Il saggio “Caravaggio, Lena e Maddalena Antognetti. Una storia da riscrivere” di Francesca Curti e Orietta Verdi esamina criticamente la narrazione storica che collega la figura di Lena, nota come “donna di Caravaggio”, alla cortigiana romana Maddalena Antognetti. Questa associazione, proposta per la prima volta da Riccardo Bassani in Caravaggio assassino (1994), si basava su un documento giudiziario falsificato. Nonostante le prove che smentiscono questo legame, Bassani ha ribadito le sue affermazioni nel suo libro del 2021 La donna del Caravaggio, sostenendo che Antognetti รจ stata un modello per le Madonne di Caravaggio.
Curti e Verdi analizzano meticolosamente le fonti d’archivio, dimostrando l’assenza di qualsiasi legame verificabile tra Antognetti e Caravaggio. Essi rivelano che il presunto riferimento a Caravaggio in una deposizione di Antognetti del 1605 รจ un’interpolazione deliberata. Gli autori sostengono che la narrazione di Bassani รจ costruita su interpretazioni speculative e prove manipolate, tra cui l’errata identificazione di figure storiche e l’invenzione di relazioni non supportate da documentazione.
Il saggio espone i difetti metodologici dell’approccio storico di Bassani, evidenziando l’uso di teorie preconcette piuttosto che l’analisi rigorosa delle fonti. Mette in discussione il suo affidarsi a ricostruzioni fantasiose e a dispositivi narrativi per colmare le lacune delle prove storiche. In particolare, l’identificazione di Lena con Antognetti viene dimostrata come speculativa, basandosi su tenui connessioni piuttosto che su dati storici concreti.
Gli autori criticano anche l’impatto delle opere di Bassani sulla percezione popolare e accademica della vita di Caravaggio, mostrando come i resoconti romanzati abbiano influenzato l’immaginario pubblico e il discorso accademico. Il saggio sottolinea la necessitร di una critica rigorosa delle fonti e dell’integritร metodologica nella ricerca storica, auspicando una rivalutazione delle narrazioni sulla vita e sulle relazioni di Caravaggio.
Curti e Verdi concludono che l’identitร storica di Lena rimane incerta e che qualsiasi rappresentazione di lei come amante o modella di Caravaggio รจ priva di fondamento. Invitano a interpretare con maggiore cautela le prove d’archivio per evitare di confondere i fatti storici con la finzione speculativa.
English Abstract
The essay "Caravaggio, Lena e Maddalena Antognetti. Una storia da riscrivere" by Francesca Curti and Orietta Verdi critically examines the historical narrative connecting the figure of Lena, known as "Caravaggio's woman," to the Roman courtesan Maddalena Antognetti. This association, first proposed by Riccardo Bassani in Caravaggio assassino (1994), was based on a falsified court document. Despite evidence disproving this link, Bassani reiterated his claims in his 2021 book La donna del Caravaggio, arguing that Antognetti served as a model for Caravaggio's Madonnas. Curti and Verdi meticulously analyze archival sources, demonstrating the absence of any verifiable connection between Antognetti and Caravaggio. They reveal that the alleged reference to Caravaggio in a 1605 deposition by Antognetti was a deliberate interpolation. The authors argue that Bassani's narrative is constructed on speculative interpretations and manipulated evidence, including the misidentification of historical figures and the invention of relationships unsupported by documentation. The essay exposes methodological flaws in Bassani's historical approach, highlighting his use of preconceived theories rather than rigorous source analysis. It challenges his reliance on imaginative reconstructions and narrative devices to bridge gaps in historical evidence. Notably, the identification of Lena with Antognetti is shown to be speculative, relying on tenuous connections rather than concrete historical data. The authors also critique the impact of Bassaniยs works on popular and academic perceptions of Caravaggioยs life, showing how fictionalized accounts have influenced public imagination and scholarly discourse. The essay underscores the necessity of stringent source criticism and methodological integrity in historical research, advocating for a reassessment of narratives surrounding Caravaggio's life and relationships. Curti and Verdi conclude that the historical identity of Lena remains uncertain, and any portrayal of her as Caravaggioยs lover or model is unsubstantiated. They call for a more cautious interpretation of archival evidence to avoid conflating historical fact with speculative fiction.