Il testo Tommaso Salini: L’Elemosina di San Tommaso da Villanova già nella Chiesa di S. Agostino a Roma di Mario Panarello si concentra su un dipinto finora poco studiato dell’artista fiorentino Tommaso Salini. Il dipinto, Elemosina di San Tommaso da Villanova, adornava originariamente un altare nella Chiesa di Sant’Agostino a Roma. Attraverso la documentazione recentemente scoperta dall’Archivio Generale degli Agostiniani di Roma, Panarello fa luce sulla storia e sulla ricollocazione del dipinto.
Il documento in questione, datato 1659, collega il dipinto a Filippo Visconti, vescovo di Catanzaro ed ex priore generale dell’ordine agostiniano. Descrive il trasferimento dell’opera d’arte nella chiesa agostiniana di Catanzaro, dove fu collocata per essere esposta al pubblico in occasione della festa di San Tommaso da Villanova. Il dipinto, che si pensa sia stato realizzato intorno al 1618 per celebrare la beatificazione del santo, era stato spostato per far posto a un nuovo altare costruito in occasione della sua canonizzazione nel 1658.
Panarello esplora la confusione che circonda l’attribuzione del dipinto, precedentemente ritenuto opera di Giovanni Baglione. Tuttavia, le prove indicano il coinvolgimento di Tommaso Salini, uno stretto collaboratore di Baglione, come artista responsabile dell’Elemosina originale. Il saggio si addentra anche nel più ampio contesto artistico della Roma del primo Seicento, analizzando l’approccio stilistico di Salini e la sua collaborazione con altri artisti di spicco del periodo, in particolare in relazione alla chiesa romana di Sant’Agostino.
La discussione evidenzia l’importanza di quest’opera all’interno della limitata ma significativa opera di Salini, suggerendo che la ricollocazione del dipinto e la sua successiva errata attribuzione possono averne oscurato il riconoscimento come opera principale di Salini.
English Abstract
The text Tommaso Salini: L'Elemosina di San Tommaso da Villanova già nella Chiesa di S. Agostino a Roma by Mario Panarello focuses on a previously understudied painting by the Florentine artist Tommaso Salini. The painting, Elemosina di San Tommaso da Villanova, originally adorned an altar in the Church of Sant'Agostino in Rome. Through newly discovered documentation from the General Archive of the Augustinians in Rome, Panarello sheds light on the history and relocation of the painting. The document in question, dated 1659, links the painting to Filippo Visconti, Bishop of Catanzaro and former Prior General of the Augustinian order. It describes the transfer of the artwork to the Augustinian church in Catanzaro, where it was placed for public viewing on the feast day of Saint Thomas of Villanova. The painting, thought to have been created around 1618 to celebrate the saints beatification, had been moved to make way for a new altar constructed during his canonization in 1658. Panarello explores the confusion surrounding the attribution of the painting, previously believed to have been the work of Giovanni Baglione. However, evidence points to the involvement of Tommaso Salini, a close associate of Baglione, as the artist responsible for the original Elemosina. The essay also delves into the broader artistic context of early 17th-century Rome, analyzing Salinis stylistic approach and his collaboration with other prominent artists of the period, particularly in relation to the Roman church of Sant'Agostino. The discussion highlights the importance of this work within Salinis limited but significant oeuvre, suggesting that the relocation of the painting and its subsequent misattribution may have obscured its recognition as a major work by Salini.