Il documento di Jacopo Curzietti si concentra sulla decorazione della Cappella Pasqualoni nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, a Roma. L’opera principale della cappella è la pala d’altare di Carlo Saraceni, raffigurante L’elevazione e l’esposizione del Sacro Chiodo di San Carlo Borromeo, realizzata tra il 1611 e il 1613. Nonostante l’importanza di questo dipinto, il più ampio schema decorativo della cappella è stato studiato in dettaglio solo di recente, in particolare gli interventi successivi effettuati a metà del XVII secolo.
Nel 1647 la cappella fu concessa all’avvocato Domiziano Pasqualoni, che avviò una sostanziale ristrutturazione dello spazio. Le modifiche architettoniche, tra cui l’aggiunta di balaustre in marmo e di tombe per Pasqualoni e suo fratello, furono supervisionate da Pietro Paolo Drei. Elementi decorativi come i dipinti laterali raffiguranti San Carlo Borromeo che distribuisce elemosine ai poveri e San Carlo Borromeo che somministra la comunione a una vittima della peste furono eseguiti da Giovan Domenico Cerrini, noto anche come Cavalier Perugino, tra il 1648 e il 1650.
Oltre a questi dipinti, la cappella presenta quattro busti funerari, inizialmente destinati a rappresentare solo due figure, ma ampliati durante la ristrutturazione. Questi busti furono scolpiti da Giovan Francesco de Rossi, il cui lavoro fu influenzato dallo stile classicista di Alessandro Algardi. I busti, un tempo erroneamente attribuiti a un artista anonimo, mostrano una compostezza serena e misurata tipica della scuola di Algardi.
Il documento evidenzia i documenti d’archivio recentemente scoperti che chiariscono la cronologia della decorazione della cappella e gli artisti coinvolti. Fornisce inoltre approfondimenti sulle motivazioni estetiche e politiche alla base dell’elaborata decorazione, rivelando il desiderio della famiglia Pasqualoni di affermare la propria posizione sociale e religiosa attraverso il proprio mecenatismo.
English Abstract
The document by Jacopo Curzietti focuses on the decoration of the Pasqualoni Chapel in the church of San Lorenzo in Lucina, Rome. The primary artwork in the chapel is the altarpiece by Carlo Saraceni, depicting The Elevation and Exhibition of the Sacred Nail by Saint Charles Borromeo, created between 1611 and 1613. Despite the significance of this painting, the broader decorative scheme of the chapel has only recently been studied in detail, especially the later interventions made in the mid-17th century. The chapel was granted to the lawyer Domiziano Pasqualoni in 1647, who initiated a substantial renovation of the space. The architectural modifications, including the addition of marble balustrades and tombs for Pasqualoni and his brother, were overseen by Pietro Paolo Drei. Decorative elements such as lateral paintings depicting Saint Charles Borromeo Distributing Alms to the Poor and Saint Charles Borromeo Administering Communion to a Plague Victim were executed by Giovan Domenico Cerrini, also known as Cavalier Perugino, between 1648 and 1650. In addition to these paintings, the chapel features four funerary busts, initially intended to represent only two figures but expanded during the renovation. These busts were sculpted by Giovan Francesco de Rossi, whose work was influenced by Alessandro Algardis classicist style. The busts, once incorrectly attributed to an anonymous artist, display a serene, measured composure typical of Algardi's school. The document highlights newly discovered archival records that clarify the timeline of the chapels decoration and the artists involved. It also provides insights into the aesthetic and political motivations behind the elaborate decoration, revealing the Pasqualoni familys desire to assert their social and religious standing through their patronage.