Il testo Volterrano, Rosa, Mehus, Dolci, Borgognone e la quadreria del Marchese Carlo Gerini (1616-1673). Documenti e dipinti inediti di Maria Teresa Di Dedda indaga sulla vasta collezione d’arte del marchese Carlo Gerini e di suo figlio Pier Antonio, concentrandosi su documenti recentemente venuti alla luce. Lo studio presenta due significativi inventari del 1673 e del 1733, che catalogano le numerose opere d’arte, offrendo una finestra sull’ambiente culturale e artistico della Firenze del XVII secolo.
Il saggio ripercorre l’ascesa della famiglia Gerini, la cui fortuna era strettamente legata al sodalizio con i Medici, in particolare attraverso il ruolo di Carlo come figura di spicco della corte medicea. Grazie al matrimonio e ai legami politici, i Gerini accumularono ricchezza e posizione sociale, consentendo loro di costruire un’imponente collezione d’arte. Tra i principali artisti rappresentati nella loro collezione figurano, tra gli altri, Volterrano, Salvator Rosa, Livio Mehus, Carlo Dolci e Jacopo Borgognone, a testimonianza della predilezione dei Gerini per gli artisti fiorentini e stranieri, in particolare per quelli allineati all’estetica barocca e al gusto mediceo per il paesaggio e la ritrattistica.
Gli inventari descrivono l’acquisizione di importanti opere da parte della famiglia Gerini, alcune delle quali erano ospitate nel loro palazzo in via del Cocomero (oggi via Ricasoli) e nelle loro ville nei dintorni di Firenze. In particolare, la collezione comprendeva opere di artisti famosi come Guercino, Tiziano e Veronese, oltre a un numero significativo di dipinti fiamminghi, che riflettevano le influenze del mercato artistico europeo dell’epoca. Il saggio evidenzia anche gli sforzi decorativi intrapresi dai Gerini per ampliare e abbellire le loro residenze palaziali, seguendo le tendenze stabilite dai Medici e da altre famiglie nobili di Firenze.
Di Dedda fornisce approfondimenti su opere d’arte specifiche, come l’Adamo ed Eva di Francesco Furini, ed esamina come questi pezzi si inseriscano nel contesto artistico e culturale dell’epoca. Lo studio si conclude con una discussione sulla dispersione della collezione Gerini attraverso vendite e aste nel XIX secolo, offrendo una ricostruzione dettagliata di una collezione d’arte fiorentina un tempo importante.
English Abstract
The text Volterrano, Rosa, Mehus, Dolci, Borgognone e la quadreria del Marchese Carlo Gerini (1616-1673). Documenti e dipinti inediti by Maria Teresa Di Dedda investigates the extensive art collection of Marchese Carlo Gerini and his son Pier Antonio, focusing on documents that have recently come to light. The study presents two significant inventories from 1673 and 1733, which catalog the numerous artworks, providing a window into the cultural and artistic milieu of Florence during the 17th century. The essay traces the rise of the Gerini family, whose fortune was closely tied to their association with the Medici, particularly through Carloยs role as a major figure in the Medici court. Through marriage and political connections, the Gerinis amassed wealth and social standing, allowing them to build an impressive art collection. Key artists represented in their collection included Volterrano, Salvator Rosa, Livio Mehus, Carlo Dolci, and Jacopo Borgognone, among others, reflecting the Gerinisย preference for both Florentine and foreign artists, particularly those aligned with Baroque aesthetics and the Medici taste for landscape and portraiture. The inventories detail the Gerini family's acquisition of major works, some of which were housed in their Palazzo in via del Cocomero (now via Ricasoli) and their villas in the surrounding areas of Florence. Notably, the collection featured works by renowned artists like Guercino, Titian, and Veronese, as well as a significant number of Flemish paintings, reflecting the broader European art market influences of the time. The essay also highlights the decorative efforts undertaken by the Gerinis to expand and beautify their palatial residences, following trends established by the Medici and other noble families in Florence. Di Dedda provides insights into specific artworks, such as Francesco Furiniยs Adamo ed Eva, and examines how these pieces fit into the artistic and cultural context of the time. The study concludes with a discussion of the eventual dispersion of the Gerini collection through sales and auctions in the 19th century, offering a detailed reconstruction of a once-important Florentine art collection.