“Uno sconosciuto paliotto di Lorenzo Vaccaro e altri fatti coevi napoletani” di Vincenzo Rizzo fornisce un’esplorazione dettagliata di un ignoto paliotto di Lorenzo Vaccaro e di altre opere scultoree napoletane contemporanee. Ecco una sintesi del documento con le parole chiave estratte:
Sintesi:
Lo studio presenta nuove scoperte dall’archivio storico del Banco di Napoli, facendo luce su opere finora sconosciute di Lorenzo Vaccaro (1655-1706) e di scultori napoletani contemporanei. Lorenzo Vaccaro, nonostante i recenti contributi, rimane una figura enigmatica nella storia delle arti plastiche napoletane tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo.
Rizzo sottolinea una scoperta significativa: un paliotto d’altare commissionato da Matteo Vernaso, marchese di Alaia, per l’altare della Madonna delle Grazie in S. Maria la Nova, a Napoli, datato 19 agosto 1689. L’opera coinvolse lo scultore Lorenzo Vaccaro e l’argentiere Matteo Treglia, richiedendo 156 libbre d’argento e migliaia di ducati. Il paliotto dell’altare, in gran parte realizzato con la tecnica “a sbalzo”, presenta circa 36 figure, compresi i cherubini, in tre scene principali: la Nascita della Vergine, l’Assunzione e la Presentazione al Tempio.
Il documento esamina la collaborazione artistica tra Vaccaro e Treglia, sottolineando i loro contributi individuali e il virtuosismo tecnico richiesto per un lavoro cosรฌ intricato. Rizzo elogia la capacitร di Vaccaro di trasmettere espressioni vivide e naturalismo nelle sue sculture, facendo paragoni con altri artisti contemporanei come Cosimo Fanzago e Luca Giordano. Lo studio approfondisce anche l’influenza piรน ampia di Vaccaro, notando le sue interazioni con altri argentieri e il suo ruolo significativo nel plasmare la scultura barocca napoletana.
Lo stile artistico di Vaccaro รจ caratterizzato da composizioni dinamiche, gesti espressivi e una miscela di realismo e idealismo. Le sue opere, tra cui il rilievo marmoreo del Martirio di San Gennaro, dimostrano una potente plasticitร e profonditร emotiva, collocandolo come precursore dello stile rococรฒ a Napoli. Il documento prende in considerazione anche il contesto piรน ampio della scultura napoletana, facendo riferimento ad altri artisti di rilievo come Andrea Falcone, Nicola Mazzone e Agostino Felici, e ai loro contributi allo sviluppo degli stili barocco e rococรฒ.
In conclusione, la ricerca di Rizzo migliora la comprensione dell’ereditร artistica di Vaccaro e della ricca tradizione scultorea di Napoli durante un periodo di trasformazione della storia dell’arte.
English Abstract
"Uno sconosciuto paliotto di Lorenzo Vaccaro e altri fatti coevi napoletani" by Vincenzo Rizzo provides a detailed exploration of an unknown altar frontal by Lorenzo Vaccaro and other contemporary Neapolitan sculptural works. Here is a summary of the document along with the extracted keywords: Summary: The study presents new findings from the historical archive of the Banco di Napoli, shedding light on previously unknown works by Lorenzo Vaccaro (1655-1706) and contemporaneous Neapolitan sculptors. Lorenzo Vaccaro, despite recent contributions, remains an enigmatic figure in the history of Neapolitan plastic arts from the late 17th to early 18th century. Rizzo highlights a significant discovery: an altar frontal commissioned by Matteo Vernaso, Marquis of Alaia, for the Madonna delle Grazie altar in S. Maria la Nova, Naples, dated August 19, 1689. This work involved the sculptor Lorenzo Vaccaro and silversmith Matteo Treglia, requiring 156 pounds of silver and thousands of ducats. The altar frontal, mostly in the "a sbalzo" technique, features about 36 figures, including cherubim, in three main scenes: the Birth of the Virgin, the Assumption, and the Presentation in the Temple. The document examines the artistic collaboration between Vaccaro and Treglia, emphasizing their individual contributions and the technical virtuosity required for such intricate work. Rizzo praises Vaccaro's ability to convey vivid expressions and naturalism in his sculptures, drawing comparisons with other contemporary artists like Cosimo Fanzago and Luca Giordano. The study also delves into Vaccaro's broader influence, noting his interactions with other silversmiths and his significant role in shaping Neapolitan baroque sculpture. Vaccaro's artistic style is characterized by dynamic compositions, expressive gestures, and a blend of realism and idealism. His works, including the marble relief of the Martyrdom of St. Januarius, demonstrate a powerful plasticity and emotional depth, positioning him as a precursor to the rococo style in Naples. The document also notes the broader context of Neapolitan sculpture, referencing other notable artists like Andrea Falcone, Nicola Mazzone, and Agostino Felici, and their contributions to the development of baroque and rococo styles. In conclusion, Rizzo's research enhances the understanding of Vaccaro's artistic legacy and the rich sculptural tradition of Naples during a transformative period in art history.