Il testo fornisce un’analisi storica e storico-artistica completa del cardinale Francesco Nerli il Giovane (1636-1708), sottolineando il suo ruolo di collezionista e mecenate delle arti tra Roma e Parigi. Imma Molino esplora l’uso strategico che Nerli fece del mecenatismo artistico per coltivare alleanze politiche e la sua influenza sulla cultura artistica barocca, in particolare attraverso i suoi legami con la diplomazia francese e la Curia Romana.
Al centro della narrazione c’รจ il dono da parte di Nerli, nel 1696, di una serie di 25 dipinti sacri a Luigi XIV di Francia, eseguiti da Francesco Providoni, un pittore bolognese che emerse come figura di spicco nei circoli artistici di Assisi. La serie, raffigurante i martiri apostolici, era adattata alla sensibilitร religiosa di Luigi XIV e alla pietร della Controriforma. Il programma iconografico, scelto da Nerli, illustra il suo acume politico e la sua diplomazia culturale, riflettendo le sue ambizioni di rafforzare i legami con la corte francese nel contesto della politica di successione papale. Questo dono รจ contestualizzato all’interno della piรน ampia strategia di mecenatismo culturale di Nerli, iniziata durante il suo episcopato ad Assisi (1685-1689) e proseguita a Roma, dove coltivรฒ un ambiente artistico intorno alla sua residenza a Palazzo alle Quattro Fontane.
La ricerca di Molino si basa sulla scoperta di un inventario inedito del patrimonio di Nerli, conservato presso l’Archivio dell’Ospedale S. Maria della Pietร , che rivela una vasta collezione di oltre 720 dipinti. L’inventario riporta opere di maestri fiamminghi (come Jacob Ferdinand Voet), di pittori emiliani (come Guido Reni, Domenichino e Carlo Maratti) e di artisti romani locali, in particolare Curzio Savonanzi e Domenico Bozzolani, prediletti da Nerli per il loro stile arcaico e i temi religiosi. L’inventario rivela anche la preferenza di Nerli per le copie delle principali pale d’altare della Basilica di San Pietro, a testimonianza del suo ruolo di Arciprete e Prefetto della Sacra Congregazione della Fabbrica di S. Pietro.
Il testo scopre l’autorappresentazione strategica di Nerli attraverso l’architettura e l’arte, in particolare nella sua residenza suburbana, nota come Villa Merulana. La villa, rinomata per i suoi incontri letterari e antiquari, รจ stata raffigurata da Giovan Battista Falda in un’incisione recentemente riscoperta al Getty Research Institute. I suoi giardini classici e l’iconografia mitologica illustrano l’erudizione e le aspirazioni politiche di Nerli, che si pone come mediatore culturale tra il classicismo barocco romano e l’assolutismo francese.
Molino contestualizza le pratiche collezionistiche di Nerli nel quadro piรน ampio del mecenatismo aristocratico romano del XVII secolo, sottolineando i suoi legami con la famiglia Barberini e il suo allineamento con gli interessi politici francesi, derivanti dal suo incarico di nunzio apostolico a Parigi (1670-1676). La narrazione mette in evidenza la sua abilitร diplomatica nel navigare tra le complessitร politiche della corte di Luigi XIV e della Curia romana, facendo leva sull’arte per consolidare il potere e influenzare le elezioni papali.
Lo studio esamina anche le dinamiche artistiche della commissione di Providoni, rivelando la complessitร iconografica e i significati allegorici incorporati nei dipinti, modellati dalla spiritualitร della Controriforma e dalla poetica belloriana. Molino traccia la provenienza della serie, collegandola agli inventari del Musรฉe des Beaux-Arts di Tours e del Rijksmuseum di Amsterdam, mentre tre commenti manoscritti conservati alla Bibliothรจque Nationale de France forniscono dettagliati approfondimenti auto-efrastici dello stesso Providoni.
Il testo si conclude con una rivalutazione dell’ereditร culturale di Nerli, collocandolo all’interno della rete europea della diplomazia e del mecenatismo artistico barocchi. Il testo sostiene che la lungimiranza politica e gli investimenti culturali di Nerli non furono semplici atti di vanitร personale, ma manovre strategiche che modellarono il paesaggio artistico e politico della Roma barocca, influenzando la circolazione transnazionale dell’arte e delle idee tra Italia e Francia.
English Abstract
The text provides a comprehensive historical and art-historical analysis of Cardinal Francesco Nerli the Younger (1636ย1708), emphasizing his role as a collector and patron of the arts between Rome and Paris. Imma Molino explores Nerli's strategic use of art patronage to cultivate political alliances and his influence on Baroque artistic culture, particularly through his connections with French diplomacy and the Curia Romana. Central to the narrative is Nerliยs 1696 gift of a series of 25 sacred paintings to Louis XIV of France, executed by Francesco Providoni, a Bologna-born painter who emerged as a leading figure in Assisiยs artistic circles. The series, depicting Apostolic martyrdoms, was tailored to Louis XIV's religious sensibilities and Counter-Reformation piety. The iconographic program, chosen by Nerli, illustrates his political acumen and cultural diplomacy, reflecting his ambitions to strengthen ties with the French court amid papal succession politics. This gift is contextualized within Nerli's broader cultural patronage strategy, initiated during his episcopate in Assisi (1685-1689) and continued in Rome, where he cultivated an artistic milieu around his residence at Palazzo alle Quattro Fontane. Molinoยs research is anchored in the discovery of an unpublished inventory of Nerli's estate, housed at the Archivio dellยOspedale S. Maria della Pietร , revealing an extensive collection of over 720 paintings. The inventory details works by Flemish masters (e.g., Jacob Ferdinand Voet), Emilian painters (e.g., Guido Reni, Domenichino, and Carlo Maratti), and local Roman artists, notably Curzio Savonanzi and Domenico Bozzolani, who were favored by Nerli for their archaic styles and religious themes. The inventory also reveals Nerliยs preference for copies of major altarpieces from St. Peter's Basilica, reflecting his role as Archpriest and Prefect of the Sacred Congregation of the Fabbrica di S. Pietro. The text uncovers Nerliยs strategic self-representation through architecture and art, particularly in his suburban residence, known as Villa Merulana. The villa, renowned for its literary and antiquarian gatherings, was depicted by Giovan Battista Falda in an engraving recently rediscovered at the Getty Research Institute. Its classical gardens and mythological iconography illustrate Nerliยs erudition and political aspirations, positioning him as a cultural mediator between Roman Baroque classicism and French absolutism. Molino contextualizes Nerliยs collecting practices within the broader framework of 17th-century Roman aristocratic patronage, emphasizing his connections to the Barberini family and his alignment with French political interests, stemming from his tenure as Apostolic Nuncio to Paris (1670-1676). The narrative highlights his diplomatic skill in navigating the political intricacies of Louis XIVยs court and the Roman Curia, leveraging art to consolidate power and influence papal elections. The study also examines the artistic dynamics of Providoni's commission, revealing the iconographic complexity and allegorical meanings embedded in the paintings, shaped by Counter-Reformation spirituality and Bellorian poetics. Molino traces the series' provenance, linking it to inventories at the Musรฉe des Beaux-Arts de Tours and the Rijksmuseum Amsterdam, while three manuscript commentaries preserved at the Bibliothรจque Nationale de France provide detailed auto-ekphrastic insights from Providoni himself. The text concludes by re-evaluating Nerliยs cultural legacy, situating him within the European network of Baroque diplomacy and artistic patronage. It argues that Nerli's political foresight and cultural investments were not merely acts of personal vanity but strategic maneuvers that shaped the artistic and political landscape of Baroque Rome, influencing the transnational circulation of art and ideas between Italy and France.