Numero 120

Storia dell’Arte n. 120 (n. s. 20)
Nuova Serie – Maggio – Agosto 2008
Anno XXXIX
diretta da Maurizio Calvesi


In questo numero:  Massimo Pulini, Le antinomie di Simone Cantarini - Jacopo Curzietti, «Con disegno del Cavalier Bernino». Giulio Cartari e la decorazione della cappella Poli in S. Crisogono a Roma – Anna Maria Riccomini, Marmi antichi in una veduta seicentesca del giardino Aldobrandini a Magnanapoli – Rita Randolfi, La decorazione seicentesca della Cappella Lante in S. Nicola da Tolentino e Pietro Paolo Ubaldini – Caterina Volpi, Salvator Rosa (1615-1673), nuovi documenti e riflessioni sul primo periodo romano e su quello fiorentino - Simonetta Ceccarelli, Gli Ingegneri dell’Acqua Paola. Disegni e documenti inediti di Carlo Fontana (1638-1714) e di Carlo Marchionni (1702-1786) – Maria Luisa Frongia, Fernand Khnopff, Bruges e la letteratura franco-belga fra il 1885 e il 1882

Massimo Pulini
Le antinomie di Simone Cantarini
Lo studioso ci presenta una straordinaria carrellata di opere gemelle di Simone Cantarini, ovvero dipinti dove lo stesso soggetto offre due opposte redazioni, l’una diurna, «imbevuta di sole», l’altra notturna, «macerata d’ombra». Antinomie che svelano il carattere di Simone, umoretico e insofferente, diviso tra la sincera ammirazione per Guido, il maestro dalla pittura armoniosa e solare e i suoi più istintivi impulsi verso una visione drammatica e cupa. I disegni dell’artista ritrovati in vari Musei, dal Metropolitan di New York a quello di Rio De Janeiro o di Dijon, da quello di Palazzo Rosso alle Accademie veneziane, sempre attribuiti ad altri, guidano lo studioso al ritrovamento di dipinti inediti perché conservati in Musei con altra attribuzione o inediti del tutto perché riemersi nel mercato o scoperti in collezioni private. Di particolare interesse la tavoletta conservata nel Museo di Saragozza con l’attribuzione a Goya o ad altre nel Museo di Besançon o quello di Bremen attribuiti ad altri artisti. Lo studioso ci restituisce così il catalogo di una trentina di opere del pittore più estroso, moderno e complesso del Seicento emiliano.

 

 

 

Jacopo Curzietti
«Con disegno del Cavalier Bernino». Giulio Cartari e la decorazione della cappella Poli in S. Crisogono a Roma
In oltre sessant’anni di ricerche, i due splendidi ritratti funerari che qualificano la cappella Poli nella chiesa romana di S. Crisogono sono stati alternativamente attribuiti a differenti scultori attivi a Roma nella seconda metà del Seicento, senza di fatto raggiungere un accordo unanime. L’analisi di una serie di documenti inediti rintracciati dall’autore ha permesso di precisare le fasi progettuali ed esecutive del cantiere (1679-1681), assegnando in modo incontrovertibile queste sculture alla mano di Giulio Cartari, ultimo allievo in ordine di tempo di Gian Lorenzo Bernini. Sulla base di una rilettura stilistica della produzione dell’artista, l’autore è inoltre giunto ad attribuirgli anche l’eccellente ritratto in terracotta del Bernini conservato presso l’Ermitage di San Pietroburgo.

 

 

 

Anna Maria Riccomini
Marmi antichi in una veduta seicentesca del giardino Aldobrandini a Magnanapoli
Il “Giardino di statue”, una piccola veduta segnalata da Francesco Solinas e da lui attribuita a Giovanni Francesco Grimaldi, artista bolognese giunto a Roma nel 1628 e gravitante nella cerchia dei giovani intorno a Cassiano del Pozzo, riproduce una serie di marmi antichi, secondo il gusto classicheggiante ed evocativo degli immaginari paesaggi con rovine secenteschi. Attraverso documenti e confronti con altri dipinti, l’autrice individua nel giardino dipinto quello della Villa Aldobrandini a Magnanapoli mentre tra i marmi antichi, riconosce nel sarcofago con protomi leonine e coperchio a kline quello documentato fino al 1881 nel giardino Aldobrandini di cui tuttora si conserva il coperchio con i due defunti acefali. Le tre statue collocate su alti plinti circolari sono invece disperse. La statua virile doveva raffigurare Mercurio. Le due di “Vergini della Dea Vestale” elencate e descritte come una fianco all’altra nell’inventario Pamphilj del 1710, e documentate nei disegni del Caucig sono da identificare con le due peplophoroi dipinte dal Grimaldi.

 

Rita Randolfi
La decorazione seicentesca della Cappella Lante in S. Nicola da Tolentino e Pietro Paolo Ubaldini
La scoperta di documenti inediti concernenti i diversi artigiani attivi nella cappella Lante in S. Nicola da Tolentino ha consentito di individuare il direttore dei lavori in Pietro Paolo Ubaldini. Che l’artista fosse l’autore degli affreschi delle lunette, della cupola e delle pareti laterali, della cappella con le storie delle sante Lucrezia e Gertrude era già noto, ma si pensava che la pala d’altare con le due sante fosse di mano del Guercino. Ciò in base della lettura errata di alcune guide, la più antica delle quali è del 1663. La pala invece fu eseguita dall’Ubaldini su commissione della Marchesa Lucrezia Lante delle Rovere che vi fece rappresentare santa Lucrezia, sua eponima e santa Gertrude de Nivelles, figlia di Pipino de Landen, da cui i Lante ritenevano di discendere.

 

Caterina Volpi 
Salvator Rosa (1615-1673), nuovi documenti e riflessioni sul primo periodo romano e su quello fiorentino
La grande mostra dedicata a Salvator Rosa il giugno scorso a Napoli offre all’autrice lo spunto per un generale riordino dal catalogo dell’artista con particolare riguardo alla cronologia dei dipinti a cavallo tra il sesto e settimo decennio del Seicento. Considerazioni stilistiche si incrociano agli aspetti culturali di natura filosofica e morale che la pittura del Rosa assume nelle varie fasi del suo percorso: dagli esordi napoletani sotto l’incisiva influenza del Ribeira, al periodo di militanza fiorentino «nella selva dei filosofi» dell’Accademia dei Percossi, alla svolta preromantica veneziana e infine a quella austera e classicheggiante del periodo romano non immune da frequenti incursioni nel pittoresco e nel sublime. In appendice la studiosa produce una serie di documenti inediti e di grande rilievo: dall’inventario dei beni dell’artista, ad una serie di lettere di eminenti figure di letterati e sodali dell’Accademia dei Percossi relative all’Accademia stessa.

 

 

 

 

Simonetta Ceccarelli
Gli Ingegneri dell’Acqua Paola. Disegni e documenti inediti di Carlo Fontana (1638-1714) e di Carlo Marchionni (1702-1786)
La recente scoperta di alcuni disegni dell’architetto Carlo Marchionni (1702-1786), relativi ai progetti per le costruzioni delle condutture per la raccolta dell’Acqua Paola (1751) nell’Agro di Bracciano, ha permesso di esaminare l’opera dell’autore di Villa Albani e della Sagrestia Vaticana come esperto ingegnere e disegnatore di paesaggi. Tali scoperte hanno indotto l’autrice a commentare la storia dell’Acquedotto sin dai tempi di Paolo V. L’autrice presenta interessanti testimonianze storiche e la documentazione dei restauri e dei lavori di ingegneria idraulica, di Carlo Fontana (1638-1714) e di Carlo Marchionni, per la distribuzione dell’acqua sul Gianicolo e Roma. Si presentano inoltre alcuni disegni sino ad oggi inediti contenuti o allegati a perizie e Relazioni.

 

Maria Luisa Frongia
Fernand Khnopff, Bruges e la letteratura franco-belga fra il 1885 e il 1882
L’autrice prende in esame un periodo di attività del grande artista belga circoscritto agli anni che vanno dal 1885 al 1892. Sono questi gli anni iniziali del suo lavoro e dei suoi primi successi, anni contrassegnati dagli stretti rapporti con letterati e poeti belgi e francesi, in particolare con gli amici Péladan, Grégoire Le Roy e Georges Rodenbach. Per i loro testi Khnopff esegue frontespizi e illustrazioni interpretandone lo spirito, condividendone le tematiche ed elaborando un’iconografia che resterà fondamentale per il Simbolismo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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