Tre e non due i viaggi di Picasso in Italia

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Il testo Tre e non due i viaggi di Picasso in Italia di Maurizio Calvesi esplora il fatto, spesso trascurato, che Pablo Picasso abbia fatto tre viaggi in Italia, anziché i due comunemente citati. Calvesi approfondisce le discrepanze e le confusioni che circondano i viaggi di Picasso in Italia nel 1917, nel 1949 e nel 1953, evidenziando gli errori dei resoconti precedenti, come quelli di Antonello Trombadori, che ha omesso la visita di Picasso del 1953.

Calvesi esamina il complesso rapporto di Picasso con i maestri del Rinascimento italiano come Raffaello e Michelangelo, discutendo come Picasso abbia inizialmente elogiato questi artisti durante la sua visita del 1917, ma li abbia poi respinti nel dopoguerra. Questo cambiamento di atteggiamento viene interpretato come parte dell’evoluzione dell’identità artistica di Picasso, plasmata dai cambiamenti del clima culturale e politico. Il saggio affronta anche le tensioni della mostra del 1953 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, dove furono esposte le opere di Picasso. Calvesi fornisce nuovi spunti sul coinvolgimento di Picasso nella selezione delle opere per la mostra, contrastando le affermazioni secondo cui l’artista sarebbe stato indifferente all’evento.

Il testo racconta anche come l’evoluzione delle opinioni politiche e ideologiche di Picasso, in particolare dopo la Seconda guerra mondiale, abbia influenzato le sue scelte artistiche e le sue dichiarazioni pubbliche, compresa la critica all’arte rinascimentale, che un tempo ammirava. Calvesi conclude che le visite di Picasso in Italia, e in particolare le sue interazioni con l’arte e la cultura italiana, hanno avuto un ruolo significativo nel plasmare la sua traiettoria artistica.

English Abstract

The text Tre e non due i viaggi di Picasso in Italia by Maurizio Calvesi explores the often-overlooked fact that Pablo Picasso made three visits to Italy, rather than the commonly cited two. Calvesi delves into the discrepancies and confusions surrounding Picasso's Italian trips in 1917, 1949, and 1953, highlighting errors in previous accounts, such as those by Antonello Trombadori, who omitted Picasso's 1953 visit. Calvesi examines Picasso's complex relationship with Italian Renaissance masters like Raphael and Michelangelo, discussing how Picasso initially praised these artists during his 1917 visit but later dismissed them in the postwar period. This shift in attitude is interpreted as part of Picasso’s evolving artistic identity, shaped by the changing cultural and political climates. The essay also addresses the tensions within the 1953 exhibition at the Galleria Nazionale d'Arte Moderna in Rome, where Picasso’s works were displayed. Calvesi provides new insights into Picasso's involvement in the selection of works for the exhibition, countering claims that the artist was indifferent to the event. The text also recounts how Picasso's evolving political and ideological views, particularly after World War II, influenced his artistic choices and public statements, including his critique of Renaissance art, which he once admired. Calvesi concludes that Picasso’s visits to Italy, especially his interactions with Italian art and culture, played a significant role in shaping his artistic trajectory.