Gli dei di marmo: scultura e cultura del giardino nella Sicilia del Cinquecento

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Descrizione

Storia dell’arte 146-148, 2017

Vincenzo Abbate

Gli dei di marmo: scultura e cultura del giardino nella Sicilia del Cinquecento

Nel Cinquecento la Sicilia degli Asburgo, pienamente inserita nella cultura nobile della Mitteleuropa, vive il fascino ed il gusto della villa e del giardino ornato, agognato buen retiro, luogo dell’anima e  metafora di tranquillità. I modelli sono ovviamente di prima mano e promossi dai vertici dell’aristocrazia e delle più alte cariche del Regno grazie anche alla presenza seppur saltuaria nell’isola di eminenti e ben note personalità. Trait-d’union e divulgatore insuperato il viceré siciliano don Carlo d’Aragona, uomo di Filippo II e amico di Granvelle, insieme con Ercole Branciforti e Giovanni III Ventimiglia. La distribuzione parte in piano e parte in declivio delle loro splendide ville nella Conca d’Oro e nel contado, ricche di mostri e d’un pantheon marmoreo tutto siciliano, avrebbe configurato con la sottile ed erudita partitura un itinerario iniziatico e catartico in salita, mirato alla ricerca della vera tranquillità dell’animo attraverso il superamento delle “passioni”.

Informazioni aggiuntive

Numero

146/148