Il Mito di Roma e le Antiquarie prospettiche

8.00

Descrizione

Storia dell’Arte 113/114, Gennaio – Agosto 2006

 Maurizio Calvesi

Il Mito di Roma e le Antiquarie prospettiche

È ben noto che Francesco Petrarca fu tra i primi a percepire, alle soglie della rinascita, la testimonianza di grandezza che i ruderi romani evocavano. Reduce da una visita alla città, scriveva a Giovanni Colonna che gli aveva fatto da guida: «Vere maior fuit Roma, maioresque sunt reliquie quam rebar». A livelli più popolari, intorno alle rovine crescevano leggende e un’ammirata meraviglia, che l’erudizione del Rinascimento elaborò in mito colto e in dottrina. I Mirabilia Urbis, guide dell’epoca, venivano stampate a ripetizione ad uso dei pellegrini e ne registravano lo stupore davanti alle imponenti architetture. Avvolti in un alone di miracolo erano gli alti obelischi, chiamati anche «piramidi», che segnavano i punti più sacri della città.

Informazioni aggiuntive

Numero

113/114