Francesco Fontana e la basilica dei Santi Apostoli a Roma

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Il saggio “Francesco Fontana e la Basilica dei Santi Apostoli a Roma” di Lorenzo Finocchi Ghersi esamina la ricostruzione della Basilica dei Santi Apostoli a Roma, un progetto significativo intrapreso da Francesco Fontana dopo la morte di Carlo Rainaldi nel 1691. Fontana, succeduto al padre come architetto, si occupò della manutenzione della basilica fino alla sua morte prematura nel 1708. La ricostruzione, iniziata nel 1701, fu emblematica dello stile tardo-barocco e rifletteva l’esitazione di Papa Clemente XI a distruggere le antiche opere d’arte cristiane, nonostante la loro considerevole età e il loro significato storico.

Costruita originariamente nel VI secolo con una pianta longitudinale a tre navate, un transetto e un’abside semicircolare, la basilica subì modifiche sostanziali nel XV secolo sotto Giuliano della Rovere, poi papa Giulio II. Il transetto fu rimosso per ampliare il palazzo cardinalizio, alterando la struttura interna della basilica. Ulteriori modifiche apportate da Carlo Rainaldi tra il 1666 e il 1678 inclusero l’inserimento delle colonne divisorie delle navate in nuovi pilastri.

Il notevole lavoro di Francesco Fontana comportò ampie ristrutturazioni, tra cui la riconfigurazione degli stalli della sacrestia nel 1696-97, tuttora esistenti. Egli impiegò tecniche architettoniche per migliorare l’integrità visiva e strutturale della basilica, ispirandosi alle tradizioni locali piuttosto che a precedenti lontani come l’opera di Guarini a Palazzo Carignano.

Il saggio esplora il coinvolgimento del cardinale Pietro Ottoboni, un mecenate chiave che sostenne il progetto sia finanziariamente che artisticamente, assicurandosi che aderisse agli ideali espressivi dell’Alto Barocco. Il progetto di Fontana incorporava un gioco dinamico di luce e spazio, utilizzando uno sviluppo verticale e una doppia cupola con illuminazione indiretta. Il progetto prevedeva anche la costruzione di nuovi elementi significativi, come un grande organo sulla controfacciata e cornici decorative.

Il lavoro di Fontana si estese oltre la basilica fu attivo in Vaticano sotto Clemente XI e contribuì a diversi altri progetti architettonici, dimostrando la sua competenza tecnica. I suoi sforzi culminarono nell’inaugurazione della basilica da parte di Papa Benedetto XIII nel 1724, anche se alcuni elementi, come gli altari laterali, furono completati più tardi.

Nel complesso, la ricostruzione della Basilica dei Santi Apostoli sotto la guida di Francesco Fontana rappresenta un periodo critico nell’evoluzione dell’architettura barocca romana, caratterizzato da un mix di forme tradizionali ed elementi decorativi moderni. L’eredità architettonica di Fontana è significativa, in quanto evidenzia una fase di transizione tra lo stile barocco e quello neoclassico, e la sua opera continua a influenzare l’architettura europea anche dopo la sua morte.

English Abstract

The essay "Francesco Fontana e la Basilica dei Santi Apostoli a Roma" by Lorenzo Finocchi Ghersi examines the reconstruction of the Basilica dei Santi Apostoli in Rome, a significant project undertaken by Francesco Fontana after the death of Carlo Rainaldi in 1691. Fontana, succeeding his father as the architect, managed the basilica's maintenance until his own premature death in 1708. The reconstruction, initiated in 1701, was emblematic of the late Baroque style and reflected Pope Clement XI's hesitance to destroy ancient Christian artworks, despite their considerable age and historical significance. Originally built in the 6th century with a longitudinal plan featuring three naves, a transept, and a semicircular apse, the basilica underwent substantial changes during the 15th century under Giuliano della Rovere, later Pope Julius II. The transept was removed to expand the cardinal palace, altering the basilica's internal structure. Further modifications by Carlo Rainaldi between 1666 and 1678 included embedding the dividing columns of the naves into new piers. Francesco Fontana's notable work involved extensive renovations, including the reconfiguration of the sacristy stalls in 1696-97, which still exist. He employed architectural techniques to enhance the basilica's visual and structural integrity, drawing inspiration from local traditions rather than from distant precedents such as Guarini's work at Palazzo Carignano. The essay explores the involvement of Cardinal Pietro Ottoboni, a key patron who supported the project both financially and artistically, ensuring it adhered to the expressive ideals of the High Baroque. Fontana's design incorporated a dynamic interplay of light and space, utilizing vertical development and a double cupola with indirect lighting. The project also entailed the construction of significant new elements, such as a large organ on the counter façade and decorative cornices. Fontana’s work extended beyond the basilica he was active in the Vatican under Clement XI and contributed to various other architectural projects, demonstrating his technical expertise. His efforts culminated in the basilica's inauguration by Pope Benedict XIII in 1724, although some elements, such as the side altars, were completed later. Overall, the reconstruction of the Basilica dei Santi Apostoli under Francesco Fontana represents a critical period in the evolution of Roman Baroque architecture, marked by a blend of traditional forms and modern decorative elements. Fontana's architectural legacy is significant, highlighting a transitional phase between the Baroque and Neoclassical styles, with his work continuing to influence European architecture long after his death.