Architettura del Cinquecento

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“Architettura del Cinquecento” di Orietta Rossi Pinelli, Giandomenico Romanelli e Giuseppina Dal Canton presenta un’analisi approfondita degli sviluppi architettonici del XVI secolo, concentrandosi su figure e opere chiave che hanno plasmato l’architettura rinascimentale in Italia. Lo studio inizia con la rivalutazione dei contributi architettonici di Girolamo Genga, in particolare della Villa Imperiale presso Pesaro. Nonostante la limitata storiografia e le difficoltร  di documentazione, studi recenti evidenziano il ruolo di Genga nella trasformazione della villa, originariamente commissionata da Alessandro Sforza a metร  del XV secolo e successivamente ristrutturata sotto la direzione di Francesco Maria I della Rovere, duca di Urbino. La villa รจ composta da due parti distinte di epoche diverse, con la parte piรน antica che presenta affreschi completi di vari artisti coordinati da Genga.

Il testo esplora l’intricata architettura della villa, sottolineando l’uso innovativo di Genga dello spazio, dei materiali e del design. Le caratteristiche principali includono l’atrio-loggia, influenzato dai principi vitruviani, e l’ampio uso di mattoni per creare elementi architettonici unici come l’ingresso ondulato e i complessi soffitti a volta. La disposizione della villa, che combina spazi coperti e aperti con giardini e terrazze, riflette lo stile di vita multiforme di una corte del XVI secolo.

Inoltre, il documento discute i contributi di altri architetti di rilievo, tra cui Giorgio da Sebenico, il cui coinvolgimento nella costruzione delle prime ville rimane dibattuto. L’analisi si estende all’influenza della semiologia sulla critica architettonica, facendo riferimento ai lavori di De Fusco e Scalvini sulle letture semiologiche degli spazi architettonici. Lo studio sottolinea l’importanza di combinare approcci storici, filologici e iconologici per apprezzare appieno la complessitร  e il contesto culturale dell’architettura rinascimentale.

English Abstract

"Architettura del Cinquecento" by Orietta Rossi Pinelli, Giandomenico Romanelli, and Giuseppina Dal Canton presents an in-depth analysis of the architectural developments in the 16th century, focusing on key figures and works that shaped the Renaissance architecture in Italy. The study begins with the reevaluation of Girolamo Genga's architectural contributions, particularly the Villa Imperiale near Pesaro. Despite limited historiography and challenges in documentation, recent studies highlight Genga's role in transforming the villa, originally commissioned by Alessandro Sforza in the mid-15th century, and later renovated under the direction of Francesco Maria I della Rovere, Duke of Urbino. The villa consists of two distinct parts from different eras, with the older section featuring comprehensive frescoes by various artists coordinated by Genga. The text explores the intricate architecture of the villa, emphasizing Genga's innovative use of space, materials, and design. Key features include the atrium-loggia, influenced by Vitruvian principles, and the extensive use of bricks to create unique architectural elements such as the wavy entrance and complex vaulted ceilings. The villa's layout, combining covered and open spaces with gardens and terraces, reflects the multifaceted lifestyle of a 16th-century court. Moreover, the document discusses the contributions of other notable architects, including Giorgio da Sebenico, whose involvement in early villa construction remains debated. The analysis extends to the influence of semiology on architectural criticism, referencing works by De Fusco and Scalvini on semiological readings of architectural spaces. The study underscores the significance of combining historical, philological, and iconological approaches to fully appreciate the complexity and cultural context of Renaissance architecture.