Dextera Dei: visioni sinestetiche e materialità in alcuni esempi di età carolingia

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L’articolo “Dextera Dei: visioni sinestetiche e materialità in alcuni esempi di età carolingia” di Maddalena Vaccaro esamina il ruolo della visione miracolosa della dextera Dei (la mano destra di Dio) nella Vita sancti Evurtii, un testo agiografico degli inizi del IX secolo su Evurtius, il quarto vescovo di Orléans. Lo studio esplora come la rappresentazione della dextera Dei sia stata utilizzata per rafforzare l’autorità ecclesiastica di Evurtius e per fornire un supporto visivo alle narrazioni agiografiche durante il periodo carolingio. L’articolo sostiene che l’iconografia della mano divina, che rappresenta l’intervento e l’autorità divina, trascende i confini testuali e materiali, influenzando l’immaginario sacro europeo.

Il documento contestualizza la visione miracolosa all’interno del clima politico e teologico dell’epoca carolingia, segnato da dibattiti sulle immagini sacre e dall’iconoclastia, evidenziando l’influenza delle tradizioni culturali e artistiche. La dextera Dei emerge come un potente simbolo del potere e della presenza divina, profondamente radicato nell’iconografia sia cristiana che giudaica, e viene analizzato come simbolo sinestetico che collega le dimensioni visive e uditive della rivelazione divina.

L’analisi traccia l’evoluzione iconografica della dextera Dei attraverso diversi supporti, tra cui manoscritti miniati, mosaici e sculture in avorio, rivelando il suo ruolo nella visualizzazione di eventi miracolosi e nella legittimazione dell’autorità politica. Esempi notevoli sono il Codice Aureo di Carlo il Calvo, l’Altare d’oro di Sant’Ambrogio e il mosaico di Germigny-des-Prés. Lo studio collega inoltre la rappresentazione della dextera Dei con il simbolismo eucaristico, esplorando le sue connotazioni liturgiche nei sacramentari carolingi.

Il documento conclude che la dextera Dei è stata un dispositivo iconografico versatile e potente che ha trasmesso autorità teologica e politica. Riflette una sofisticata interazione tra testo, immagine e materialità, sottolineando le dimensioni sinestetiche e performative della cultura visiva medievale.

English Abstract

The paper "Dextera Dei: visioni sinestetiche e materialità in alcuni esempi di età carolingia" by Maddalena Vaccaro examines the role of the miraculous vision of the dextera Dei (the right hand of God) in the Vita sancti Evurtii, a hagiographic text from the early 9th century about Evurtius, the fourth bishop of Orléans. The study explores how the depiction of the dextera Dei was used to enhance the ecclesiastical authority of Evurtius and to provide visual support to hagiographic narratives during the Carolingian period. It argues that the iconography of the divine hand, representing divine intervention and authority, transcends textual and material boundaries, influencing European sacred imagery. The paper contextualizes the miraculous vision within the political and theological climate of the Carolingian era, marked by debates over sacred images and iconoclasm, highlighting the influence of cultural and artistic traditions. The dextera Dei emerges as a potent symbol of divine power and presence, deeply rooted in both Christian and Judaic iconography, and is analyzed as a sinesthetic symbol bridging visual and auditory dimensions of divine revelation. The analysis traces the iconographic evolution of the dextera Dei across different media, including illuminated manuscripts, mosaics, and ivory carvings, revealing its role in visualizing miraculous events and legitimizing political authority. Notable examples include the Codex Aureus of Charles the Bald, the Golden Altar of Saint Ambrose, and the mosaic of Germigny-des-Prés. The study also links the representation of the dextera Dei with Eucharistic symbolism, exploring its liturgical connotations in Carolingian sacramentaries. The paper concludes that the dextera Dei served as a versatile and powerful iconographic device that conveyed theological and political authority. It reflects a sophisticated interplay between text, image, and materiality, emphasizing the sinesthetic and performative dimensions of medieval visual culture.