La quadreria e gli affreschi di Palazzo Sforza Cesarini

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Il testo “La quadreria e gli affreschi di Palazzo Sforza Cesarini” di Elisa Debenedetti offre un’approfondita esplorazione della collezione d’arte e degli affreschi conservati a Palazzo Sforza Cesarini a Roma, con particolare attenzione al suo sviluppo dalla fine del XVII alla fine del XVIII secolo. La narrazione inizia tracciando le origini della collezione d’arte della famiglia, che affonda le sue radici nel matrimonio tra Livia Cesarini e Federico Sforza nel 1673, che diede inizio all’ascesa della famiglia nella societร  romana.

Il saggio mette a confronto due inventari della collezione del palazzo: uno del 1687, contenente circa 300 opere, e un inventario successivo, notevolmente ridotto, del 1713. L’autore mette in evidenza alcuni pezzi importanti di questi inventari, tra cui opere rinascimentali come l’Assunta del Bronzino e numerosi dipinti caravaggeschi, come Tre teste di putti dello Spadarino e una Flagellazione di Bartolomeo Manfredi. La collezione d’arte del palazzo si รจ evoluta nel tempo, incorporando bozzetti e modelli sacri, tra cui opere di Baciccio e Carlo Cesi.

L’ultima parte dell’articolo si concentra sulle significative decorazioni ad affresco commissionate dalla famiglia nel XVIII secolo. Sotto la direzione di artisti come Benedetto Guidetti e Giovan Battista Marchetti, il palazzo subรฌ una trasformazione che comprendeva affreschi di grandi dimensioni con temi mitologici e allegorici, con molte stanze caratterizzate da intricati effetti trompe-l’oeil. Le decorazioni impiegavano un mix di stili rococรฒ e neoclassico, riflettendo i gusti dell’epoca.

Debenedetti analizza gli artisti e i temi che hanno dominato il programma decorativo del palazzo, notando l’influenza sia del Barocco che della successiva estetica rococรฒ. Le stanze chiave, come il “gabinetto” e il grande “salone da ballo”, sono analizzate per i loro elementi stilistici, che fondono motivi classici e tendenze decorative contemporanee. Anche la vicinanza del palazzo ad altre importanti famiglie romane, come i Chigi, viene sottolineata come fattore che influenza le scelte artistiche.

Nel complesso, il saggio presenta un ricco arazzo del patrimonio artistico della famiglia Sforza Cesarini, mostrando la sua influenza sull’arte romana barocca e rococรฒ attraverso la sua collezione e il suo mecenatismo.

English Abstract

The text "La quadreria e gli affreschi di Palazzo Sforza Cesarini" by Elisa Debenedetti provides an in-depth exploration of the art collection and frescoes housed in Palazzo Sforza Cesarini in Rome, with a focus on its development from the late 17th to the late 18th centuries. The narrative begins by tracing the origins of the familyย’s art collection, rooted in the marriage of Livia Cesarini and Federico Sforza in 1673, which initiated the family's rise in Roman society. The essay compares two inventories of the palaceย’s collection: one from 1687, containing around 300 works, and a later, significantly reduced inventory from 1713. The author highlights several important pieces from these inventories, including Renaissance works like Bronzino's Assunta and numerous Caravaggesque paintings, such as Tre teste di putti by Spadarino and a Flagellazione by Bartolomeo Manfredi. The palaceย’s art collection evolved over time, incorporating sacred bozzetti and models, including works by Baciccio and Carlo Cesi. The latter part of the article focuses on the significant fresco decorations commissioned by the family in the 18th century. Under the direction of artists such as Benedetto Guidetti and Giovan Battista Marchetti, the palace underwent a transformation that included large-scale frescoes featuring mythological and allegorical themes, with many rooms featuring intricate trompe-lย’oeil effects. The decorations employed a mix of Rococo and Neoclassical styles, reflecting the tastes of the time. Debenedetti discusses the artists and themes that dominated the palaceย’s decorative program, noting the influence of both the Baroque and the later Rococo aesthetic. Key rooms, such as the "gabinetto" and the grand "salone da ballo," are analyzed for their stylistic elements, which blended classical motifs with contemporary decorative trends. The palace's proximity to other important Roman families, such as the Chigi, is also emphasized as a factor influencing its artistic choices. Overall, the essay presents a rich tapestry of the artistic heritage of the Sforza Cesarini family, showcasing their influence on Roman Baroque and Rococo art through their collection and patronage.