L’articolo di Simonetta Ceccarelli approfondisce l’opera architettonica di Girolamo Theodoli, concentrandosi su due progetti primari: il Conservatorio della Divina Provvidenza e la chiesa e il convento di S. Nicola ad Arcione, nel frattempo demoliti. Ceccarelli fornisce un’analisi storica dettagliata di questi edifici, evidenziando le sfide e le complessità affrontate dalle congregazioni religiose a causa dei frequenti trasferimenti imposti da decisioni papali o cardinalizie, che portavano a ritardi, modifiche e ristrutturazioni.
Girolamo Theodoli, nato nel 1677 da una nobile famiglia originaria di Forlì, è descritto come un individuo versatile con una profonda passione per l’architettura, in gran parte autodidatta attraverso studi approfonditi. Tra i suoi contributi c’è quello di aver fatto da mentore a diversi artisti che si sono poi affermati, come Giuseppe Subleyras e Giovanni Antinori. Teodoli è stato anche accademico onorario e principe dell’Accademia di S. Luca.
Il Conservatorio della Divina Provvidenza fu fondato nel 1672 da Papa Clemente X per offrire un rifugio sicuro alle ragazze povere, con sede stabilita tra via di Ripetta e via del Vantaggio. L’edificio subì numerosi ampliamenti e ristrutturazioni, soprattutto sotto la guida dell’architetto Giovan Battista Contini, che valutò i locali e suggerì miglioramenti. La costruzione comprendeva una nuova chiesa e un nuovo convento per accogliere il numero crescente di ragazze. I lavori continuarono fino all’inizio del XVIII secolo e la nuova chiesa fu consacrata nel 1728.
L’articolo parla anche della chiesa e del convento di S. Nicola ad Arcione, evidenziandone l’importanza storica e l’eventuale demolizione nel 1907-1908 per motivi urbanistici. Costruita originariamente prima dell’anno 1000, ha subito numerosi restauri e ricostruzioni. Il coinvolgimento di Teodoli nel XVIII secolo ha visto sostanziali riprogettazioni e ampliamenti, tra cui l’aggiunta di un convento e varie rifiniture architettoniche. Nonostante la demolizione della chiesa, i documenti storici e i progetti architettonici ne conservano l’eredità.
La ricerca di Ceccarelli sottolinea gli aspetti stilistici e tecnici del lavoro di Teodoli, notando la sua attenzione ai principi architettonici classici e l’uso innovativo di elementi moderni. L’uso di piani dettagliati, contratti e corrispondenza personale fornisce una visione completa dei processi architettonici e delle sfide affrontate durante la costruzione e la ristrutturazione di questi importanti siti religiosi e culturali.
English Abstract
Simonetta Ceccarelli's article delves into the architectural works of Girolamo Theodoli, focusing on two primary projects: the Conservatorio della Divina Provvidenza and the church and convent of S. Nicola in Arcione, which has since been demolished. Ceccarelli provides a detailed historical analysis of these buildings, highlighting the challenges and complexities faced by religious congregations due to frequent relocations mandated by papal or cardinal decisions, leading to delays, modifications, and restructurings. Girolamo Theodoli, born in 1677 into a noble family originally from Forlì, is described as a versatile individual with a deep passion for architecture, largely self-taught through extensive study. His contributions include mentoring several artists who later gained prominence, such as Giuseppe Subleyras and Giovanni Antinori. Theodoli also served as an honorary academic and prince of the Accademia di S. Luca. The Conservatorio della Divina Provvidenza was founded in 1672 by Pope Clement X to provide a safe haven for poor girls, with its location established between via di Ripetta and via del Vantaggio. The building underwent numerous expansions and renovations, especially under the guidance of architect Giovan Battista Contini, who assessed the premises and suggested improvements. Construction included a new church and convent to accommodate the increasing number of girls. Significant works continued through the early 18th century, with the new church being consecrated in 1728. The article also discusses the church and convent of S. Nicola in Arcione, highlighting its historical significance and eventual demolition in 1907-1908 for urban development. Originally built before the year 1000, it underwent numerous restorations and reconstructions. Theodoli's involvement in the 18th century saw substantial redesigns and expansions, including the addition of a convent and various architectural refinements. Despite the church's demolition, historical records and architectural plans preserve its legacy. Ceccarelli's research emphasizes the stylistic and technical aspects of Theodoli's work, noting his attention to classical architectural principles and innovative use of modern elements. The use of detailed plans, contracts, and personal correspondence provides a comprehensive view of the architectural processes and challenges faced during the construction and renovation of these significant religious and cultural sites.