Grimaldi and the Salone Santacroce

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Descrizione

Storia dell’arte  [18] | Aprile – Agosto 1973

Danuta Batorska

Grimaldi and the Salone Santacroce

 

Giovanni Francesco Grimaldi, che fu uno dei pittori che operarono sotto il patronato della famiglia Santacroce, cominciò a dipingere la vòlta del Salone del palazzo di questa famiglia — in piazza de’ Brancha, oggi piazza Cairoli, a Roma — probabilmente poco prima della morte del cardinale Antonio Santacroce, avvenuta il 25 novembre 1641. L’impaginazione della vòlta, secondo lo schema a « quadri riportati », è simile a quella della Galleria del Palazzo Peretti-Almagià, per la quale il Grimaldi aveva lavorato con François Perrier e Giovan Battista Ruggieri tra il 1635 e il 1640, e della quale è anzi probabile che proprio egli abbia pure elaborato il progetto compositivo. Il programma iconografico del Salone Santacroce è strettamente correlato al nome della nobile famiglia, al suo emblema araldica ed alla particolare posizione che la famiglia stessa occupava in quel tempo nell’ambiente della Chiesa romana.
Le quattro cartouches di stucco sul cornicione forniscono la chiave interpretativa di detto programma. In due di esse compare la Croce, intesa tanto come simbolo di fede e di salvazione quanto come emblema della famiglia. Nelle altre due cartouches il pellicano che nutre i figli col proprio sangue simboleggia ovviamente il sacrificio di Cristo e l’istituzione dell’Eucarestia. La Croce rimanda al pannello centrale della vòlta, che è una allegoria della « Autorità » dei Santacroce, ed in particolare della virtuosa saggezza che ai componenti della famiglia è conferita dalla santificante Grazia di Dio. A ciò si riferiscono ulteriormente le raffigurazioni ai quattro angoli della vòlta. Gli altri riquadri dipinti sviluppano il tema del sacrificio di Cristo e dell’istituzione dell’Eucarestia: raffigurano episodi dell’Antico Testamento che prefigurano o comunque alludono all’avvento del Redentore. A loro volta questi riquadri si ricollegano alle due cartouches con la Croce e, conseguentemente, al pannello centrale ed ai quattro riquadri angolari, costituendosi pertanto come elemento connettivo ed unificante della intera decorazione.

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Numero

18

Numero

18