Il San Giovanni evangelista con Lodovico Tabarino di Gerolamo Bassano: dalla quadreria Ludovisi alla collezione Canova

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Il testo fornisce un’analisi dettagliata del dipinto San Giovanni Evangelista con Lodovico Tabarino di Gerolamo Bassano, tracciandone la provenienza e il significato in diverse collezioni, tra cui quella di Antonio Canova. Il dipinto apparteneva originariamente alla famiglia Falconieri di Roma, in particolare a Paolo Francesco Falconieri, che lo acquisì grazie a vantaggiosi acquisti di opere d’arte da collezioni prestigiose, come quella della famiglia Ludovisi. Il dipinto fu poi ereditato dallo scultore Antonio Canova e infine donato al Museo Civico di Bassano dal fratellastro Giovanni Battista Sartori.

Il valore storico e artistico del dipinto è esaminato attraverso inventari e registri d’asta, che rivelano il suo movimento attraverso varie collezioni, compresa la sua associazione con le famiglie Ludovisi e Falconieri, entrambe influenti collezionisti durante il XVII secolo. Il testo mette in evidenza l’alta considerazione di cui godeva il dipinto, nonché la sua complessa attribuzione: alcune fonti lo accreditano a Jacopo Bassano, padre di Gerolamo, a causa delle somiglianze stilistiche tra i due. Tuttavia, è ora confermato come opera di Gerolamo Bassano, con la sua singolare raffigurazione di San Giovanni Evangelista e di un soldato inginocchiato, identificato come Lodovico Tabarino, che potrebbe essere stato associato a un ordine cavalleresco.

Lo studio sottolinea il percorso del dipinto attraverso varie collezioni di alto profilo e la sua eventuale acquisizione da parte di Canova, illustrando come la provenienza abbia giocato un ruolo cruciale nella valutazione e nella desiderabilità delle opere d’arte nel XVII e XVIII secolo. La narrazione tocca anche le tendenze più ampie del collezionismo d’arte in questo periodo, sottolineando l’influenza dei legami familiari e il ruolo degli agenti d’arte nel facilitare acquisizioni significative.