Opere al nero. Maurizio Calvesi tra iconologia e critica militante

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Il testo di Lorenzo Canova esplora il lavoro pionieristico di Maurizio Calvesi nella critica d’arte e nell’iconologia, concentrandosi sul suo influente saggio del 1969 A Noir (Melencolia I), che introduceva un’interpretazione inedita dell’incisione Melencolia I di Albrecht Dürer attraverso la lente dell’alchimia. Calvesi ampliò le letture tradizionali dell’opera, in particolare quelle di Erwin Panofsky, offrendo un’interpretazione che collegava l’incisione al processo alchemico, in particolare alla fase nota come “nigredo”. L’approccio di Calvesi è stato influenzato da varie fonti, tra cui le opere di Carl Jung, Michel Foucault ed Eugenio Garin, che lo hanno portato a sviluppare un nuovo metodo iconologico che trascendeva i tradizionali quadri storici dell’arte.

Il saggio spiega come la ricerca di Calvesi sull’alchimia sia diventata uno strumento critico per le sue ricerche teoriche più ampie, non solo nell’arte rinascimentale ma anche in quella contemporanea. La sua collaborazione con artisti contemporanei, come Mario Schifano e Jannis Kounellis, e mostre come Fuoco Immagine Acqua Terra (1967) e Fine dell’alchimia (1970), dimostrano la sua integrazione dell’analisi storica con la partecipazione attiva e critica ai movimenti artistici degli anni Sessanta e Settanta. La sua interpretazione dell’alchimia, in particolare in relazione alle opere di artisti come Marcel Duchamp, Pino Pascali e Gino De Dominicis, ha influenzato il discorso critico relativo all’arte concettuale e alla più ampia avanguardia del tempo.

Il lavoro di Calvesi su Duchamp culminò nel libro Duchamp invisibile del 1975, che offriva una lettura alchemica del Grande Vetro di Duchamp, interpretandolo come un processo alchemico metaforico. Il suo contributo alla storia dell’arte si è esteso oltre le sue letture alchemiche dell’arte è stato anche profondamente coinvolto nello studio del Futurismo e dell’arte moderna, collegando continuamente i suoi metodi iconologici con gli sviluppi artistici contemporanei.

Il testo sottolinea l’impatto duraturo dell’approccio di Calvesi, che combinava una rigorosa ricerca accademica con un impegno attivo nell’arte del suo tempo, plasmando lo studio dell’arte storica e contemporanea attraverso una comprensione sfumata del potere simbolico e trasformativo dell’alchimia.

English Abstract

The text by Lorenzo Canova explores the pioneering work of Maurizio Calvesi in art criticism and iconology, focusing on his influential 1969 essay A Noir (Melencolia I), which introduced a novel interpretation of Albrecht Dürer’s engraving Melencolia I through the lens of alchemy. Calvesi expanded upon the traditional readings of the work, particularly those by Erwin Panofsky, offering an interpretation that linked the engraving to the alchemical process, particularly the phase known as "nigredo." Calvesi's approach was influenced by various sources, including the works of Carl Jung, Michel Foucault, and Eugenio Garin, leading him to develop a new iconological method that transcended traditional art historical frameworks. The essay details how Calvesi's research into alchemy became a critical tool for his broader theoretical inquiries, not only in Renaissance art but also in contemporary art. His collaboration with contemporary artists, such as Mario Schifano and Jannis Kounellis, and exhibitions like Fuoco Immagine Acqua Terra (1967) and Fine dell'alchimia (1970), demonstrates his integration of historical analysis with active, critical participation in the art movements of the 1960s and 1970s. His interpretation of alchemy, particularly in relation to the works of artists like Marcel Duchamp, Pino Pascali, and Gino De Dominicis, influenced the critical discourse surrounding conceptual art and the broader avant-garde of the time. Calvesi’s work on Duchamp culminated in his 1975 book Duchamp invisibile, which offered an alchemical reading of Duchamp’s Large Glass, interpreting it as a metaphorical alchemical process. His contributions to art history extended beyond his alchemical readings of art he was also deeply involved in the study of Futurism and modern art, continually linking his iconological methods with contemporary artistic developments. The text underscores the lasting impact of Calvesi’s approach, which combined rigorous academic research with active engagement in the art of his time, shaping the study of both historical and contemporary art through a nuanced understanding of the symbolic and transformative power of alchemy.