La scomparsa di Maurizio Calvesi

Il 24 luglio 2020, all’età di 92 anni si è spento a Roma lo storico e critico d’arte Maurizio Calvesi. Ne danno qui notizia il direttore di “Storia dell’arte”, Alessandro Zuccari, insieme al comitato scientifico e alla redazione, stretti attorno alla moglie Augusta Monferini.
Maurizio Calvesi, già ordinario di Storia dell’Arte presso la Sapienza Università di Roma, accademico dei Lincei e di San Luca, è stato protagonista, sin dall’inizio, della vita di questa rivista fondata da Argan nel 1969. Tra i più importanti studiosi e critici del Novecento, Calvesi ha illuminato con la sua sterminata produzione scientifica l’arte italiana e internazionale dal Rinascimento al Contemporaneo. Si ricordano, fra i tanti, i suoi fondamentali studi su Piero della Francesca, Caravaggio, il Futurismo e le Avanguardie storiche, De Chirico, Duchamp. –

Una nota biografica
Studioso di fama internazionale, docente universitario, critico, curatore, Calvesi è nato a Roma nel 1927 e si è laureato nel 1949 alla Sapienza, con Lionello Venturi.
Negli anni Cinquanta ha lavorato nell’Amministrazione delle Belle Arti, ricoprendo il ruolo di direttore della Pinacoteca Nazionale di Ferrara, per poi passare a Roma alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e alla direzione della Calcografia Nazionale.
Gli anni Settanta lo vedono Professore Ordinario all’Università di Palermo e, dal 1976, alla Sapienza di Roma, dove è stato direttore dell’Istituto – poi Dipartimento – di Storia dell’Arte, formando generazioni di allievi e allieve e dove, dal 2003 è stato Professore Emerito.

Fra i suoi tanti incarichi, si ricordano la direzione del settore Arti Visive nelle Biennali di Venezia del 1984 e del 1986; la presidenza della Fondazione Burri di Città di Castello e della Fondazione Mastroianni di Arpino.
Socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dell’Accademia Clementina di Bologna e dell’Accademia di San Luca, Calvesi è stato insignito del Premio Viareggio per la saggistica nel 1990 per il libro Le realtà del Caravaggio e – nel 2008 – del prestigioso Premio Balzan per le arti figurative, “per lo straordinario lavoro svolto nel campo della storia dell’arte visiva moderna e contemporanea”.

I primati di Calvesi nell’individuare campi di studio innovativi e fertili, sono ben illustrati in una nota dell’Accademia di San Luca. Calvesi – vi si legge – “è il primo studioso italiano, sin dagli anni Cinquanta, a mettere in luce le componenti dell’ermetismo rinascimentale e a introdurre l’interpretazione in chiave junghiana e iconologica dei grandi capolavori del Quattro e Cinquecento. Integrando questi strumenti all’analisi formale e attributiva e all’indagine d’archivio, Calvesi inaugura un metodo che porta contributi innovativi anche radicali alla conoscenza di artisti come Piero della Francesca, Giorgione, Dürer, Caravaggio, Piranesi, Duchamp, de Chirico”.
Ancora, Calvesi viene riconosciuto come uno dei primissini studiosi che indagano “il rapporto arte-alchimia nella sua continuità storica dal Rinascimento alle Avanguardie. Dà impulso agli studi sul Quattrocento romano e riporta in luce la figura di Francesco Colonna Romano come autore della Hypnerotomachia Poliphili.
A partire dal 1953 promuove la rivalutazione del Futurismo con studi fondanti sul movimento, su Marinetti e sui singoli artisti, in particolare su Boccioni di cui cura il primo catalogo generale dell’opera, oltre che su Marinetti, Balla, Carrà, Severini e Prampolini. È stato tra i primi ad occuparsi in modo approfondito, nel 1959, di Alberto Burri; è stato anche tra i primi a parlare di artisti come Schifano, Festa, Kounellis, Vettor Pisani, De Dominicis, Mariani, Di Stasio”.
La mole delle sue pubblicazioni tocca i più importanti artisti italiani e internazionali e si articola in volumi, saggi specialistici, testi di alta divulgazione, collegati anche alla sua attività pubblicistica su quotidiani come “Il Corriere della Sera”, settimanali come “L’Espresso” e mensili come “Art & Dossier” e “Ars”.
Il suo nome è legato poi indissolubilmente alla storia di questa rivista, di cui è stato redattore, direttore, co-editore insieme con la moglie Augusta Monferini.
Esplorando l’Archivio attraverso il suo nome, emerge una parte dei tanti articoli che lo studioso vi ha pubblicato negli anni, seguendo i fili di una curiosità culturale e di un intuito storico impareggiabili.
A questa pagina è possibile leggere una nota biografica più estesa.

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