Roberto Longhi «romano» (1912-1914): gli anni alla scuola di perfezionamento di Adolfo Venturi e un’inedita relazione di viaggio

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Il documento presenta il ritrovato resoconto di viaggio scritto da Roberto Longhi nel 1913, a conclusione del suo primo anno di studi avanzati di storia dell’arte all’Università di Roma sotto la guida di Adolfo Venturi. Questo resoconto inedito fa luce su un periodo cruciale della prima carriera accademica di Longhi, durante il quale intraprese un viaggio a Napoli, Venezia e Genova per studiare importanti sviluppi artistici.

Le osservazioni dettagliate di Longhi durante il viaggio evidenziano il suo approccio analitico all’arte, con particolare attenzione agli artisti del tardo Rinascimento e del Barocco. A Napoli esaminò, tra gli altri, le opere di Marco Pino, Battistello Caracciolo, Andrea Vaccaro e Mattia Preti, che fornirono i primi spunti per la sua successiva ricerca su Caravaggio e il Barocco napoletano. La sua attenzione per Caracciolo, che egli definì “il patriarca dell’arte napoletana del XVII secolo”, fu un importante precursore della sua pubblicazione del 1915 sull’artista. Longhi fece anche delle osservazioni sull’influenza dell’arte spagnola e fiamminga sullo stile locale napoletano, notando l’impatto di artisti come il Cavalier d’Arpino sul panorama artistico della regione.

A Venezia, Longhi si concentrò sull’opera di Tintoretto, proponendo una sintesi delle sue scoperte in contrasto con studiosi precedenti come Thode e Phillips. Ha inoltre evidenziato l’opera di Bernardo Strozzi, tracciando connessioni tra il tardo periodo veneziano dell’artista e lo sviluppo della pittura veneziana del XVIII secolo.

A Genova, Longhi ha esaminato le opere di Luca Cambiaso, Bernardo Castello e Lazzaro Tavarone, notando la significativa influenza degli stili milanese e caravaggesco sulla pittura genovese. Le sue osservazioni dettagliate su artisti come Giovanni Andrea e Orazio De Ferrari, che paragonò a Murillo e Velázquez, segnarono un primo contributo allo studio della pittura barocca genovese.

Questo resoconto di viaggio non solo mette in luce il primo rigore scientifico di Longhi, ma rivela anche le idee fondamentali che avrebbero plasmato il suo lavoro successivo nella storia dell’arte. Il suo affidamento all’osservazione diretta, combinato con l’uso di risorse d’archivio e fotografiche, esemplifica il suo approccio metodico alla ricerca storica dell’arte.

English Abstract

The document presents the rediscovered travel report written by Roberto Longhi in 1913, at the conclusion of his first year of advanced studies in art history at the University of Rome under the mentorship of Adolfo Venturi. This previously unpublished report sheds light on a pivotal period in Longhi's early academic career, during which he undertook a journey to Naples, Venice, and Genoa to study significant artistic developments. Longhi’s detailed observations during his trip showcase his analytical approach to art, particularly focusing on artists from the late Renaissance and Baroque periods. In Naples, he examined the works of Marco Pino, Battistello Caracciolo, Andrea Vaccaro, and Mattia Preti, among others, providing early insights into his later scholarship on Caravaggio and the Neapolitan Baroque. His focus on Caracciolo, whom he referred to as the "patriarch of 17th-century Neapolitan art," was a significant precursor to his 1915 publication on the artist. Longhi also made observations on the influence of Spanish and Flemish art on the local Neapolitan style, noting the impact of artists like the Cavalier d’Arpino on the region's artistic landscape. In Venice, Longhi concentrated on the work of Tintoretto, proposing a synthesis of his findings that contrasted with earlier scholars such as Thode and Phillips. He also highlighted the work of Bernardo Strozzi, drawing connections between the artist’s late Venetian period and the development of 18th-century Venetian painting. In Genoa, Longhi examined the works of Luca Cambiaso, Bernardo Castello, and Lazzaro Tavarone, noting the significant influence of Milanese and Caravaggesque styles on Genoese painting. His detailed observations on artists like Giovanni Andrea and Orazio De Ferrari, whom he compared to Murillo and Velázquez, marked an early contribution to the study of Genoese Baroque painting. This travel report not only highlights Longhi's early scholarly rigor but also reveals the foundational ideas that would shape his later work in art history. His reliance on direct observation, combined with his use of archival and photographic resources, exemplifies his methodical approach to art historical research.