Alessandro Rondinini e Felice Zacchia. Collezionismo e cultura eterodossa nella Roma del primo Seicento

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Descrizione

Storia dell’Arte 140,  Gennaio – Aprile 2015

Loredana Lorizzo

 Alessandro Rondinini e Felice Zacchia. Collezionismo e cultura eterodossa nella Roma del primo Seicento

Come appare dai documenti qui resi noti e analizzati dall’autrice, i coniugi Alessandro Rondinini e Felice Zacchia furono intellettuali eterodossi e accorti collezionisti. Attraverso le note contabili e i dettagliati contratti sottoscritti dagli stessi artisti, si desume il loro peculiare legame con esponenti di primo piano del classicismo come lo scultore Alessandro Algardi o pittori come Giovanni Benedetto Castiglione, Claude Lorrain e Pieter van Laer che, tra le stanze del palazzo Rondinini nei pressi del Pantheon, ponevano le basi del loro successo nella Roma della prima metà del Seicento. Si può così ricostruire l’interesse di Alessandro Rondinini per la statuaria antica e per la pittura, distinguendolo da quello del padre Natale, fondatore del casato. Si scopre infine Felice Zacchia quale arguta e spregiudicata committente di misteriosi stregozzi.

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Singolo Articolo

Numero

140