Numero 121

Storia dell’Arte n. 121 (n. s. 21)
Nuova Serie – Settembre-Dicembre 2008
Anno  XXXIX
diretta da Maurizio Calvesi


Maurizio Calvesi, Più novità su Giorgione e un soggetto per Battista Dossi - C.D. Dickerson III, The «Gran Scuola» of Guglielmo della Porta, the Rise of the «Aurifex Inventor», and the Education of Stefano Maderno - Josephine von Henneberg,  Giulio Rospigliosi and Nicolas Poussin: The Louvre’s Saint Francesca Romana - Francesco Saracino, Le profezie di Charles Le Brun - Federica Veratelli, Una traccia documentaria per Giovanni Vangembes, pittore fiammingo del Seicento ferrarese - Natalia Gozzano, Nuovi documenti per la datazione del Paesaggio con la fuga in Egitto di Claude Lorrain (LV 158) e alcune note sui pendants “misti” - Miriam Di Penta, Una Madonna col Bambino dimenticata. Ancora sul Gaulli e qualche precisazione sulla cronologia del Baciccio tardo - Edoardo Piersensini, Un’ipotesi per Jackson Pollock (I parte) - AA.VV. Recensioni

 

Maurizio Calvesi
Più novità su Giorgione e un soggetto per Battista Dossi
L’autore identifica in Floriano il santo che figura sulla sinistra nella Pala di Castelfranco di Giorgione, di cui ribadisce la datazione al 1504 o ai primi mesi del 1505, ravvisando influenze del Dürer. Torna a chiarire l’interpretazione del cosiddetto Sogno di Raffaello di Marcantonio Raimondi, che ritiene derivare da Raffaello e non da Giorgione, come incubo di Didone e in tale chiave legge anche la Notte di Battista Dossi. Identifica infine L’inferno cun Enea et Anchise di Giorgione con il Ritratto d’uomo armato di Vienna e spiega il cosiddetto Tramonto come Leggenda di san Giorgio.

 

 

 

 

 

C.D. Dickerson III
The «Gran Scuola» of Guglielmo della Porta, the Rise of the «Aurifex Inventor», and the Education of Stefano Maderno
La novità rappresentata dal naturalismo morbido e sensuale della Santa Cecilia che Stefano Maderno appena venticinquenne, nell’anno 1600, sollecita una serie di interrogativi che l’autore risolve ricostruendo il panorama artistico romano intorno a quella data. In questo quadro il ruolo degli orefici assume un significato di rilievo grazie all’attività dello scultore Guglielmo della Porta che istituisce una scuola, la «Gran Scuola» che è una vera e propria Accademia d’Arte, nel senso più esteso del significato di Arti Liberali, una scuola dove gli orefici sono sollecitati ad esercitarsi sul “disegno d’invenzione”. L’autore ritiene che in questa Accademia, dove si formano i più raffinati orefici del momento, il Maderno abbia avuto il suo apprendistato. Il naturalismo elegante della Santa Cecilia si spiega dunque attraverso la pratica del “disegno d’invenzione” su cui insisteva appunto la “Scuola” di Guglielmo.

 

 

 

Josephine von Henneberg
Giulio Rospigliosi and Nicolas Poussin: The Louvre’s Saint Francesca Romana
Il dipinto intitolato Santa Francesca Romana, che il Cardinal Giulio Rospigliosi affida a Nicolas Poussin, offre lo spunto per una nuova interpretazione iconologica da parte dell’autrice che, nel ripercorrere la vicenda del culto della santa, delle sue rappresentazioni e dei luoghi sacri dove se ne perpetua la memoria, rintraccia il vero significato del dipinto nel dibattito dottrinario tra gesuiti e giansenisti sul ruolo della Grazia. L’iconografia è insolita: una figura di donna in primo piano (secondo Marc Fumaroli, santa Francesca Romana) tiene in mano delle frecce spezzate scendendo da una nuvola verso una seconda figura femminile inginocchiata (secondo Fumaroli, una figura simbolica di Roma), mentre alle sue spalle un angelo senza ali rivolge la spada verso il demonio che porta sulle spalle un bambino morto e trascina il corpo di un uomo; una donna morta giace a terra al centro della scena. L’autrice invece nella figura sulla nuvola vede l’immagine della Madonna che annuncia la fine della peste mostrando le frecce spezzate. La peste è la giusta punizione inflitta alla città di Roma che ha prestato ascolto all’eresia giansenista, mentre la figura inginocchiata è quella della santa che, supplicando la Vergine, si fa mediatrice della Grazia necessaria per estinguere la colpa secondo il dettato teologico dei Gesuiti.

 

Francesco Saracino
Le profezie di Charles Le Brun
Il saggio analizza una Santa Famiglia di Charles Le Brun che ci è pervenuta in varie redazioni e che è caratterizzata dalla presenza del testo ebraico di due oracoli dell’Antico Testamento (Is 7,14; Zac 2, 14). Nell’interpretazione dei Padri della chiesa e dei teologi del XVII secolo, entrambe le profezie erano riferite a un tema fondamentale della dottrina cristiana, il mistero dell’Incarnazione del Verbo nel grembo verginale di Maria.

 

 

 

 

 

 

Federica Veratelli
Una traccia documentaria per Giovanni Vangembes, pittore fiammingo del Seicento ferrarese
Da ricerche documentarie condotte anche nell’Archivio di Malines, città natale di Giovanni Vangembes, l’autrice ricostruisce l’identità del pittore fiammingo, attivo a Ferrara nei primi decenni del Seicento la cui opera offre una interessante interpretazione del caravaggismo nordico.

 

 

 

 

 

 

Natalia Gozzano
Nuovi documenti per la datazione del Paesaggio con la fuga in Egitto di Claude Lorrain (LV 158) e alcune note sui pendants “misti”
Nell’albun dei disegni che Claude Lorrain lascia in eredità ad Agnese, sua figlia naturale, noto come Liber Veritatis, un foglio datato 1663 e siglato dall’artista riproduce un Paesaggio con la Fuga in Egitto identificato dall’autrice come disegno preparatorio del dipinto dello stesso soggetto in collezione Thyssen-Bornemisza a Madrid. Il suo riconoscimento è confermato dalla descrizione dettagliata dell’oggetto contenuta nei pagamenti all’intagliatore e al doratore della cornice in legno pregiato.

 

 

 

 

 

Miriam di Penta
Una Madonna col Bambino dimenticata. Ancora sul Gaulli e qualche precisazione sulla cronologia del Baciccio tardo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Edoardo Piersensini
Un’ipotesi per Jackson Pollock (I parte)
L’autore, in questa prima parte del suo scritto, tramite una serie di confronti iconografici, individua in disegni e studi anteriori all’epoca dei dripping la presenza di puntuali rimandi ad illustrazioni di carattere medico, dimostrando come l’ossessione dell’artista per il tema della nascita lo abbia spinto ad avvicinarsi al mondo delle scienze. Seguendo questa nuova linea di indagine, viene compiuta una rilettura di Bird (c. 1938-41), nel tentativo di superare alcune delle incongruenze riscontrabili nelle precedenti interpretazioni in chiave junghiana.

 

 

 

 

 


Recensioni

 

Lucia Fornari Schianchi (a cura di), Correggio, cat. della mostra, Skira, Milano 2008
(di Maurizio Calvesi) 

 

Robert G. La France, Bachiacca. Artist of the Medici Court, Leo S. Olschki, Firenze 2008
(di Stefano Colonna)

 

Massimo Pulini, La coperta del tempo. Dipinti e sculture in letargo, Ed. Medusa, Milano 2008
(di Augusta Monferini)

 

Patrizia Cavazzini, Painting as Business in Early Seventeenth-Century Rome, The Pennsylvania State University Press, Pennsylvania 2008
(di Caterina Volpi) 

 

Francesco Petrucci, Pittura di Ritratto a Roma. Il Seicento, 3 voll., Andreina & Valneo Budai Editori, Roma 2008
(di Jacopo Curzietti)

 

Francesco Petrucci (a cura di), Dalle Collezioni Romane. Dipinti e arredi in dimore nobiliari e raccolte private XVI- XVIII secolo, cat. della mostra, Roma, Palazzo Incontro, 28 gennaio-24 febbraio 2008, De Luca Editore d’Arte, 2008
(di Jacopo Curzietti)

 

Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, I disegni del Codice Resta di Palermo, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2007
(di Guendalina Serafinelli)

 

Giovanni Maria Fara e Daniela Tovo (a cura di), I libri dell’architetto Jean- Charles Moreux al Centro Internazionale di Architettura Andrea Palladio, Leo S. Olschki, Firenze 2008
(di Edoardo Piersensini)

 

Fabio Benzi, Il Futurismo, Federico Motta Editore, Milano 2008
(di Maurizio Calvesi)

 

Georges Didi-Huberman, Storia dell’arte e anacronismo delle immagini, Bollati Boringhieri, Torino 2007
(di Edoardo Piersensini)

 

 

 

 

 

 

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