Il testo analizza gli sforzi di restauro intrapresi nel corso del XX secolo presso la Cappella Cornaro in Santa Maria della Vittoria a Roma, con particolare attenzione a come Gian Lorenzo Bernini ha progettato l’illuminazione per il suo capolavoro scultoreo, l’Estasi di Santa Teresa. La discussione si concentra sull’uso della luce naturale e artificiale per aumentare l’effetto drammatico della scultura, in particolare attraverso la collocazione strategica di finestre e superfici riflettenti.
Bernini ha ingegnosamente incorporato la luce naturale proveniente dalla parete rivolta a sud-ovest e da un oculo sopra la cupola per illuminare la scultura in varie ore del giorno, creando un bagliore dorato e mistico. Una scoperta chiave durante il restauro del 1996 è stato un condotto nascosto alla base del timpano del tabernacolo, che sarebbe stato utilizzato per incanalare e riflettere la luce naturale, intensificando l’impatto drammatico della scultura.
Il saggio esamina anche i documenti d’archivio che descrivono i restauri supervisionati da Antonio Muñoz, un importante storico dell’arte dei primi del Novecento e soprintendente ai monumenti del Lazio e dell’Abruzzo. Nel 1915, Muñoz scelse le vetrate della piccola cupola sopra la scultura e nel 1916 supervisionò un restauro critico delle mani delle figure nell’opera di Bernini. Gli interventi di Muñoz sono noti per la loro sensibilità al disegno originale del Bernini e la sua ricerca ha contribuito in modo significativo alla comprensione e all’apprezzamento moderno dell’arte barocca.
English Abstract
The text analyzes the restoration efforts undertaken during the 20th century at the Cornaro Chapel in Santa Maria della Vittoria in Rome, with a focus on how Gian Lorenzo Bernini designed the lighting for his sculptural masterpiece, The Ecstasy of Saint Teresa. The discussion centers on the use of natural and artificial light to enhance the dramatic effect of the sculpture, particularly through the strategic placement of windows and reflective surfaces. Bernini ingeniously incorporated natural light from the south-west facing wall and an oculus above the dome to illuminate the sculpture at various times of day, creating a golden, mystical glow. A key discovery during the 1996 restoration was a hidden duct at the base of the tabernacle's tympanum, which would have been used to channel and reflect natural light, intensifying the dramatic impact of the sculpture. The essay also examines archival records detailing restorations overseen by Antonio Muñoz, a prominent early 20th-century art historian and superintendent for the monuments of Lazio and Abruzzo. In 1915, Muñoz chose the glazing for the small dome above the sculpture, and in 1916, he supervised a critical restoration of the hands of the figures in Berninis work. Muñozs interventions are noted for their sensitivity to Berninis original design, and his research contributed significantly to the modern understanding and appreciation of Baroque art.