Due esercitazioni lombarde: Bernardino Campi e Giulio Cesare Procaccini

8.00

Descrizione

Storia dell’arte [149] Nuova Serie 2018|1

Marco Tanzi

Due esercitazioni lombarde: Bernardino Campi e Giulio Cesare Procaccini

Il ritrovamento di due dipinti lombardi, rispettivamente della metà del XVI secolo e dell’inizio del XVII, consente di fare maggiore luce, nel primo intervento, sull’attività ritrattistica del pittore cremonese Bernardino Campi, il preferito in questo genere dall’aristocrazia filospagnola di Milano e in primis dal Governatore dello Stato, Ferrante Gonzaga, principe di Molfetta. L’affondo riguarda proprio la committenza gonzaghesca di un Ritratto di gentildonna e un possibile scambio di persona per quanto riguarda l’individuazione dell’effigiata, che potrebbe essere la figlia di Ferrante, Ippolita Gonzaga. Il secondo riguarda invece un bozzetto di Giulio Cesare Procaccini per la lunetta con il Compianto sul Cristo morto della chiesa francescana di Sant’Angelo a Milano. In questo caso, oltre al riesame delle fonti e della precoce traduzione a stampa della lunetta milanese, il confronto con la tela finale e con un altro smagliante dipinto preparatorio, ora a Edimburgo, permette di seguire le fasi progettuali e le varianti in corso d’opera  nell’esecuzione di un capolavoro di Procaccini.

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Numero

149