Italian Devotional Paintings and Flemish Landscapes in the Quadrerie of Cardinals Giustiniani, Borromeo, and Del Monte

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L’articolo di Pamela M. Jones esplora le collezioni d’arte sacra e paesaggi fiamminghi nelle quadrerie dei cardinali Benedetto Giustiniani, Federico Borromeo e Francesco Maria Del Monte, analizzando le tendenze culturali e religiose che influenzarono il collezionismo a Roma tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento. Jones evidenzia come i tre cardinali condividessero un gusto per la pittura naturalistica promossa dalla riforma artistica dei Carracci e dal realismo drammatico di Caravaggio, integrandola con una forte componente devozionale e spirituale. L’articolo indaga anche l’influenza dei paesaggisti fiamminghi, come Paul Bril e Jan Brueghel il Vecchio, che introdussero un naturalismo simbolico nelle collezioni romane, collegandolo al gusto per la contemplazione spirituale della natura.

L’autrice analizza la collezione di Benedetto Giustiniani, evidenziando la sua preferenza per temi devozionali e drammatici. Giustiniani possedeva dipinti di Caravaggio, Annibale Carracci, Gerrit van Honthorst e Luca Cambiaso, integrati da paesaggi fiamminghi caratterizzati da un forte simbolismo religioso. Jones sottolinea come Giustiniani esponesse questi dipinti nel camerino privato, sottolineando un uso intimo e contemplativo dell’arte sacra, coerente con la sua spiritualitร  pauperistica.

La ricerca esplora anche il collezionismo di Federico Borromeo, che univa l’interesse per i paesaggi fiamminghi a una concezione devozionale della natura. Borromeo commissionรฒ paesaggi a Jan Brueghel il Vecchio e Paul Bril, interpretandoli come strumenti di contemplazione spirituale, in linea con le idee degli Oratoriani e degli Esercizi Spirituali di Ignazio di Loyola. L’articolo analizza il Mountain Landscape with a Hermit di Brueghel, visto da Borromeo come rappresentazione dell’eremitismo cristiano e dell’armonia con il creato.

Infine, Jones esplora la collezione di Francesco Maria Del Monte, noto per il suo mecenatismo illuminato verso Caravaggio e per l’interesse nei paesaggi simbolici fiamminghi. Del Monte utilizzรฒ questi dipinti per promuovere un realismo storico e narrativo, influenzando direttamente lo stile drammatico e psicologico di Caravaggio. L’articolo conclude che le collezioni dei tre cardinali riflettono un intreccio complesso di spiritualitร , naturalismo e simbolismo che caratterizzรฒ il collezionismo romano intorno al 1600, contribuendo all’evoluzione della pittura devozionale e paesaggistica.

English Abstract

Pamela M. Jones' article explores the collections of sacred art and Flemish landscapes in the picture galleries of Cardinals Benedetto Giustiniani, Federico Borromeo and Francesco Maria Del Monte, analysing the cultural and religious trends that influenced collecting in Rome in the late 16th and early 17th century. Jones highlights how the three cardinals shared a taste for the naturalistic painting promoted by the artistic reform of the Carracci and the dramatic realism of Caravaggio, integrating it with a strong devotional and spiritual component. The article also investigates the influence of Flemish landscape painters, such as Paul Bril and Jan Brueghel the Elder, who introduced a symbolic naturalism into the Roman collections, linking it to a taste for the spiritual contemplation of nature. The author analyses the collection of Benedetto Giustiniani, highlighting his preference for devotional and dramatic themes. Giustiniani owned paintings by Caravaggio, Annibale Carracci, Gerrit van Honthorst and Luca Cambiaso, complemented by Flemish landscapes characterised by strong religious symbolism. Jones points out how Giustiniani exhibited these paintings in his private dressing room, emphasising an intimate and contemplative use of sacred art, consistent with his pauperistic spirituality. The research also explores the collecting of Federico Borromeo, who combined an interest in Flemish landscapes with a devotional conception of nature. Borromeo commissioned landscapes from Jan Brueghel the Elder and Paul Bril, interpreting them as instruments of spiritual contemplation, in line with the ideas of the Oratorians and the Spiritual Exercises of Ignatius of Loyola. The article analyses Brueghel's Mountain Landscape with a Hermit, seen by Borromeo as a representation of Christian hermitism and harmony with creation. Finally, Jones explores the collection of Francesco Maria Del Monte, known for his enlightened patronage of Caravaggio and interest in Flemish symbolic landscapes. Del Monte used these paintings to promote a historical and narrative realism, directly influencing Caravaggio's dramatic and psychological style. The article concludes that the collections of the three cardinals reflect a complex interweaving of spirituality, naturalism and symbolism that characterised Roman collecting around 1600, contributing to the evolution of devotional and landscape painting.