{"id":6587,"date":"2026-05-14T12:54:33","date_gmt":"2026-05-14T10:54:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/?p=6587"},"modified":"2026-05-14T14:21:16","modified_gmt":"2026-05-14T12:21:16","slug":"in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/2026\/05\/14\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\/","title":{"rendered":"In molti luoghi e in molti tempi. Al\u00ec Assaf e la pratica di comunit\u00e0 al MLAC"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mostra <em>Ali Assaf. Opere 1973-2011<\/em>, al Museo Laboratorio d\u2019Arte Contemporanea di Sapienza Universit\u00e0 di Roma, a cura di Arianna Desideri, si trova in molti luoghi contemporaneamente, ma \u201csotto lo stesso primo cielo\u201d (il riferimento \u00e8 all\u2019opera in mostra <em>Io e loro sotto il primo cielo<\/em>, 1991), un\u2019espressione utilizzata dall\u2019artista di origini irachene per determinare la rigidit\u00e0 del confine geografico e l\u2019affermazione, invece, di un senso comunitario di appartenenza sovranazionale e collettivamente naturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inaugurata il 21 aprile 2026 e visitabile fino al 29 maggio, \u00e8 la prima mostra monografica dedicata ad Assaf da un museo in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che cosa significhi lavorare in pi\u00f9 luoghi e in pi\u00f9 tempi, la mostra lo illustra con chiarezza, seguendo la produzione dell\u2019artista a partire da un <em>corpus <\/em>antologico di opere che vanno dal 1973, anno del suo approdo a Roma, al 2011, anno della sua partecipazione come commissario e artista del Padiglione Iraq alla 54\u00b0 Biennale di Venezia \u201cILLUMInazioni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che cosa significhi, invece, offrire una prospettiva transculturale e transmediale attraverso la ricognizione artistica, e non solo, di una vita vissuta tra geografie \u2013&nbsp;che sono territorio e memoria \u2013 all\u2019interno di un museo universitario, apre una riflessione su ci\u00f2 che il museo contemporaneo pu\u00f2 e deve essere oggi, e si lega al tracciamento di una nuova via per il MLAC, diretto dalla Prof.ssa Francesca Gallo, che guarda a tematiche e soggettivit\u00e0 scaturite dalle prospettive critiche post-coloniali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/2.-Installation-view-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6589\" srcset=\"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/2.-Installation-view-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/2.-Installation-view-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/2.-Installation-view-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/2.-Installation-view-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/2.-Installation-view-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/2.-Installation-view-1200x800.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Al\u00ec Assaf. Opere 1973-2011<\/em>. Installation View, MLAC Museo Laboratorio d\u2019Arte Contemporanea, Sapienza Universit\u00e0 di Roma, Ph: Gabriele Pallai.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il percorso espositivo si apre con una serie di ritratti e autoritratti pittorici di Assaf risalenti agli anni Settanta, uno pi\u00f9 piccolo con richiami stilistici a Modigliani, caricato in valigia come destino e augurio dall\u2019Iraq a Roma, e uno pi\u00f9 grande, quasi totalmente astratto in bianco e blu, realizzato poco dopo il suo arrivo nella capitale, chiudendosi poi con l\u2019opera <em>Al Basrah the Venice of the East<\/em> (2010, stampa fotografica, video): un racconto per immagini della citt\u00e0 di Al Basrah o Bassora, luogo natale dell\u2019artista e \u00abarea con il maggior numero di palme da dattero al mondo\u00bb, come ci ricorda nella didascalia di una delle fotografie che la compongono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine del XIX secolo un artista della marina britannica arriva a Bassora e gli sembra Venezia; alla fine dei bombardamenti anglo-statunitensi sull\u2019Iraq, perpetrati per oltre un decennio, la palma da dattero \u00e8 sterile e il patrimonio naturalistico della regione irrimediabilmente compromesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assaf divulga nelle sue opere, con notazioni precise e quasi cronachistiche, informazioni sulla terra che ha lasciato e che gli sar\u00e0 estranea per pi\u00f9 di trent\u2019anni.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:100%\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/PCOC2516-2-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6620\" srcset=\"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/PCOC2516-2-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/PCOC2516-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/PCOC2516-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/PCOC2516-2-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/PCOC2516-2-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/PCOC2516-2-1200x800.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Al\u00ec Assaf, <em>Al Basrah the Venice of the East<\/em>, 2010, stampa fotografica, video. Particolare dell\u2019opera. Ph: Gabriele Pallai<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno degli elementi che affiora maggiormente nella sua pratica, e che risulta evidente nei lavori in mostra, \u00e8 una sorta di volont\u00e0 di dissolvimento dei confini fra Io e gli Altri, che \u00e8 anche volont\u00e0 di prossimit\u00e0 geografica e identitaria. Assaf, infatti, non riduce il discorso alla semplice traduzione biografica del suo esilio, prima formativo, poi divenuto permanente con l\u2019ascesa di Saddam Hussein nel 1979 e del suo governo autoritario (<em>Il Diario della Guerra del Golfo<\/em>, 1990-1991, olio e acrilico su tela, dimensioni varie).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La diaspora, la repressione politica, l\u2019ingiustizia sociale, il militarismo sfrenato sono fenomeni di cui l\u2019artista intende dissotterrare i presupposti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Iracheno nel corpo urbano di Roma, Assaf si radica frequentando dapprima l\u2019Accademia di Belle Arti, che non lo soddisfa accademicamente, e legandosi al quartiere di San Lorenzo e alla sua comunit\u00e0 di artisti. Non si tratta di portare l\u2019Iraq a Roma, o Roma in Iraq, ma di non dimenticare, e della possibilit\u00e0 di un ritorno, forse improduttivo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/4.-Diario-della-guerra-del-golfo-Itaca.IHNNjpg-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6590\" srcset=\"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/4.-Diario-della-guerra-del-golfo-Itaca.IHNNjpg-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/4.-Diario-della-guerra-del-golfo-Itaca.IHNNjpg-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/4.-Diario-della-guerra-del-golfo-Itaca.IHNNjpg-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/4.-Diario-della-guerra-del-golfo-Itaca.IHNNjpg-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/4.-Diario-della-guerra-del-golfo-Itaca.IHNNjpg-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/4.-Diario-della-guerra-del-golfo-Itaca.IHNNjpg-1200x800.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Al\u00ec Assaf, <em>Il Diario della Guerra del Golfo<\/em>, 1990-1991, olio e acrilico su tela, dimensioni varie; <em>Itaca<\/em>, 1997, acrilico su tela, 50x52cm; <em>I have no Nation I have imagination<\/em>, 1997, acrilico su tela, 50&#215;70 cm. Ph Gabriele Pallai.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricorrono all\u2019interno della mostra una serie di termini sottesi a un meccanismo ironico di presenze e assenze, a cui l\u2019artista si sottopone per accertarsi della sua sopravvivenza e per poter essere comunit\u00e0<em>: Sono ancora vivo<\/em> \u00e8 il titolo del suo ritratto fotografico esposto presso Sala 1 nel 1991 in cui si veste con abiti tradizionali iracheni cuciti in Italia; in <em>Lui, solo lui, dovunque lui<\/em> (1985, stampa fotografica montata su cartone, dimensioni variabili) gioca con l\u2019immagine sconosciuta di un generale in divisa, scovata al mercato di Porta Portese, \u201cfotomontandola\u201d sui medaglioni o sulle edicole sacre riservate alle Madonne di strada di Roma; <em>\u201cIo non ho nazione, ho immaginazione\u201d<\/em> (acrilico su tela, 50x70cm) \u00e8 la traduzione di una citazione in calligrafia araba dal poemetto <em>The Schooner Flight<\/em> di Derek Walcott.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>I&#8217;m just a red nigger who love the sea, I had a sound colonial education, I have Dutch, nigger, and English in me, and either I&#8217;m nobody, or I&#8217;m a nation.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Continua cos\u00ec la poesia di Walcott e si ripete nel percorso espositivo una tensione tra l\u2019esistere come individuo e come gruppo, tra una condizione individuale e un divenire nazione, che non sfocia mai nella retorica, poich\u00e9 non ci sono messaggi pronunciati al posto degli altri. Non si parla per gli altri, ma delle molte presenze chiave di un passato e di un presente a cui Assaf rimane sempre legato con lo sguardo lucido di una cronaca dal vero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, come ha raccontato la curatrice Arianna Desideri, l\u2019impossibilit\u00e0 di tornare in Iraq, per evitare la leva militare, ha permesso all\u2019artista di scomporre uno a uno i fili di questa lontananza e di questo non ritorno, ponendo molta attenzione al tema della famiglia, degli alberi genealogici, delle fotografie, vere o false che siano, per poterli ritessere in una prospettiva di impegno collettivo e di riconciliazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mostra \u00e8 quasi simbolicamente divisa in due parti. Una prima dall\u2019intonazione pi\u00f9 introspettiva, intimamente legata a una riflessione sullo stare nei luoghi e nei tempi, ben rintracciabile nell\u2019opera <em>I miei vicini<\/em> (1982, fotografie con bronzo su tavola, 27&#215;27 cm cad.), in cui, per tutto il mese di maggio 1981, osserva e fotografa il balcone dei suoi vicini di casa a San Lorenzo. Ci\u00f2 che, a prima vista, assomiglia a una fotocronaca analitica si traduce in un tentativo di comunicazione a distanza. Ogni dettaglio fotografato rimanda a una cura destinata agli abitanti della casa e ai molti proprietari degli indumenti. Il linguaggio \u00e8 quello dello scorrere del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda parte \u00e8 invece proiettata verso un fuori politico e universalizzante, con opere realizzate a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni Novanta. Vi compaiono i grandi fotomontaggi con Abbas e Fatima, personaggi di finzione, incorniciati dai loro messaggi di saluto ai familiari (\u00abMi chiamo Abbas della trib\u00f9 di Al-Giubur. Mando i miei saluti ai miei fratelli\u2026\u00bb; \u00abMi chiamo Fatima la figlia di Zaher. Saluto mio marito e i suoi fratelli e sorelle che vivono in Olanda&#8230;\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vestiario stereotipato sfida l\u2019occhio di chi guarda a riconoscere la finzione nella rappresentazione di un\u2019arabicit\u00e0 canonica che non esiste.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/5.-Saluti-da-Baghdad-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6591\" srcset=\"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/5.-Saluti-da-Baghdad-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/5.-Saluti-da-Baghdad-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/5.-Saluti-da-Baghdad-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/5.-Saluti-da-Baghdad-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/5.-Saluti-da-Baghdad-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/5.-Saluti-da-Baghdad-1200x800.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Al\u00ec Assaf, <em>Saluti da Baghdad: Abbas<\/em>, 2003, stampa fotografica montata su forex, 180&#215;100 cm. Ph Gabriele Pallai.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto che Assaf si esprima attraverso una variet\u00e0 mai ripetuta di media, dalla pittura alla fotografia al video, non \u00e8 un elemento da sottovalutare, ed \u00e8 anzi, forse, una scelta che rivela il proposito di sottrarsi alle storicizzazioni e agli assiomi della critica. Egli si riconosce davvero nella postmedialit\u00e0, spiega la curatrice, cos\u00ec come la intendeva Rosalind Krauss, in cui il medium si pone al servizio del pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I video proiettati sono tre: <em>Piedi di Sabbia<\/em> (video della performance, 1996, dur.7\u2019, colore, suono), <em>Lampedusa Checkpoint<\/em> (2004, video, dur.11\u2019, colore e suono) e <em>Narciso <\/em>(2010, video HD, dur.13\u2019, colore). Pur nella loro eterogeneit\u00e0, affrontano il tema della spersonalizzazione dell\u2019immigrazione attraverso la demolizione delle sue figure archetipiche. In <em>Narciso<\/em>, l\u2019artista si veste con i panni della figura mitologica presente nel celebre dipinto attribuito a Caravaggio, e attende sulle rive di un fiume immaginario il passaggio dei rifiuti e di ci\u00f2 che rimane dell\u2019Iraq distrutto dalla guerra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In <em>Quell\u2019oscuro oggetto del desiderio<\/em> (2003, cibachrome e stampe fotografiche montate su cartone, 40x40x8 cm cad.), compie un reportage di testimonianze biografiche, raccogliendo i motivi dell\u2019emigrazione. \u00abPer vendere i tappeti in inverno e i fiori in estate\u00bb \u00e8 una delle risposte, o ancora \u00abper far crescere bene mio figlio e farlo sposare con una bellissima donna bionda\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6.-Quelloscuro-oggetto-del-desiderio-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6592\" srcset=\"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6.-Quelloscuro-oggetto-del-desiderio-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6.-Quelloscuro-oggetto-del-desiderio-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6.-Quelloscuro-oggetto-del-desiderio-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6.-Quelloscuro-oggetto-del-desiderio-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6.-Quelloscuro-oggetto-del-desiderio-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6.-Quelloscuro-oggetto-del-desiderio-1200x800.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Al\u00ec Assaf<em>, Quell\u2019oscuro oggetto del desiderio<\/em> (2003, cibachrome e stampe fotografiche montate su cartone, 40x40x8 cm cad.), Particolare dell\u2019opera. Ph. Gabriele Pallai.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019opera che divide i due momenti della narrazione \u00e8 <em>Finestre di Stoffa per mia madre <\/em>(1993, 5 elementi in cotone e lino, 150 x 350 m cad.).Installata al centro della stanza, rappresenta una cesura commovente che separa l\u2019interno dall\u2019esterno, l\u2019autoanalisi dalla beffa geopolitica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo monumento, senza piedistallo e senza peso (sono opere tessili leggere e aeree, anche se con una struttura geometrica ben definita), rievoca la figura materna, alla cui morte non si \u00e8 potuto assistere, attraverso la ripetizione del <em>Khamsa, <\/em>ovvero del numero cinque. Cinque sono i drappi, di cinque colori diversi, cinque le dita della mano di Fatima posta sulla sommit\u00e0 dell\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"514\" src=\"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/7.-Finestre-di-stoffa-per-mia-madre-1024x514.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6593\" srcset=\"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/7.-Finestre-di-stoffa-per-mia-madre-1024x514.jpg 1024w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/7.-Finestre-di-stoffa-per-mia-madre-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/7.-Finestre-di-stoffa-per-mia-madre-768x385.jpg 768w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/7.-Finestre-di-stoffa-per-mia-madre-1536x770.jpg 1536w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/7.-Finestre-di-stoffa-per-mia-madre-2048x1027.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Al\u00ec Assaf, <em>Finestre di Stoffa per mia madre, <\/em>1993, 5 elementi in cotone e lino, 150 x 350 m cad., Ph: Gabriele Pallai.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mostra consente, dunque, di sperimentare forme di incontro tra diverse comunit\u00e0 attraverso il racconto di storie dell\u2019arte plurali e spesso taciute.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una tematica, questa, che ha acceso il dibattito nella letteratura recente sui musei, ed \u00e8 stata fonte di molte domande sul loro ruolo nella costruzione della coesione sociale, in un tempo presente che sappiamo segnato da mutamenti repentini, instabili e ineguali. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il MLAC \u00e8 un museo universitario a vocazione laboratoriale e sperimentale, rivolto principalmente alla comunit\u00e0 studentesca che ne attraversa e ne fruisce quotidianamente gli spazi. \u00c8 anche, per\u00f2, un museo aperto e accessibile a un pubblico pi\u00f9 ampio. Ospitare la mostra all\u2019interno di questo ambiente vuol dire fornire occasioni di partecipazione e di incontro con prospettive culturali e identitarie situate sulla soglia delle macronarrazioni, senza abdicare alla responsabilit\u00e0 curatoriale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si dibatte molto, in questo momento storico, su quali siano le modalit\u00e0 per accogliere e mettere in pratica una museografia decoloniale. Oltre alla ridefinizione delle basi epistemologiche, una di queste consiste nel raccontare il lavoro e le storie di figure come Al\u00ec Assaf, che hanno operato in una dimensione parallela rispetto ai circuiti canonici del mercato e delle istituzioni culturali. Un\u2019altra \u00e8 rendere accessibili materiali e informazioni attraverso iniziative aperte e gratuite come le due tavole rotonde <em>Lontano dal Primo Cielo<\/em>, tenutasi il 29 aprile, e <em>Roma anni Novanta. Conversazioni per una storia recente<\/em>, in programma per il 28 maggio. Il ciclo di appuntamenti proseguir\u00e0 con una serie di proiezioni e una performance dell\u2019artista in occasione della Notte dei Musei, il 23 maggio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"803\" src=\"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/8.-Tavola-Rotonda-ph.-Isabella-Varela-Puglisi-1024x803.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6594\" srcset=\"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/8.-Tavola-Rotonda-ph.-Isabella-Varela-Puglisi-1024x803.jpg 1024w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/8.-Tavola-Rotonda-ph.-Isabella-Varela-Puglisi-300x235.jpg 300w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/8.-Tavola-Rotonda-ph.-Isabella-Varela-Puglisi-768x603.jpg 768w, https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/8.-Tavola-Rotonda-ph.-Isabella-Varela-Puglisi.jpg 1430w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tavola rotonda <em>Lontano dal Primo Cielo<\/em>, 29 aprile 2026. Con: Al\u00ec Assaf, Ada Barbaro (Sapienza Universit\u00e0 di Roma), Marta D\u2019Andrea (Sapienza Universit\u00e0 di Roma), Arianna Desideri, Francesca Gallo. Ph: Isabella Varela Puglisi.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arianna Desideri ha incontrato Al\u00ec Assaf seguendo le tracce lasciate dalle testimonianze di pratiche artistiche diasporiche nella Roma degli anni Novanta, nell\u2019ambito delle sue ricerche di dottorato. Per Al\u00ec Assaf, dopo il loro incontro, l\u2019idea di realizzare una mostra in un museo universitario deve essere apparsa subito particolarmente significativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una piccola nota finale, a margine, da parte di chi scrive. Non di rado le traiettorie della ricerca si incontrano in spazi inattesi. \u00c8 stato attraverso uno di questi incroci emersi nella mostra che ho scoperto la partecipazione di Al\u00ec Assaf a un\u2019importante esposizione (presente nella ricca sezione documentaria) presso il Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, oggetto della mia ricerca di dottorato e incentrata sulla ricostruzione di una genealogia di interventi di artisti contemporanei nei musei etnografici europei dalla fine degli anni Ottanta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partendo da una domanda di oggi, il senso della ricerca, intesa in maniera pi\u00f9 ampia, si trova primariamente nella condivisione e nell\u2019accessibilit\u00e0 dei materiali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ricostruzioni sono certamente utili a fare ordine, ma soprattutto a preparare nuovi contesti e nuove promesse per il futuro.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immagine di copertina: Al\u00ec Assaf, <em>Sono ancora vivo<\/em>, 1991, riproduzione dell\u2019installazione a Sala1, Roma, 450\u00d7250 cm. Ph: Gabriele Pallai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra Ali Assaf. Opere 1973-2011, al Museo Laboratorio d\u2019Arte Contemporanea di Sapienza Universit\u00e0 di Roma, a cura di Arianna Desideri, si trova in molti luoghi contemporaneamente, ma \u201csotto lo stesso primo cielo\u201d (il riferimento \u00e8 all\u2019opera in mostra Io e loro sotto il primo cielo, 1991), un\u2019espressione utilizzata dall\u2019artista di origini irachene per determinare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":89,"featured_media":6588,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[171],"tags":[440,30,439],"class_list":["post-6587","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-ali-assaf","tag-arte-contemporanea","tag-mlac"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>In molti luoghi e in molti tempi. Al\u00ec Assaf e la pratica di comunit\u00e0 al MLAC - &quot;Storia dell&#039;arte&quot; in tempo reale<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/2026\/05\/14\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"In molti luoghi e in molti tempi. Al\u00ec Assaf e la pratica di comunit\u00e0 al MLAC - &quot;Storia dell&#039;arte&quot; in tempo reale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"La mostra Ali Assaf. Opere 1973-2011, al Museo Laboratorio d\u2019Arte Contemporanea di Sapienza Universit\u00e0 di Roma, a cura di Arianna Desideri, si trova in molti luoghi contemporaneamente, ma \u201csotto lo stesso primo cielo\u201d (il riferimento \u00e8 all\u2019opera in mostra Io e loro sotto il primo cielo, 1991), un\u2019espressione utilizzata dall\u2019artista di origini irachene per determinare [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/2026\/05\/14\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"&quot;Storia dell&#039;arte&quot; in tempo reale\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-05-14T10:54:33+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-05-14T12:21:16+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1.-immagine-di-copertina--scaled.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"2560\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"2475\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Irene Quarantini\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Irene Quarantini\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"13 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/2026\\\/05\\\/14\\\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/2026\\\/05\\\/14\\\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Irene Quarantini\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4b3d8184da38f76f73c27bed2d7d7967\"},\"headline\":\"In molti luoghi e in molti tempi. Al\u00ec Assaf e la pratica di comunit\u00e0 al MLAC\",\"datePublished\":\"2026-05-14T10:54:33+00:00\",\"dateModified\":\"2026-05-14T12:21:16+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/2026\\\/05\\\/14\\\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\\\/\"},\"wordCount\":2030,\"commentCount\":0,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/2026\\\/05\\\/14\\\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/05\\\/1.-immagine-di-copertina--scaled.jpg\",\"keywords\":[\"Al\u00ec Assaf\",\"arte contemporanea\",\"MLAC\"],\"articleSection\":[\"Recensioni\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/2026\\\/05\\\/14\\\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/2026\\\/05\\\/14\\\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/2026\\\/05\\\/14\\\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\\\/\",\"name\":\"In molti luoghi e in molti tempi. Al\u00ec Assaf e la pratica di comunit\u00e0 al MLAC - &quot;Storia dell&#039;arte&quot; in tempo reale\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/2026\\\/05\\\/14\\\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/2026\\\/05\\\/14\\\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/05\\\/1.-immagine-di-copertina--scaled.jpg\",\"datePublished\":\"2026-05-14T10:54:33+00:00\",\"dateModified\":\"2026-05-14T12:21:16+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4b3d8184da38f76f73c27bed2d7d7967\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/2026\\\/05\\\/14\\\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/2026\\\/05\\\/14\\\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/2026\\\/05\\\/14\\\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/05\\\/1.-immagine-di-copertina--scaled.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/05\\\/1.-immagine-di-copertina--scaled.jpg\",\"width\":2560,\"height\":2475},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/2026\\\/05\\\/14\\\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"In molti luoghi e in molti tempi. Al\u00ec Assaf e la pratica di comunit\u00e0 al MLAC\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/\",\"name\":\"&quot;Storia dell&#039;arte&quot; in tempo reale\",\"description\":\"Anticipazioni e ricerche in corso, affacci sull&#039;attualit\u00e0, scoperte, nuove letture.\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4b3d8184da38f76f73c27bed2d7d7967\",\"name\":\"Irene Quarantini\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/ec1efc02b224da61ae0d3db6dc178d6942bd73ac4e27ff08cf37323e95d6454f?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/ec1efc02b224da61ae0d3db6dc178d6942bd73ac4e27ff08cf37323e95d6454f?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/ec1efc02b224da61ae0d3db6dc178d6942bd73ac4e27ff08cf37323e95d6454f?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Irene Quarantini\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.storiadellarterivista.it\\\/blog\\\/author\\\/irene-quarantini\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"In molti luoghi e in molti tempi. Al\u00ec Assaf e la pratica di comunit\u00e0 al MLAC - &quot;Storia dell&#039;arte&quot; in tempo reale","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/2026\/05\/14\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"In molti luoghi e in molti tempi. Al\u00ec Assaf e la pratica di comunit\u00e0 al MLAC - &quot;Storia dell&#039;arte&quot; in tempo reale","og_description":"La mostra Ali Assaf. Opere 1973-2011, al Museo Laboratorio d\u2019Arte Contemporanea di Sapienza Universit\u00e0 di Roma, a cura di Arianna Desideri, si trova in molti luoghi contemporaneamente, ma \u201csotto lo stesso primo cielo\u201d (il riferimento \u00e8 all\u2019opera in mostra Io e loro sotto il primo cielo, 1991), un\u2019espressione utilizzata dall\u2019artista di origini irachene per determinare [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/2026\/05\/14\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\/","og_site_name":"&quot;Storia dell&#039;arte&quot; in tempo reale","article_published_time":"2026-05-14T10:54:33+00:00","article_modified_time":"2026-05-14T12:21:16+00:00","og_image":[{"width":2560,"height":2475,"url":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1.-immagine-di-copertina--scaled.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Irene Quarantini","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Irene Quarantini","Tempo di lettura stimato":"13 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/2026\/05\/14\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/2026\/05\/14\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\/"},"author":{"name":"Irene Quarantini","@id":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/#\/schema\/person\/4b3d8184da38f76f73c27bed2d7d7967"},"headline":"In molti luoghi e in molti tempi. Al\u00ec Assaf e la pratica di comunit\u00e0 al MLAC","datePublished":"2026-05-14T10:54:33+00:00","dateModified":"2026-05-14T12:21:16+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/2026\/05\/14\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\/"},"wordCount":2030,"commentCount":0,"image":{"@id":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/2026\/05\/14\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1.-immagine-di-copertina--scaled.jpg","keywords":["Al\u00ec Assaf","arte contemporanea","MLAC"],"articleSection":["Recensioni"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/2026\/05\/14\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/2026\/05\/14\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\/","url":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/2026\/05\/14\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\/","name":"In molti luoghi e in molti tempi. Al\u00ec Assaf e la pratica di comunit\u00e0 al MLAC - &quot;Storia dell&#039;arte&quot; in tempo reale","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/2026\/05\/14\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/2026\/05\/14\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1.-immagine-di-copertina--scaled.jpg","datePublished":"2026-05-14T10:54:33+00:00","dateModified":"2026-05-14T12:21:16+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/#\/schema\/person\/4b3d8184da38f76f73c27bed2d7d7967"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/2026\/05\/14\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/2026\/05\/14\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/2026\/05\/14\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1.-immagine-di-copertina--scaled.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1.-immagine-di-copertina--scaled.jpg","width":2560,"height":2475},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/2026\/05\/14\/in-molti-luoghi-e-in-molti-tempi-ali-assaf-e-la-pratica-di-comunita-al-mlac\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"In molti luoghi e in molti tempi. Al\u00ec Assaf e la pratica di comunit\u00e0 al MLAC"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/#website","url":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/","name":"&quot;Storia dell&#039;arte&quot; in tempo reale","description":"Anticipazioni e ricerche in corso, affacci sull&#039;attualit\u00e0, scoperte, nuove letture.","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/#\/schema\/person\/4b3d8184da38f76f73c27bed2d7d7967","name":"Irene Quarantini","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ec1efc02b224da61ae0d3db6dc178d6942bd73ac4e27ff08cf37323e95d6454f?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ec1efc02b224da61ae0d3db6dc178d6942bd73ac4e27ff08cf37323e95d6454f?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ec1efc02b224da61ae0d3db6dc178d6942bd73ac4e27ff08cf37323e95d6454f?s=96&d=mm&r=g","caption":"Irene Quarantini"},"url":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/author\/irene-quarantini\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6587","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/89"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6587"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6587\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6622,"href":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6587\/revisions\/6622"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6588"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6587"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6587"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.storiadellarterivista.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6587"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}