Numero 130

Storia dell’Arte n. 130 (n. s. 30)
Nuova Serie – Agosto-Dicembre 2011
Anno XLII
diretta da Maurizio Calvesi

In questo numero: Licia Buttà, Immaginario esopico e discorso etico-didattico sul soffitto dipinto della chiesa di S. Nicolò a Nicosia in Sicilia – Yuri Primarosa, Giovanni Baglione a Poggio Mirteto. Due lettere inedite e nuovi documenti per l’Assunzione della Vergine (1611-1613) – Maurizio Calvesi, Caravaggio, ancora due asterischi: la veste di cappuccino e l’Humilitas - Michele Nicolaci, Riccardo Gandolfi, Il Caravaggio di Guido Reni: la Negazione di Pietro tra relazioni artistiche e operazioni finanziarie - Jacopo Curzietti, Gian Lorenzo Bernini e Domenico de Rossi. I busti di Giovan Battista d’Aste e Clarice Margana  in S. Maria in Via Lata - Camilla S. Fiore, Mattia de Rossi: documenti inediti per il cantiere del monastero di S. Giuseppe a Capo le Case - Davide Lacagnina, «Le penombre di un giardino spagnolo». Vittorio Pica e la fortuna di Santiago Rusiñol in Italia fra pittura e letteratura - Augusta Monferini, Lionello Venturi conoscitore anche della nuova arte e pioniere della didattica. Le sue innovazioni per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna - Stefano Valeri, Lionello Venturi e Filippo Tommaso Marinetti. Documenti della nota polemica dalla stampa degli anni 1929-1930 – AA.VV. Recensioni

 

 


Bottega del Maestro del Soffitto di Nicosia, Ritratto di monaco, seconda metà del XV secolo. Nicosia, S. NicolòLicia Buttà

Immaginario esopico e discorso etico-didattico sul soffitto dipinto della chiesa di S. Nicolò a Nicosia in Sicilia
Il presente studio propone una nuova ipotesi per l’identificazione del ciclo figurativo sul soffitto ligneo della chiesa di S. Nicolò a Nicosia, con particolare riferimento ai quattro cartigli con motti in latino tratti dalle favole di Esopo tra la V e la VI campata. Trascurate dalla storiografia precedente o classificate come iscrizioni senza significato apparente, le scritte e le immagini formano un interessante complesso iconografico che trae origine nelle fonti scritte e visive del tempo oltre che nel contesto storico-sociale dalla città siciliana. L’autrice, infine, indaga lo stile e il linguaggio figurativo dell’anonimo Maestro del soffitto di Nicosia, la cui mano è ora riconoscibile anche in altre opere siciliane, riunite in questa occasione per la prima volta.

 
 


Giovanni Baglione, Assunzione della Vergine, 1611-1613. Poggio Mirteto (RI), S. Maria AssuntaYuri Primarosa

Giovanni Baglione a Poggio Mirteto. Due lettere inedite e nuovi documenti per l’Assunzione della Vergine (1611-1613)
Attraverso un’approfondita ricerca documentaria l’autore ricostruisce le vicende della commissione a Giovanni Baglione dell’Assunzione della Vergine di Poggio Mirteto (1611-1613), svelando l’insospettato intervento di Giovanni Battista Mattei e Giovanni Battista Crescenzi, interpellati dalla comunità sabina e dal pittore romano in qualità di competenti e fidati periti. Fulcro di un più esteso programma iconografico, la monumentale pala era accompagnata in origine da due tele laterali e da perduti affreschi, eseguiti nella tribuna dell’antica chiesa parrocchiale dedicata all’Assunta. Il ritrovamento di due lettere autografe, le uniche attualmente note del Baglione, ha permesso infine di far luce su alcuni aspetti della biografia dell’artista, offrendo preziose informazioni sulla natura dell’incarico da lui ricevuto in Sabina.
Appendice documentaria: documenti dall’Archivio Storico Comunale di Poggio Mirteto

 

  

 

 

 

Caravaggio, David con la testa di Golia. Roma, Galleria BorgheseMaurizio Calvesi
Caravaggio, ancora due asterischi: la veste di cappuccino e l’Humilitas
Come ben noto Orazio Gentileschi riferì il 14 settembre del 1603, nel processo Baglione, di aver dato in prestito al Caravaggio una «veste da capppuccino» che il Merisi trattenne presso di sé diverso tempo, per restituirla ai primi del mese in corso. La notizia ha indotto alcuni a datare in quell’anno il San Francesco di Cremona, che è indubbiamente più tardo di almeno quattro anni. L’ipotesi che l’indumento non servisse per ritrarre un modello vestito da frate, ma fosse una sorta di amuleto contro qualche malanno (proprio in quell’anno, come ho più volte supposto, il Caravaggio dovette imbattersi in qualche infermità o disgrazia) fu da me avanzata, considerato anche che Federico Borromeo spedì da Roma al fratello Renato

 

 

 


Guido Reni, I Ss. Pietro e Paolo. Milano, Pinacoteca di BreraMichele Nicolaci, Riccardo Gandolfi
Il Caravaggio di Guido Reni: la Negazione di Pietro tra relazioni artistiche e operazioni finanziarie 
Il ritrovamento di una quietanza datata al 3 maggio 1613 ha permesso di conoscere la vendita a Guido Reni della Negazione di Pietro, opera poco documentata di Caravaggio (New York, Metropolitan Museum of Art). Proprietario della tela e creditore del maestro bolognese era Luca Ciamberlano, celebre incisore urbinate suo collaboratore. A partire da questo dato fondamentale si esplora il rapporto tra Caravaggio e Reni e si analizza la diffusione dell’iconografia caravaggesca tra i pittori attivi a Roma nel secondo decennio. Al primo documento, si è potuta aggiungere una ricca serie di altri inediti, relativi ai movimenti finanziari del Reni tra il 1612 e il 1620 e alla sua fitta rete di contatti a Roma e a Bologna: nuove e preziose informazioni che arricchiscono e precisano il soggiorno romano del “divino Guido”.
Appendice documentaria: Dieci documenti dagli Archivi dei Notai capitolini

 

 

 

 


Andrea Camassei, Assunzione della Vergine. Affresco. S. Maria in Via Lata, Roma, catino absidaleJacopo Curzietti

Gian Lorenzo Bernini e Domenico de Rossi. I busti di Giovan Battista d’Aste e Clarice Margana in S. Maria in Via Lata 
Attraverso l’analisi di una nuova documentazione l’autore ripercorre le fasi esecutive che portarono alla realizzazione dell’altar maggiore della chiesa romana di S. Maria in Via Lata, progettato da Gian Lorenzo Bernini e portato a termine da una vasta équipe di maestranze tra cui spicca il nome dello scultore Domenico de Rossi, autore dei modelli da cui furono tratti i busti bronzei di Giovan Battista d’Aste e Clarice Margana, precedentemente assegnati dalla critica a Giuliano Finelli ed Andrea Bolgi. Sempre sulla base di documenti inediti l’autore ricostruisce le vicende decorative della navata maggiore, dirette da Cosimo Fanzago con la collaborazione di Giovan Battista Magni.
                                                   Appendice documentaria:
documenti dagli Archivi del Monte di Pietà

 

 

Monastero e chiesa di S. Giuseppe a Capo le Case, in G. Vasi, Delle Magnificenze di Roma antica e moderna, VII, Roma, 1756Camilla S. Fiore
Mattia de Rossi: documenti inediti per il cantiere del monastero di S. Giuseppe a Capo le Case
Attraverso la pubblicazione dell’inedito progetto, comprendente una pianta e un alzato, l’autrice ricostruisce il cantiere del nuovo monastero di S. Giuseppe a Capo le Case, commissionato dalle monache carmelitane scalze all’architetto Mattia de Rossi a partire dal 1673. L’analisi dell’elaborato grafico, unitamente al rinvenimento della contabilità del cantiere, hanno permesso all’autrice di chiarire le singole fasi progettuali ed edificatorie, mettendo in luce i fondamentali apporti riconducibili al de Rossi, allievo prediletto di Gian Lorenzo Bernini alle prese con la sua prima opera autonoma. Appendice documentaria: documenti dall’Archivio delle Carmelitane Scalze, Monte di Pietà e Notai Capitolini

 


Santiago Rusinol, Majorca, in V. Pica, "L'arte mondiale a Venezia nel 1905", Bergamo, 1905Davide Lacagnina

«Le penombre di un giardino spagnolo». Vittorio Pica e la fortuna di Santiago Rusiñol in Italia fra pittura e letteratura
L’articolo ricostruisce la fortuna italiana del pittore catalano Santiago Rusiñol (1861-1931), documentandone ad annum gli svolgimenti, con particolare riferimento alle partecipazioni alle prime edizioni della Biennale di Venezia e all’Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma. All’interno di una condivisa sensibilità simbolista, ad emergere in questo contesto è la personalità di Vittorio Pica, attento non solo alla pittura ma anche alla scrittura di Rusiñol, di cui tradusse in italiano e in francese alcune opere per il teatro. Il tema del paesaggio come stato d’animo e del giardino come teatro dell’esistenza trovano spazio nei dipinti della serie dei Giardini di Spagna così come nel testo del dramma Il giardino abbandonato, in cui parola e immagine definiscono un sistema di valori saldamente coeso, pienamente messo in luce nelle sue più profonde relazioni dall’interpretazione che ne propone Pica. Conclude l’articolo una rassegna delle principali traduzioni in italiano di opere di Rusiñol fra le due guerre.

 


Lionello Venturi alla Biennale di Venezia del 1948Augusta Monferini

Lionello Venturi conoscitore anche della nuova arte e pioniere della didattica. Le sue innovazioni per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna 
Ci sono stati anni e precisamente dal 1945 al 1950 in cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (all’epoca unico museo d’arte contemporanea in Italia) è stata un istituto “modello” per dinamismo, aggiornamento museografico e attività espositiva. Lionello Venturi aveva fatto ritorno nella capitale subito dopo la guerra, dal lungo esilio vissuto tra Parigi e gli Stati Uniti. Lo studioso, anche sulla scorta delle recenti esperienze internazionali, aveva subito impresso alla Galleria Nazionale un rinnovato impianto, trasformandone il profilo ed il ruolo. L’autrice mette a fuoco l’inedito contributo al museo romano, riconoscendo la paternità del cambiamento al noto storico dell’arte piuttosto che alla giovane funzionaria Palma Bucarelli che tuttavia seppe far buon uso dei suggerimenti del professore. La crescita di interesse che negli ultimi decenni ha riguardato la storia della critica contemporanea ha investito soprattutto la figura di Lionello Venturi che ne è stato, in Italia, il padre fondatore. Fondamentali per questa rinnovata attenzione alla sua opera sono stati gli archivi e in particolare l’attività di promozione avviata dall’Archivio Venturi presso “La Sapienza” di Roma, insieme a ricerche di notevole spessore come quelle svolte sin dall’inizio del 2000 da Laura Iamurri.

 

 

Lionello Venturi. Modena, Istituto per la Storia della Resistenza (su gentile concessione di G. Taurasi)Stefano Valeri
Lionello Venturi e Filippo Tommaso Marinetti.
Documenti della nota polemica dalla stampa degli anni 1929-1930 
Attingendo al prezioso patrimonio di documenti conservato dall’Archivio Venturi presso la Sapienza Università di Roma, l’autore ricostruisce attraverso fonti d’epoca la polemica arroventata che vede contrapposti Filippo Tommaso Marinetti e Lionello Venturi, l’uno e l’altro esponenti di spicco di due concezioni antitetiche della storia dell’arte contemporanea. Una provocazione in stile tipicamente futurista mossa contro Venturi dal torinese Fillia accende il dibattito che si rivela essere di grande interesse critico e storico per i diversi accenti e argomentazioni addotte da entrambi i due “campioni”.

 

 

 

 

 

 

Recensioni

 

 Anna delle Foglie, La capella Caracciolo del Sole a San Giovanni a Carbonara, Jaka Book, Milano 2011
(di  Anna Cavallaro) 

 

 Tommaso Castaldi, La Madonna della Misericordia. L’iconografia della Madonna della Misericordia e della Madonna delle frecce nell’arte di Bologna e della Romagna nel Tre e Quattrocento, Editrice La Mandragola, Imola 2011
(di  Anna Cavallaro) 

 

Claudio Strinati, Bronzino, Viviani editore, Roma 2010
(di Michele Nicolaci) 

 

Alessandro Zuccari, Caravaggio controluce. Ideali e capolavori, Skira, Milano 2011
(di  Maurizio Calvesi)

 

Costanza Barbieri, Dalma Frascarelli (a cura di), Natura morta. Rappresentazione dell’oggetto, oggeto come rappresentazione, atti del convegno internazionale di studi (Napoli, Accademia di Belle Arti, 11-12 dicembre 2008), Arte’m, Napoli 2012
(di Yuri Primarosa)

 

Paola Degni (a cura di), La “fabrica” di San Carlino alle Quattro Fontane : gli anni del restauro, Bollettino d’Arte, Volume Speciale,  Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 2008
(di Jacopo Curzietti)

 

Lisa Beaven,  An Ardent Patron. Cardinal Camillo Massimo and his antiquarian and artistic circle. Giovanni Pietro Bellori, Claude Lorrain, Nicolas Poussin, Diego Velasquez, Paul Holberton Publishing e Centro de Estudios Europa Hispanica, Londra 2010
(di  Xavier F. Salomon)

 

Jacopo Curzietti, Giovan Battista Gaulli. La decorazione della Chiesa del SS. Nome di Gesù, GangemiEditore, Roma 2011
(di Maurizio Calvesi)

 

Federica Rossi, Palladio in Russia. Nikolaj L’vov architetto e intellettuale russo al tramonto dei Lumi, Marsilio, Venezia 2010
(di  Jacopo Curzietti)

 

Giulia Radin, Correspondance Gino Severini - Jacques Maritain (1923-1966), Leo S. Olschki Editore, Firenze 2011
(di Stefania Pasti)

 

Laura Iamurri, Lionello Venturi e la modernità dell’Impressionismo, Quodlibet Studio, Macerata 2010
(di Stefano Valeri)

 

Italo Tomassoni, Gino de Dominicis Catalogo ragionato delle opere, Skira, Milano 2011
(di Maurizio Calvesi)

 

Anna Imponente (a cura di), Passato –Presente. Dialoghi d’Abruzzo, cat. della mostra, Genazzano, CIAC-Centro internazionale per l’arte contemporanea, Castello Colonna; Sulmona, Abbazia di Santo Spirito al Morrone, Palombi Editori, Roma 2011
(di  Arianna Mercanti)

 

Dentro Caravaggio. Una vita di capolavori, DVD, eDEd’A 2011. Presentazione di Alessandro Zuccari, introduzione di Maurizio Calvesi, testi di Massimo MOretti, contenuto extra di Vittorio Storaro
(di  Michele Cuppone) 

 

 

 

Ordine Storia dell'Arte - Numero 130

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