Antonio Maria Graziani e le fatiche della carriera. L’altare di famiglia a Sansepolcro e la commissione dell’«Assunta» a Palma il Giovane

8.00

Descrizione

Storia dell’arte [150] Nuova Serie 2018|2

Massimo Moretti

Antonio Maria Graziani e le fatiche della carriera. L’altare di famiglia a Sansepolcro e la commissione dell’«Assunta» a Palma il Giovane

Il presente contributo è la prima parte di uno studio complessivo dedicato all’altare di famiglia dei Graziani (ramo “di Buono”) nella cattedrale di Sansepolcro, rifondata secondo le disposizioni del vescovo Niccolò Tornabuoni a seguito della visita pastorale del 1576. I lavori, avviati da un anonimo scalpellino attorno al 1585, terminarono con la messa sin opera della pala di Palma il Giovane nel 1602. Attraverso una vasta documentazione inedita è stato possibile ricostruire il difficile processo di nobilitazione della famiglia biturgense, compiutosi anche grazie a mirati interventi artistici nella propria città di origine.
Fu l’allora abate Antonio Maria Graziani a intraprendere la ricostruzione dell’altare, sollecitato dal ritrovamento in cattedrale di un’antica tomba dell’antenato – nonché eroe dì Sansepolcro – Carlo di Buono Graziani. I lavori per la cappella rientrarono dunque in un’oculata politica di affermazione famigliare, proprio mentre la presenza dei Graziani si andava rafforzando al di fuori della patria. Pur ritardato da una condizione economica per molti anni instabile, il completamento dell’altare con la pala di Palma il Giovane, considerato il primo tra i pittori viventi a Venezia, rappresentò per Antonio Maria il suggello di un’intera carriera che proprio nella città lagunare aveva raggiunto il suo culmine.

 

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Numero

150