Il “Dizionario di Architettura e Urbanistica” di Marcello Fagiolo dell’Arco è un’opera enciclopedica completa diretta da Paolo Portoghesi, pubblicata dall’Istituto Editoriale Romano nel 1968-69. Si tratta di un’opera in sei volumi e oltre 3.000 pagine, compresi grafici e illustrazioni, che colma un vuoto significativo nella cultura architettonica internazionale dopo la precedente opera principale, il “Lexicon der Baukunst”, pubblicato quarant’anni prima.
Il testo inizia riconoscendo il cambiamento delle prospettive nel campo dell’architettura negli ultimi quattro decenni, notando la crisi del Movimento Moderno e il cambiamento del ruolo degli architetti nelle società capitalistiche. Il “Discorso preliminare” di Portoghesi evidenzia la contraddizione tra la visione tradizionale dell’architettura come strumento di trasformazione della superficie terrestre e i suoi limiti specifici. Egli sostiene il coinvolgimento della comunità nelle decisioni architettoniche, promuovendo un approccio neo-illuminista in cui la cultura architettonica diventa un patrimonio comunicabile anziché essere confinata agli architetti.
Il DAU è apprezzato per il suo duplice valore informativo e formativo, con un approccio pragmatico e utilitaristico che affronta anche questioni storiche e concettuali. I criteri editoriali prevedono sei categorie di voci: biografie di architetti e critici, terminologia architettonica e urbanistica, voci concettuali relative all’architettura e alle sue discipline ausiliarie, voci storiche su periodi e stili architettonici, voci topografiche sulle città e voci su nazioni, aree geografiche e gruppi etnici.
La struttura del DAU opera su tre livelli: la scomposizione analitica delle unità, la sintesi e il giudizio basati su classificazioni preventive e un approccio interdisciplinare che integra diversi campi nel discorso architettonico. Questa metodologia, influenzata dal concetto di “concatenazione delle scienze” di Diderot, cerca di fornire una rappresentazione ricca e complessa dell’universo architettonico, nonostante gli occasionali problemi di ripetizione e sovrapposizione.
In particolare, il DAU include contributi significativi di studiosi di spicco come Manfredo Tafuri sul “Rinascimento” e Ludovico Quaroni su “città” e “urbanistica”. Tuttavia, il testo riconosce alcune imperfezioni, come architetti trascurati e piccole imprecisioni, che si ritiene possano essere corrette nelle prossime edizioni.
L’innovativa caratteristica del DAU delle mappe storico-critiche delle città, nonostante alcuni difetti di esecuzione, è riconosciuta per la sua potenziale utilità. Le mappe mirano a fornire una comprensione visiva delle strutture urbane e degli elementi funzionali chiave, anche se a volte soffrono di una scarsa qualità grafica e di una rappresentazione squilibrata.
Il documento sottolinea la natura interdisciplinare del DAU, ottenuta grazie ai contributi di specialisti in vari campi, tutti visti da una prospettiva architettonica. Questo approccio si allinea con l’obiettivo più ampio di ridefinire l’architettura non solo come forma d’arte, ma come disciplina che si occupa della designazione e della definizione ecologica dei luoghi.
Le voci biografiche del DAU si distinguono per il rigore scientifico e le intuizioni critiche, compresi i contributi di giovani storici dell’arte e di membri del movimento studentesco. Queste voci forniscono spesso definizioni critiche concise, note biografiche e informazioni bibliografiche, contribuendo a una più profonda comprensione di architetti significativi e delle loro opere.
Il “Dizionario di Architettura e Urbanistica” è riconosciuto per il suo approccio completo e interdisciplinare, che affronta gli aspetti storici, concettuali e pratici dell’architettura e dell’urbanistica. Rappresenta un significativo progresso nella ricerca architettonica, nonostante alcune aree di miglioramento per le edizioni future.