Il testo indaga su un’inedita commissione architettonica di Donato Bramante (1444-1514) a Isola Farnese, rivelando il suo coinvolgimento nella costruzione del Palazzo Orsini per Papa Giulio II nel 1508. Adriano Amendola scopre questo progetto grazie a un documento inedito dell’Archivio Orsini dell’Archivio Storico Capitolino, che attribuisce il progetto al Bramante, incaricato di ristrutturare la Rocca Orsini per Gian Giordano Orsini, marito di Felice della Rovere, figlia di Giulio II. Questa commissione, finora sconosciuta, colloca il lavoro di Bramante tra gli altri grandi progetti realizzati per il Papa, tra cui la Basilica di San Pietro, il Palazzo dei Tribunali e la Fortezza di Civitavecchia, evidenziando la sua ampia influenza sul paesaggio urbano della Roma rinascimentale.
Il documento rivela che Menicantonio de Chiarellis, caposquadra di fiducia di Bramante ed ex scultore, supervisionรฒ la costruzione, collaborando con Domenico Fiorentino, uno scalpellino meno noto responsabile di elementi decorativi come le modanature dei portali, le finestre e i camini. Il progetto riflette l’uso caratteristico di Bramante del bugnato, impiegato in modo simile nel Palazzo dei Tribunali e nella Porta Giulia in Vaticano, che aumenta la soliditร e la capacitร difensiva della fortificazione. Il vocabolario architettonico comprende finestre a crociera e aperture archivoltate, che lo collegano all’estetica contemporanea delle fortificazioni romane.
Amendola colloca questo progetto all’interno del piรน ampio contesto politico e dinastico della famiglia Orsini, che aveva ripreso il controllo di Isola dopo un periodo di turbolenze che avevano coinvolto Cesare Borgia. L’alleanza matrimoniale tra Felice della Rovere e Gian Giordano Orsini ebbe un ruolo strategico nel consolidamento del potere degli Orsini, sostenuto da Giulio II. I miglioramenti architettonici, tra cui il portale d’ingresso fortificato e la torre sopraelevata, sottolineano le funzioni militari e simboliche del palazzo, riflettendo le tensioni politiche e la necessitร di difesa durante le lotte di potere rinascimentali.
La narrazione ripercorre la trasformazione del palazzo da roccaforte degli Orsini a tenuta dei Farnese, notando che nel 1567 il cardinale Alessandro Farnese acquistรฒ la proprietร , incaricando Jacopo Barozzi da Vignola di ristrutturarla, cancellando di fatto l’ereditร degli Orsini. Vignola ampliรฒ il complesso, aggiungendo una loggia e nuovi cortili, rimodellando la fortezza medievale in una villa rinascimentale. Queste modifiche sono documentate nei progetti architettonici del Vignola conservati presso l’Archivio di Stato di Parma, che confermano l’impianto bramantesco dell’originario palazzo Orsini.
Lo studio di Amendola non solo ridefinisce la cronologia della carriera di Bramante, ma illumina anche la sua strategia architettonica, che fonde fortificazione difensiva ed eleganza rinascimentale. Contestualizzando questa commissione all’interno dell’agenda politica di Giulio II e della successione Orsini-Farnese, la ricerca contribuisce a comprendere l’interazione tra architettura, potere e propaganda dinastica nella Roma rinascimentale.
English Abstract
The text investigates a newly discovered architectural commission by Donato Bramante (1444ย1514) at Isola Farnese, revealing his involvement in the construction of the Orsini Palace for Pope Julius II in 1508. Adriano Amendola uncovers this project through an unpublished document from the Archivio Orsini in the Archivio Storico Capitolino, which attributes the design to Bramante, commissioned to renovate the Rocca Orsini for Gian Giordano Orsini, the husband of Felice della Rovere, daughter of Julius II. This commission, previously unknown, situates Bramanteยs work amidst his other major projects for the Pope, including St. Peterยs Basilica, Palazzo dei Tribunali, and Fortress of Civitavecchia, highlighting his extensive influence on Renaissance Rome's urban landscape. The document reveals that Menicantonio de Chiarellis, Bramanteยs trusted foreman and former sculptor, supervised the construction, collaborating with Domenico Fiorentino, a lesser-known stonecutter responsible for decorative elements like portal moldings, windows, and chimney pieces. The design reflects Bramanteยs characteristic use of rusticated bugnato (bossed masonry), employed similarly at the Palazzo dei Tribunali and Porta Giulia in the Vatican, enhancing the fortificationยs solidity and defensive capability. The architectural vocabulary includes guelf cross windows and archivolted openings, linking it to contemporary Roman fortification aesthetics. Amendola situates this project within the broader political and dynastic context of the Orsini family, who regained control of Isola after a period of turmoil involving Cesare Borgia. The marriage alliance between Felice della Rovere and Gian Giordano Orsini played a strategic role in consolidating Orsini power, supported by Julius II. The architectural enhancements, including the fortified entrance portal and the elevated tower, underscore the military and symbolic functions of the palace, reflecting the political tensions and need for defense during the Renaissance power struggles. The narrative traces the palace's transformation from Orsini stronghold to Farnese estate, noting that in 1567, Cardinal Alessandro Farnese acquired the property, commissioning Jacopo Barozzi da Vignola to renovate it, effectively erasing Orsini's legacy. Vignola expanded the complex, adding a loggia and new courtyards, reshaping the medieval fortress into a Renaissance villa. These modifications are documented in Vignolaยs architectural plans preserved at the Archivio di Stato di Parma, which confirm the Bramantean layout of the original Orsini palace. Amendolaยs study not only redefines the chronology of Bramanteยs career but also illuminates his architectural strategy, blending defensive fortification with Renaissance elegance. By contextualizing this commission within Julius IIยs political agenda and the Orsini-Farnese succession, the research contributes to understanding the interplay between architecture, power, and dynastic propaganda in Renaissance Rome.