Il testo Piazzetta’s pastorales: disguised complexities di John E. Gedo esplora le enigmatiche Pastorali di Giovanni Battista Piazzetta, concentrandosi in particolare sulla Pastorale conservata all’Art Institute di Chicago. Queste opere, spesso considerate semplici dipinti di genere, si rivelano contenere strati di significato più profondi. Gli studiosi hanno dibattuto sull’iconografia dei dipinti, con interpretazioni che vanno da letture sociologiche, erotiche e religiose alla negazione di qualsiasi significato narrativo. Gedo sostiene che i Pastorali mascherano sottilmente temi complessi, utilizzando la superficie della pittura di genere per nascondere riferimenti mitologici e cosmologici.
L’articolo suggerisce che le Pastorali di Piazzetta sono ispirate ai cicli stagionali, con rappresentazioni allegoriche di soggetti mitologici mascherate da scene di genere contemporaneo. Questi dipinti, che fanno parte di una serie, sono meglio compresi insieme. Ad esempio, la Pastorale di Chicago è legata all’autunno attraverso la figura di Bacco, raffigurato come un bambino con elementi simbolici che indicano la stagione del raccolto. La Pastorale di Venezia (spesso associata all’estate) riprende i temi della fertilità e del mito, in particolare quello di Cerere e Proserpina.
L’analisi di Gedo collega le composizioni di Piazzetta alla mitologia classica e all’influenza del rococò francese, in particolare di Watteau, evidenziando come le figure di Piazzetta, vestite in abiti contemporanei, suggeriscano narrazioni mitologiche senza tempo. La presenza ricorrente dei membri della famiglia di Piazzetta come modelli aggiunge anche una dimensione personale alle opere. Gedo sottolinea che l’inclusione di elementi mitologici e cosmologici conferisce ai dipinti la loro profondità emotiva e intellettuale, offrendo una ricca molteplicità di significati che hanno sconcertato studiosi e spettatori.
English Abstract
The text Piazzettas pastorales: disguised complexities by John E. Gedo explores the enigmatic Pastorales paintings by Giovanni Battista Piazzetta, particularly focusing on the Pastorale housed in the Art Institute of Chicago. These works, often considered mere genre paintings, are revealed to contain deeper layers of meaning. Scholars have debated the paintings iconography, with interpretations ranging from sociological, erotic, and religious readings to denials of any narrative significance. Gedo posits that the Pastorales subtly mask complex themes, using the surface of genre painting to conceal mythological and cosmological references. The article suggests that Piazzetta's Pastorales are inspired by the seasonal cycles, with allegorical representations of mythological subjects disguised as contemporary genre scenes. These paintingspart of a seriesare best understood together. For instance, the Chicago Pastorale is linked to Autumn through the figure of Bacchus, depicted as a child with symbolic elements pointing to the harvest season. The Venice Pastorale (often associated with Summer) echoes the themes of fertility and myth, particularly the myth of Ceres and Proserpina. Gedo's analysis connects Piazzetta's compositions to classical mythology and the influence of French Rococo, particularly Watteau, while highlighting how Piazzetta's figures, dressed in contemporary attire, suggest timeless mythological narratives. The recurrent presence of Piazzettas family members as models also adds a personal dimension to the works. Gedo emphasizes that the inclusion of mythological and cosmological elements gives the paintings their emotional and intellectual depth, offering a rich multiplicity of meanings that have baffled scholars and viewers alike.