Guercino oltre il colore. Indagini conoscitive

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Il testo presenta i risultati di un ampio studio tecnico-scientifico sui dipinti murali del Guercino al Casino Ludovisi, con particolare attenzione all’affresco del soffitto dell’Aurora e a quello della Fama con onore e virtù, condotto dall’Università di Bologna in collaborazione con Lumière Technology e la Rutgers University. Lo studio mirava a caratterizzare le tecniche pittoriche di Guercino, a tracciare la sua evoluzione stilistica e a comprendere il suo processo creativo, utilizzando la videomicroscopia, l’imaging multispettrale e l’analisi chimica non invasiva, tra cui la fluorescenza a raggi X, la spettroscopia Raman e la FTIR.

L’analisi rivela che Guercino ha utilizzato una tecnica pittorica ibrida, combinando tempera secca e pigmenti a base di olio, piuttosto che il tradizionale buon affresco. Questo approccio gli permetteva di ottenere effetti cromatici vividi, strati cromatici densi e chiaroscuri teatrali, consentendo una maggiore flessibilità e revisioni spontanee durante il processo pittorico. Questa tecnica mista era particolarmente adatta al suo naturalismo teatrale, caratterizzato da un’espressività emotiva e da una composizione dinamica, in linea con l’illusionismo barocco prevalente nella pittura romana del soffitto del XVII secolo.

Lo studio sottolinea l’approccio sperimentale di Guercino alla pittura murale, dimostrando la sua riluttanza a usare il buon affresco, che richiedeva un’esecuzione rapida e una pianificazione precisa. Al contrario, Guercino prediligeva la tempera secca e le velature a olio, che gli consentivano di apportare modifiche all’ultimo minuto e di ottenere effetti luminosi e volumetrici. Le immagini multispettrali hanno confermato l’assenza di giornate (sezioni pittoriche giornaliere tipiche del buon affresco), indicando che Guercino lavorava su intonaco asciutto o leggermente inumidito, applicando strati di pigmenti mescolati con bianco di piombo e leganti organici, principalmente olio. Questa tecnica creava vividi contrasti cromatici e profonde variazioni tonali, potenziando gli effetti spaziali illusionistici.

L’analisi chimica ha identificato l’uso di pigmenti tradizionali come ocre, oltremare, smalto e verderame, insieme a pigmenti incompatibili con la calce umida, come minio, orpimento e bianco di piombo, a conferma dell’applicazione della tempera secca. Particolarmente significativo è l’uso del bianco di piombo nei toni dell’incarnato e nelle lumeggiature, che contribuisce all’atmosfera pulviscolare e al realismo poetico caratteristici dello stile di Guercino. Lo studio ha rivelato anche un ampio uso dell’olio come mezzo legante, che esalta la trasparenza e la profondità degli strati di colore, in particolare nel cielo dell’Aurora e nel panneggio della Fama.

Il programma iconografico viene interpretato come un’allegoria politica che celebra le virtù morali e il potere dinastico di Ludovico Ludovisi, collegando il trionfo di luce dell’Aurora alla gloria eterna raffigurata nella Fama. La continuità narrativa tra i due affreschi rappresenta l’ascesa politica di Ludovico Ludovisi sotto il papato di Gregorio XV, riflettendo il suo ruolo di custode della virtù e di guida morale durante la Controriforma. La composizione teatrale e il chiaroscuro dinamico sottolineano la maestria di Guercino nell’illusionismo barocco, creando un’esperienza immersiva che integra gli affreschi con la quadratura architettonica di Tassi.

Lo studio esamina anche il processo creativo di Guercino, evidenziando l’uso di disegni preparatori, della tecnica dello spolvero e del disegno a mano libera per comporre figure dinamiche e scene narrative complesse. Le immagini all’infrarosso hanno rivelato pentimenti (cambiamenti compositivi), dimostrando la spontaneità e l’improvvisazione di Guercino, in linea con la sua reputazione di “affreschista riluttante”. Questa flessibilità metodologica gli ha permesso di adattare il programma iconografico allo spazio architettonico, ottenendo un’armoniosa integrazione tra elementi figurali e architettura illusionistica.

Il testo conclude che la tecnica ibrida e il naturalismo teatrale di Guercino hanno influenzato in modo significativo lo sviluppo della pittura barocca dei soffitti, creando un ponte tra il colorismo emiliano e l’illusionismo barocco romano. Il suo approccio innovativo ha posto le basi per la transizione dal Manierismo all’Alto Barocco, influenzando pittori successivi come Pietro da Cortona e Bernini. Le scoperte non solo migliorano la comprensione tecnica degli affreschi di Guercino, ma sottolineano anche il suo ruolo di pioniere della teatralità barocca, trasformando la pittura illusionistica del soffitto in un’allegoria filosofica e politica del tempo, della virtù e della leadership morale.

English Abstract

The text presents the results of a comprehensive technical-scientific study of Guercino's mural paintings at Casino Ludovisi, focusing on the Aurora ceiling fresco and the Fama with Honor and Virtue fresco, conducted by the University of Bologna in collaboration with Lumière Technology and Rutgers University. The study aimed to characterize Guercino's painting techniques, trace his stylistic evolution, and understand his creative process, utilizing videomicroscopy, multispectral imaging, and non-invasive chemical analysis, including X-ray fluorescence, Raman spectroscopy, and FTIR. The analysis reveals that Guercino employed a hybrid painting technique, combining dry tempera with oil-based pigments, rather than the traditional buon fresco. This approach enabled him to achieve vivid color effects, dense chromatic layers, and theatrical chiaroscuro, allowing for greater flexibility and spontaneous revisions during the painting process. This mixed technique was particularly suited to his theatrical naturalism, characterized by emotional expressiveness and dynamic composition, aligning with the Baroque illusionism prevalent in 17th-century Roman ceiling painting. The study emphasizes Guercino’s experimental approach to mural painting, demonstrating his reluctance to use buon fresco, which required rapid execution and precise planning. Instead, Guercino favored dry tempera and oil glazes, allowing him to make last-minute changes and achieve luminosity and volumetric effects. The multispectral imaging confirmed the absence of giornate (daily painting sections typical of buon fresco), indicating that Guercino worked on dry or slightly moistened plaster, applying layers of pigments mixed with lead white and organic binders, primarily oil. This technique created vivid chromatic contrasts and deep tonal variations, enhancing the illusionistic spatial effects. Chemical analysis identified the use of traditional pigments such as ochres, ultramarine, smalt, and verdigris, along with pigments incompatible with wet lime, such as minium, orpiment, and lead white, confirming the dry tempera application. The use of lead white in the flesh tones and highlighting was particularly significant, contributing to the pulviscolar atmosphere and poetic realism characteristic of Guercino’s style. The study also revealed extensive use of oil as a binding medium, enhancing the transparency and depth of color layers, particularly in the Aurora fresco’s sky and Fama’s drapery. The iconographic program is interpreted as a political allegory celebrating Ludovico Ludovisi’s moral virtues and dynastic power, connecting the Aurora’s triumph of light to the eternal glory depicted in Fama. The narrative continuity between the two frescoes represents Ludovisi’s political ascendancy under Gregory XV’s papacy, reflecting his role as the guardian of virtue and moral leadership during the Counter-Reformation. The theatrical composition and dynamic chiaroscuro underscore Guercino’s mastery of Baroque illusionism, creating an immersive experience that integrates the frescoes with Tassi’s architectural quadratura. The study also examines Guercino’s creative process, highlighting his use of preparatory drawings, spolvero technique (pouncing with charcoal dust), and freehand underdrawing to compose dynamic figures and complex narrative scenes. The infrared imaging revealed pentimenti (compositional changes), demonstrating Guercino’s spontaneity and improvisation, consistent with his reputation as a "reluctant fresco painter". This methodological flexibility allowed him to adapt the iconographic program to the architectural space, achieving a harmonious integration between figural elements and illusionistic architecture. The text concludes that Guercino’s hybrid technique and theatrical naturalism significantly influenced the development of Baroque ceiling painting, bridging Emilian colorism with Roman Baroque illusionism. His innovative approach laid the groundwork for the transition from Mannerism to High Baroque, impacting subsequent painters such as Pietro da Cortona and Bernini. The findings not only enhance the technical understanding of Guercino’s frescoes but also underscore his role as a pioneer of Baroque theatricality, transforming illusionistic ceiling painting into a philosophical and political allegory of time, virtue, and moral leadership.