Questo testo rende omaggio a Maurizio Calvesi, importante storico dell’arte italiano scomparso all’età di 93 anni nel luglio 2020. Racconta la sua profonda influenza sul campo della storia dell’arte, sia come studioso che come direttore di lunga data della rivista Storia dell’Arte. L’eredità accademica di Calvesi è messa in evidenza, dal suo coinvolgimento iniziale nella fondazione della rivista sotto Giulio Carlo Argan, alla sua leadership nel preservarla attraverso la CAM Editrice dopo che le difficoltà finanziarie ne avevano minacciato la chiusura. I suoi contributi accademici, soprattutto nei campi dell’arte rinascimentale, di Caravaggio e dell’arte moderna e contemporanea, sono celebrati per la loro profondità e originalità.
Calvesi è stato riconosciuto per il suo approccio pionieristico, introducendo la psicoanalisi e l’iconologia nella critica d’arte italiana ed esplorando le dimensioni simboliche e allegoriche di opere di personaggi come Dürer, Caravaggio, Duchamp e altri. Le sue interpretazioni innovative si sono spesso concentrate sulle tradizioni esoteriche ed ermetiche, facendo luce su aspetti precedentemente incompresi delle opere di questi artisti.
Oltre all’attività accademica, Calvesi è stato attivamente coinvolto nella conservazione culturale, ricoprendo incarichi in importanti istituzioni italiane, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e vari comitati ministeriali. È stato anche un convinto sostenitore del patrimonio culturale, scrivendo molto su questioni relative alla gestione dei musei, ai furti d’arte e alla protezione dei beni culturali.
La carriera di insegnante di Calvesi è durata decenni, con incarichi di rilievo presso l’Università di Palermo e la Sapienza Università di Roma. È stato il mentore di generazioni di storici dell’arte, lasciando un segno indelebile nel settore. I suoi studenti ne ammiravano il rigore intellettuale e la generosità, e le sue lezioni erano note per la loro chiarezza e profondità. Nonostante i suoi risultati accademici, è stato ricordato per la sua gentilezza personale e per le amicizie che ha promosso nel corso della sua carriera.