 

 

Maria Teresa Di Dedda
Volterrano, Rosa, Mehus, Dolci, Borgognone e la quadreria del Marchese Carlo Gerini (1616-1673). Documenti e dipinti inediti
Grazie a una lunga e capillare ricerca l’autrice è riuscita a ricomporre l’intero corpus di una importante collezione seicentesca fino ad oggi ignorata e appartenuta al marchese fiorentino Carlo Gerini e a suo figlio Pier Antonio. Grazie al recupero di due importanti inventari del 1673 e del 1733 che ne descrivono la consistenza la quadreria offre un inedito spaccato della cultura artistica fiorentina, fiorita intorno ai Medici e alla loro corte nel XVII secolo.

 

 

 

 

 

 

María Paz López-Peláez Casellas
La visión emblemática del músico Orfeo como prefiguratio de Cristo
Orfeo come prefigurazione di Cristo è riconosciuto dall’autrice nelle illustrazioni di alcuni trattati di emblemi barocchi dove l’espressione verbale integra l’iconografia. La studiosa prende in esame, tra l’altro, un’illustrazione del trattato Michel de Marolles e un secondo emblema di un trattato anonimo della Compagnia di Gesù del 1640 che anagramma la parola «Cithara Jesu». Un terzo emblema dal trattato di Benedictus van Haeften del 1635 trasforma la Croce della Passione in un’arpa, mentre il teologo Augustin Chesnau, commenta emblemi disegnati da Albert Flamen.

 

 

 

 

 

 

Maurizio Calvesi
Un Artemidoro del XIX secolo
La tesi di Luciano Canfora che il cosiddetto e ormai notissimo papiro di Artemidoro sia un falso del greco Simonidis va pienamente confermata. L’autore segnala, nei disegni, un’affinità con il gusto del Dürer e soprattutto la dipendenza del «proemio» del papiro da un’opera ottocentesca del geografo tededesco Carl Ritter.

 

 

 

 

 

 

 

Maurizio Calvesi
Ester l’Expert. Leggerezze su Boccioni
L’autore segnala errori e falsi imputabili alla studiosa di Boccioni Ester Coen e dimostra invece l’autenticità di opere del pittore futurista messe in dubbio dalla stessa Coen o dagli eredi del futurista minore Emilio Notte.

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