Addizioni barocche nella cattedrale di Narni: Giuseppe Paglia, Nicola Michetti e Girolamo Troppa

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Il testo esamina le aggiunte barocche al presbiterio e al confessionale della Cattedrale di Narni (1642-1715), concentrandosi sugli interventi architettonici e artistici di Giuseppe Paglia, Nicola Michetti e Girolamo Troppa. Le ristrutturazioni miravano a restaurare le reliquie paleocristiane e a rivitalizzare gli spazi liturgici, riflettendo una reinterpretazione barocca dei simboli paleocristiani in mezzo alla pietà controriformista.

Il progetto iniziò sotto il vescovo Giampaolo Bocciarelli, che avviò la costruzione dell’altare nella cripta in onore dei protomartiri Giovenale e Cassio, integrando la nuova confessio e la pergula sopra l’altare maggiore. I lavori proseguirono sotto il cardinale Giuseppe Sacripanti, che finanziò il completamento e riutilizzò un altare progettato da Carlo Rainaldi per la Basilica dei SS. Apostoli a Roma. Questi interventi dimostrano uno stretto legame con la cultura artistica romana, in particolare la posizione revisionista nei confronti dei progetti del Bernini per la Basilica di San Pietro, interpretata da Paglia nel disegno del baldacchino.

Gli intarsi marmorei policromi della confessio, ispirati all’estetica borrominiana, riflettono una sofisticata reinterpretazione della decorazione barocca romana, in particolare influenzata dalla Cappella Spada in S. Girolamo della Carità. La pala d’altare di Girolamo Troppa illustra inoltre un adattamento sfumato del linguaggio pittorico di Gaulli, enfatizzando il dinamismo spaziale e l’etereità luminosa.

Lo studio colloca queste scelte architettoniche e artistiche all’interno del più ampio revival barocco dell’iconografia martiriale paleocristiana, evidenziando l’esaltazione simbolica dell’autorità episcopale e della tradizione martiriale paleocristiana. La narrazione sottolinea l’interazione tra tradizione e innovazione nell’architettura sacra barocca, definendo la Cattedrale di Narni come una manifestazione regionale dell’ideologia barocca romana.

English Abstract

The text examines the Baroque additions to the presbytery and confessio of the Cathedral of Narni (1642–1715), focusing on the architectural and artistic interventions by Giuseppe Paglia, Nicola Michetti, and Girolamo Troppa. The renovations aimed to restore early Christian relics and revitalize liturgical spaces, reflecting a Baroque reinterpretation of paleo-Christian symbols amidst Counter-Reformation piety. The project began under Bishop Giampaolo Bocciarelli, who initiated the construction of the altar within the crypt to honor proto-martyrs Giovenale and Cassio, integrating the new confessio and pergula over the main altar. The works continued under Cardinal Giuseppe Sacripanti, who financed the completion and repurposed an altar designed by Carlo Rainaldi for the Basilica of SS. Apostoli in Rome. These interventions demonstrate close ties to Roman artistic culture, particularly the revisionist stance against Bernini’s designs for St. Peter's Basilica, as interpreted by Paglia in the design of the baldacchino. The polychrome marble inlays in the confessio, inspired by Borrominian aesthetics, reflect a sophisticated reinterpretation of Roman Baroque decor, notably influenced by the Spada Chapel in S. Girolamo della Carità. Girolamo Troppa’s altarpiece further illustrates a nuanced adaptation of Gaulli’s pictorial language, emphasizing spatial dynamism and luminous ethereality. The study situates these architectural and artistic choices within the broader Baroque revival of early Christian martyrial iconography, highlighting the symbolic exaltation of episcopal authority and the paleo-Christian martyrion tradition. The narrative underscores the interplay of tradition and innovation in Baroque sacred architecture, establishing the Cathedral of Narni as a regional manifestation of Roman Baroque ideology.