Dai Lante a Mahon: il San Giovanni Battista in un paesaggio di Annibale Carracci.

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Il documento intitolato “Dai Lante a Mahon: il San Giovanni Battista in un paesaggio di Annibale Carracci” di Rita Randolfi indaga la storia e la provenienza del dipinto San Giovanni Battista in un paesaggio di Annibale Carracci, appartenente alla collezione Lante della Rovere. Il saggio ripercorre la proprietà del dipinto attraverso diversi inventari, a partire dalla famiglia Orsini per poi passare alla famiglia Lante attraverso matrimoni strategici, che hanno portato in possesso di diverse opere d’arte di valore.

Il dipinto, descritto in un inventario del 1698 della collezione di Flavio Orsini, raffigura San Giovanni Battista in un paesaggio lussureggiante, anziché nella tradizionale ambientazione desertica. Nonostante le prime attribuzioni ad Annibale Carracci, le valutazioni successive hanno suggerito che potrebbe essere stato eseguito da Domenichino o Agostino Carracci, mentre i dibattiti sulla paternità sono proseguiti nel XVIII e XIX secolo. L’opera entrò infine a far parte della collezione Camuccini grazie a un’acquisizione nel 1814, favorita dal mercante d’arte Pietro Camuccini. Successivamente, fu venduta al Duca di Northumberland e ora si trova nel Castello di Alnwick, in Inghilterra.

Randolfi fornisce un resoconto dettagliato della fluttuazione del valore del dipinto nel corso del tempo, notando i vari restauri e le valutazioni a cui è stato sottoposto. Il testo si sofferma anche sul contesto più ampio del collezionismo d’arte nella Roma del XVII e XVIII secolo, illustrando i modi in cui le famiglie nobili usavano l’arte sia come mezzo per accrescere il proprio prestigio sociale sia come risorsa finanziaria in tempi di difficoltà economiche.