La Polimnia di Cortona e Marcello Venuti

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“La Polimnia di Cortona e Marcello Venturi” di Michelangelo Cagiano de Azevedo esamina il discorso storico ed erudito che circonda il dipinto della Musa Polimnia, scoperto a Cortona, e le sue connessioni con Marcello Venturi, figura di spicco negli ambienti antiquariali del XVIII secolo.

Contesto storico e controversie:
Il dipinto di Polimnia, scoperto all’inizio del XVIII secolo, รจ stato oggetto di vari dibattiti e controversie tra gli studiosi. Inizialmente, le ricerche di Ezio Aletti hanno individuato un restauro alla fine del XIX secolo e una fotografia del 1877 che mostra il dipinto con una lira inalterata. Aletti sostenne una tecnica a encausto e accettรฒ una datazione al I secolo d.C. proposta da A. Neppi Modona. Tuttavia, le discrepanze nella documentazione storica, in particolare quelle rilevate da Curzio Venuti e le successive critiche di Albizzati, hanno confuso la provenienza e l’autenticitร  del dipinto.

La narrazione di Neppi Modona, basata sugli scritti di Curzio Venuti del 1791, suggerisce che il dipinto sia stato trovato nel 1732 nella tenuta della famiglia Tommasi e utilizzato dai contadini come immagine devozionale prima di diventare una porta per il loro forno. Giovanni Tommaso Tommasi lo avrebbe acquistato nel 1735 e presentato all’Accademia Cortonese. Tuttavia, Aletti cita una seduta dell’Accademia nel dicembre 1744, alla quale era presente Marcello Venturi, in contrasto con il resoconto di Curzio Venuti sulla presentazione del 1767.

Ruolo e influenza di Marcello Venturi:
Marcello Venturi, influente antiquario tornato a Cortona da Napoli intorno al 1740, ha svolto un ruolo fondamentale nell’esame scientifico del dipinto. La sua competenza nelle tecniche antiche e la sua frequentazione con l’Accademia Etrusca di Cortona furono determinanti per l’analisi degli elementi materiali e stilistici del dipinto. Venturi fece riferimento al dipinto nel 1748, descrivendolo come un tesoro conservato da Niccolรฒ Vagnucci, membro dell’Accademia. Egli notรฒ l’uso di una sostanza dura simile al bitume per i colori vividi, contraddicendo la tecnica dell’encausto identificata piรน tardi.

Il contributo di Venturi al discorso sul dipinto include la sua conoscenza delle tecniche di restauro grazie al suo lavoro a Ercolano, dove ha osservato l’uso dell’ardesia come supporto per gli affreschi. Le sue descrizioni sono in linea con le tecniche e i materiali familiari agli studiosi e ai collezionisti contemporanei.

Interpretazioni degli studiosi e falsificazioni:
L’autenticitร  del dipinto รจ stata discussa: alcuni lo attribuiscono a un abile falsario che lo ha realizzato nello stile di opere antiche, ingannando studiosi e collezionisti contemporanei. Le osservazioni dettagliate e gli schizzi di Venturi da Ercolano potrebbero aver influenzato tali falsificazioni. Il soggetto del dipinto, che raffigura una Musa con una lira, รจ coerente con le descrizioni di Venturi sui reperti antichi, il che suggerisce che il suo creatore fosse ben addentro ai temi dell’antiquariato.

Il documento fa anche riferimento a Camillo Guerra, noto per aver creato falsi di dipinti antichi, suggerendo un possibile collegamento tra Guerra e il dipinto di Polimnia. Viene fatto un confronto tra la Polimnia e un dipinto di flautista conservato al British Museum, che Hinsk ha identificato come un falso del XIX secolo.

Conclusioni:
Il dipinto di Polimnia a Cortona rappresenta un caso affascinante di erudizione antiquaria, di tecniche di restauro e di complessitร  della contraffazione artistica. Il ruolo di Marcello Venturi nella storia del dipinto sottolinea la sua influenza sugli studi antiquari del XVIII secolo e sulla diffusione della conoscenza delle opere d’arte antiche. Il dipinto, che si tratti di un’antica reliquia o di un convincente falso, rimane un importante manufatto culturale che riflette l’ambiente scientifico e artistico del suo tempo.

English Abstract

"La Polimnia di Cortona e Marcello Venturi" by Michelangelo Cagiano de Azevedo examines the historical and scholarly discourse surrounding the painting of the Muse Polyhymnia, discovered in Cortona, and its connections to Marcello Venturi, a prominent figure in 18th-century antiquarian circles. Historical Context and Controversies: The painting of Polyhymnia, discovered in the early 18th century, has been the subject of various scholarly debates and controversies. Initially, Ezio Aletti's research identified a restoration in the late 19th century and a photograph from 1877 showing the painting with an unaltered lyre. Aletti supported an encaustic technique and accepted a first-century AD dating proposed by A. Neppi Modona. However, discrepancies in the historical records, particularly those noted by Curzio Venuti and subsequent critiques by Albizzati, have muddled the painting's provenance and authenticity. Neppi Modona's narrative, based on Curzio Venuti's writings from 1791, suggests the painting was found in 1732 on the Tommasi family estate and used by peasants as a devotional image before becoming a door for their oven. Giovanni Tommaso Tommasi supposedly acquired it in 1735 and presented it to the Accademia Cortonese. However, Aletti cites an academy session in December 1744 where Marcello Venturi was present, conflicting with Curzio Venuti's account of a 1767 presentation. Marcello Venturi's Role and Influence: Marcello Venturi, an influential antiquarian who returned to Cortona from Naples around 1740, played a pivotal role in the painting's scholarly examination. His expertise in ancient techniques and his association with the Accademia Etrusca of Cortona were instrumental in analyzing the painting's material and stylistic elements. Venturi referred to the painting in 1748, describing it as a treasure preserved by Niccolรฒ Vagnucci, a member of the Accademia. He noted the use of a hard bitumen-like substance for the vivid colors, contradicting the encaustic technique identified later. Venturi's contributions to the discourse on the painting included his knowledge of restoration techniques from his work at Herculaneum, where he observed the use of slate as a backing for frescoes. His descriptions align with the techniques and materials familiar to contemporary scholars and collectors. Scholarly Interpretations and Forgeries: The painting's authenticity has been debated, with some attributing it to a skilled forger who created it in the style of ancient works, fooling contemporary scholars and collectors. Venturi's detailed observations and sketches from Herculaneum could have influenced such forgeries. The painting's subject matter, featuring a Muse with a lyre, is consistent with Venturi's descriptions of ancient finds, suggesting that its creator was well-versed in antiquarian themes. The document also references Camillo Guerra, known for creating forgeries of ancient paintings, suggesting a possible connection between Guerra and the Polyhymnia painting. A comparison is drawn between Polyhymnia and a flautist painting in the British Museum, which Hinsk identified as a 19th-century forgery. Conclusion: The painting of Polyhymnia in Cortona represents a fascinating case of antiquarian scholarship, restoration techniques, and the complexities of art forgery. Marcello Venturi's role in the painting's history underscores his influence on 18th-century antiquarian studies and the dissemination of knowledge about ancient artworks. The painting, whether an ancient relic or a convincing forgery, remains a significant cultural artifact reflecting the scholarly and artistic milieu of its time.