Il testo di José Luis Sancho, “Ferdinando Fuga, Nicola Salvi y Luigi Vanvitelli: el Palacio Real de Madrid y sus escaleras principales”, approfondisce l’intricata storia e l’evoluzione architettonica del Palazzo Reale di Madrid, concentrandosi in particolare sul contributo degli architetti italiani nel plasmare il suo design. Lo studio sottolinea l’influenza significativa degli stili architettonici italiani sull’architettura di corte spagnola del XVIII secolo.
Il Palazzo Reale di Madrid, costruito sul sito di un castello del XVI secolo distrutto da un incendio nel 1734, fu ricostruito sotto la guida di diversi architetti italiani. Inizialmente, Filippo Juvarra fu incaricato di progettare il nuovo palazzo, ma la sua morte nel 1736 portò Giovanni Battista Sacchetti (discepolo di Juvarra) ad occuparsi del progetto. Sacchetti dovette affrontare numerose sfide, tra cui l’adattamento dei grandiosi progetti di Juvarra al sito esistente e la direttiva del re di costruire il palazzo interamente con pavimenti a volta per prevenire futuri incendi.
Sancho descrive in dettaglio le consultazioni architettoniche fatte all’Accademia di San Luca a Roma nel 1742 e nel 1746, evidenziando il coinvolgimento di Ferdinando Fuga, Nicola Salvi e Luigi Vanvitelli. Queste consultazioni furono sollecitate dalle critiche del marchese Annibale Scotti, che trovava difetti nei progetti di Sacchetti, in particolare per quanto riguardava la pianta del palazzo, lo spessore dei muri, la dimensione e la collocazione della cappella e lo scalone d’onore.
Il testo illustra le principali critiche e le successive revisioni apportate al progetto del palazzo. Le proposte di Scotti comprendevano l’ampliamento e la simmetria dello scalone d’onore, lo spostamento della cappella in un’altra posizione e la semplificazione delle decorazioni esterne. Questi suggerimenti miravano a migliorare la grandezza e la funzionalità del palazzo.
Sancho analizza anche l’impatto più ampio di questi dibattiti architettonici sull’architettura spagnola, segnando la transizione dal barocco vernacolare a uno stile più accademico influenzato dagli architetti italiani che lavoravano per la corte spagnola. Il Palazzo Reale divenne una palestra per i giovani architetti, favorendo il passaggio al Neoclassicismo in Spagna.
L’analisi dettagliata del progetto dello scalone del palazzo rivela la complessa interazione tra idee architettoniche e politica di corte. Il progetto subì diverse iterazioni, incorporando i feedback dei consulenti italiani e adattandosi alle mutevoli preferenze dei reali spagnoli. Il progetto finale, influenzato sia da Sacchetti che dai suoi critici, mirava a bilanciare la magnificenza con la praticità.
Lo studio di Sancho sottolinea come il Palazzo Reale di Madrid sia un luogo fondamentale per comprendere gli scambi artistici e architettonici tra Italia e Spagna durante il XVIII secolo. Il coinvolgimento di importanti architetti italiani e le recensioni critiche del loro lavoro evidenziano il ruolo del palazzo nel plasmare il paesaggio architettonico del periodo.
English Abstract
José Luis Sancho's text, "Ferdinando Fuga, Nicola Salvi y Luigi Vanvitelli: el Palacio Real de Madrid y sus escaleras principales," delves into the intricate history and architectural evolution of the Royal Palace of Madrid, particularly focusing on the contributions of Italian architects in shaping its design. The study emphasizes the significant influence of Italian architectural styles on Spanish courtly architecture during the 18th century. The Royal Palace of Madrid, built on the site of a 16th-century castle destroyed by fire in 1734, saw its reconstruction under the guidance of various Italian architects. Initially, Filippo Juvarra was commissioned to design the new palace, but his death in 1736 led to Giovanni Battista Sacchetti (Juvarra's disciple) taking over the project. Sacchetti faced numerous challenges, including adapting Juvarra's grand designs to the existing site and the king's directive to construct the palace entirely with vaulted floors to prevent future fires. Sancho details the architectural consultations made to the Accademia di San Luca in Rome in 1742 and 1746, highlighting the involvement of Ferdinando Fuga, Nicola Salvi, and Luigi Vanvitelli. These consultations were prompted by criticisms from Marquis Annibale Scotti, who found faults in Sacchetti's designs, particularly concerning the palace's layout, the thickness of walls, the size and placement of the chapel, and the grand staircase. The text outlines the key criticisms and the subsequent revisions made to the palace's design. Scotti's proposals included making the grand staircase larger and more symmetrical, moving the chapel to a different location, and simplifying exterior decorations. These suggestions were aimed at enhancing the palace's grandeur and functionality. Sancho also discusses the broader impact of these architectural debates on Spanish architecture, marking the transition from the vernacular Baroque to a more academic style influenced by Italian architects working for the Spanish court. The Royal Palace became a training ground for young architects, fostering a shift towards Neoclassicism in Spain. The detailed analysis of the palace's grand staircase project reveals the complex interplay of architectural ideas and courtly politics. The project underwent several iterations, incorporating feedback from Italian consultants and adapting to the changing preferences of Spanish royalty. The final design, influenced by both Sacchetti and his critics, aimed to balance magnificence with practicality. Sancho's study underscores the Royal Palace of Madrid as a pivotal site for understanding the artistic and architectural exchanges between Italy and Spain during the 18th century. The involvement of prominent Italian architects and the critical reviews of their work highlight the palace's role in shaping the architectural landscape of the period.