Bartolomeo Passerotti a Roma: una perduta commissione giovanile attraverso un documento inedito

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Il saggio “Bartolomeo Passerotti a Roma: una perduta commissione giovanile attraverso un documento inedito” di Vincenzo Sorrentino indaga su un episodio finora sconosciuto della prima carriera di Bartolomeo Passerotti (1529-1592) durante il suo primo soggiorno romano (1550-1555 circa). Sulla base di un documento legale inedito scoperto nell’Archivio di Stato di Firenze, lo studio svela una commissione perduta – un dipinto murale per una sepoltura provvisoria (deposito) – eseguita dal giovane artista per Ulisse Bardi di Vernio, un giurista fiorentino morto a Roma nel 1551. La sepoltura si trovava in una cappella all’interno di S. Maria del Popolo, sul lato sinistro vicino all’ingresso, in un’area ora demolita adiacente alla porta cittadina di Porta del Popolo.

Questa commissione, probabilmente una delle prime opere di Passerotti, fa luce sugli anni della sua formazione e sul suo coinvolgimento nella pittura murale, un genere finora non documentato nella sua opera. Il documento legale comprende tre testimonianze rese nel 1585 davanti al notaio bolognese Fulvio dall’Olio, che confermano i dettagli della morte di Ulisse Bardi e la commissione del dipinto. Tra i testimoni figurano Filippo Tanari, nobile e canonico di S. Petronio, Tommaso Passerotti, notaio bolognese e parente dell’artista, e lo stesso Bartolomeo Passerotti. I loro resoconti rivelano che l’artista risiedeva con i fratelli Bardi in una casa nei pressi di Ripetta, a Roma, evidenziando la sua prima rete sociale e i suoi legami con le comunitร  fiorentina e bolognese a Roma.

Lo studio contestualizza il primo periodo romano di Passerotti all’interno delle complesse reti di mecenatismo della Roma della metร  del XVI secolo, dominate dal clientelismo e dalle appartenenze nazionali. La scelta di S. Maria del Popolo, un’importante chiesa agostiniana, riflette la posizione marginale della famiglia Bardi al di fuori della comunitร  fiorentina a Roma, non essendo sudditi del Granducato di Toscana. Il saggio propone che l’opera di Passerotti fosse probabilmente effimera, forse distrutta durante i successivi restauri o a causa della natura temporanea dei depositi.

La ricerca di Sorrentino amplia la comprensione della prima carriera di Passerotti, suggerendo che le sue prime commissioni erano modeste, familiari e legate a mecenati meno influenti. Ciรฒ contrasta con il suo successivo riconoscimento a Bologna come pittore di spicco di pale d’altare della Controriforma e di ritratti eccezionali. I risultati contribuiscono a una visione piรน sfumata dello sviluppo artistico di Passerotti e della sua integrazione nella competitiva scena artistica romana.

English Abstract

The essay "Bartolomeo Passerotti a Roma: una perduta commissione giovanile attraverso un documento inedito" by Vincenzo Sorrentino investigates a previously unknown episode from the early career of Bartolomeo Passerotti (1529-1592) during his first Roman sojourn (circa 1550-1555). Based on an unpublished legal document discovered in the Archivio di Stato in Florence, the study unveils a lost commissionย—a mural painting for a provisional burial (deposito)ย—executed by the young artist for Ulisse Bardi di Vernio, a Florentine jurist who died in Rome in 1551. The burial was located in a chapel within S. Maria del Popolo, on the left side near the entrance, in a now-demolished area adjacent to the city gate of Porta del Popolo. This commission, likely one of Passerotti's earliest works, sheds light on his formative years and his involvement in mural paintingย—a genre previously undocumented in his oeuvre. The legal document comprises three testimonies given in 1585 before the Bolognese notary Fulvio dallย’Olio, confirming the details of Ulisse Bardi's death and the commissioning of the painting. The witnesses included Filippo Tanari, a nobleman and canon of S. Petronio, Tommaso Passerotti, a Bolognese notary and relative of the artist, and Bartolomeo Passerotti himself. Their accounts reveal that the artist resided with the Bardi brothers in a house near Ripetta, Rome, highlighting his early social network and connections within the Florentine and Bolognese communities in Rome. The study contextualizes Passerotti's early Roman period within the complex patronage networks of mid-16th century Rome, dominated by clientelism and national affiliations. The choice of S. Maria del Popoloย—a prominent Augustinian churchย—reflects the Bardi family's marginal position outside the mainstream Florentine community in Rome, as they were not subjects of the Grand Duchy of Tuscany. The essay proposes that Passerotti's work was likely ephemeral, possibly destroyed during later renovations or due to the temporary nature of depositi. Sorrentino's research expands the understanding of Passerottiย’s early career, suggesting that his initial commissions were modest, familial, and linked to less influential patrons. This contrasts with his later recognition in Bologna as a prominent painter of Counter-Reformation altarpieces and exceptional portraits. The findings contribute to a more nuanced view of Passerotti's artistic development and his integration into the competitive Roman art scene.