Il testo analizza i cambiamenti nella teoria artistica fiorentina dopo la morte di Michelangelo nel 1564, con particolare attenzione a due figure chiave: Francesco Bocchi e Vincenzo Danti. Il dibattito artistico che emerse in questo periodo fu fortemente influenzato dal circolo accademico intorno alla neonata Accademia Fiorentina del Disegno. Al centro di questo dibattito c’è la famosa “disputa” sulla gerarchia delle arti, in particolare tra pittura e scultura. Il dibattito riemerse durante le discussioni sul monumento funebre di Michelangelo, con Giorgio Vasari e Don Vincenzo Borghini che giocarono un ruolo fondamentale. La loro decisione di collocare la statua della Pittura al centro del monumento di Michelangelo, invece della Scultura, causò polemiche, soprattutto tra scultori come Benvenuto Cellini.
L’influenza di Borghini si estese al di là di questa controversia, poiché contribuì a dare forma a un approccio più empirico e sperimentale alla teoria dell’arte, in contrasto con il discorso filosofico che dominava le discussioni precedenti. I suoi scritti enfatizzavano gli aspetti pratici dell’arte, prendendo le distanze dai dibattiti puramente speculativi. Questo approccio contribuì a promuovere un nuovo apprezzamento per le influenze veneziane nell’arte fiorentina.
Il testo contrappone inoltre le opere di Francesco Bocchi e Vincenzo Danti, che rappresentano due percorsi divergenti nella teoria artistica fiorentina. Il “Discorso sopra l’eccellenza di Andrea del Sarto” di Bocchi riflette un punto di vista progressista che sfida il tradizionale dominio di Michelangelo e Vasari, promuovendo uno stile artistico più naturale ed espressivo, allineato ai modelli veneziani. D’altra parte, il “Primo libro del Trattato delle perfette proporzioni” di Danti è più conservatore, sostenendo gli ideali dell’opera di Michelangelo e sottolineando le proporzioni, l’ordine e l’imitazione della natura. Il trattato di Danti è presentato come parte di un sistema teorico ambizioso, anche se incompleto, che cercava di definire un insieme di regole universali per l’arte basate sullo studio anatomico e sulle proporzioni classiche.
La divergenza tra Bocchi e Danti racchiude una più ampia tensione nella teoria artistica fiorentina tra tradizione e innovazione. La critica di Bocchi al manierismo e la sua difesa di uno stile più naturalistico e meno formalistico aprono la strada al Barocco, mentre l’opera di Danti rappresenta l’ultima roccaforte della tradizione michelangiolesca.
English Abstract
The text analyzes the shifts in Florentine art theory following Michelangelos death in 1564, with a focus on two key figures: Francesco Bocchi and Vincenzo Danti. The artistic debate that emerged in this period was heavily influenced by the academic circle around the newly founded Accademia Fiorentina del Disegno. Central to this debate was the famous "dispute" over the hierarchy of arts, specifically between painting and sculpture. The debate re-emerged during the discussions surrounding Michelangelo's funeral monument, with Giorgio Vasari and Don Vincenzo Borghini playing pivotal roles. Their decision to place the statue of Painting at the center of Michelangelo's monument, instead of Sculpture, caused controversy, especially among sculptors like Benvenuto Cellini. Borghinis influence extended beyond this controversy, as he helped shape a more empirical, experimental approach to art theory, contrasting with the philosophical discourse that dominated earlier discussions. His writings emphasized the practical aspects of art, distancing himself from purely speculative debates. This approach helped foster a new appreciation for Venetian influences in Florentine art. The text further contrasts the works of Francesco Bocchi and Vincenzo Danti, who represent two diverging paths in Florentine art theory. Bocchis "Discorso sopra leccellenza di Andrea del Sarto" reflects a progressive viewpoint that challenges the traditional dominance of Michelangelo and Vasari, promoting a more natural and expressive artistic style, aligned with Venetian models. On the other hand, Dantis "Primo libro del Trattato delle perfette proporzioni" is more conservative, upholding the ideals of Michelangelo's work and emphasizing proportion, order, and the imitation of nature. Dantis treatise is presented as part of an ambitious, though incomplete, theoretical system that sought to define a set of universal rules for art based on anatomical study and classical proportions. The divergence between Bocchi and Danti encapsulates a broader tension in Florentine art theory between tradition and innovation. Bocchis critique of mannerism and his advocacy for a more naturalistic, less formalistic style, ultimately paved the way for the Baroque, while Dantis work represents the final stronghold of the Michelangelesque tradition.