Alcune sopravvivenze del classicismo nelle poetiche e nelle opere dei pittori dell’immaginario

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Alcune sopravvivenze del classicismo nelle poetiche e nelle opere dei pittori dell’immaginario” di Marisa Volpi Orlandini esplora la persistenza di motivi e teorie classiciste nell’arte romantica, simbolista e surrealista, concentrandosi sulla sintesi unica trovata nelle opere di Giorgio De Chirico. Lo studio si allontana dalla tradizionale analisi iconografica, sottolineando i riflessi stilistici delle sopravvivenze classiciste in opere caratterizzate dal rifiuto della modernitร .

Il saggio esamina l’uso dell’immaginario classico in vari contesti, citando esempi come la figura di Arianna nell’arte da Fidia a De Chirico, per illustrare la continuitร  degli stereotipi classici. Orlandini discute il passaggio dalla continuitร  storica del classicismo, che fiorรฌ fino alla fine del XVIII secolo, a un periodo in cui i riferimenti classici spesso persero il loro contesto tradizionale, in particolare in Inghilterra e nel Nord Europa. Ciรฒ ha portato a una depauperazione dell’immaginario classico, spogliandolo dei suoi significati tradizionali e degli elementi stilistici creativi.

L’analisi evidenzia le rotture teoriche e stilistiche che si verificano a partire dalla fine del XVIII secolo, notando l’influenza di pensatori come Fuseli, che criticava l’emancipazione dell’arte dalle istituzioni religiose e civili. Orlandini fa riferimento alla critica di Hermann Broch al kitsch, confrontandola con le osservazioni di Fuseli sul cambiamento del ruolo dell’arte nella societร .

Lo studio affronta anche il fascino romantico e simbolista del classicismo, notando come artisti come William Blake interpretassero le sculture classiche in modo visionario e letterario, vedendole come simboli dello spirito piuttosto che come semplici forme estetiche. Questa interpretazione simbolica si รจ estesa all’uso della linea e della forma, come sostenuto da teorici neoclassici come Winckelmann e successivamente adottato da artisti come Blake e i simbolisti.

Orlandini esamina l’approccio nostalgico e intellettualistico agli stili classici da parte di artisti come George Frederic Watts e Gustave Moreau, che infondono nelle loro opere significati simbolici e riferimenti a miti antichi. Il saggio discute le implicazioni piรน ampie di questi revival stilistici, notando il loro impatto sullo sviluppo dell’arte moderna, in particolare nella transizione dal romanticismo al simbolismo e al surrealismo.

Il documento si conclude evidenziando la complessa relazione tra gli artisti moderni e le tradizioni classiche, sottolineando la necessitร  di una piรน profonda comprensione dei contesti storici e teorici che hanno dato forma a questi movimenti artistici. Lo studio di Orlandini sottolinea la persistente influenza dei motivi e delle teorie classiche nel plasmare l’immaginario artistico, nonostante il cambiamento del panorama culturale e intellettuale del XIX e dell’inizio del XX secolo.

English Abstract

Marisa Volpi Orlandini's "Alcune sopravvivenze del classicismo nelle poetiche e nelle opere dei pittori dell'immaginario" explores the persistence of classicist motifs and theories in romantic, symbolist, and surrealist art, focusing on the unique synthesis found in the works of Giorgio De Chirico. The study departs from traditional iconographic analysis, emphasizing stylistic reflections of classicist survivals in works characterized by a rejection of modernity. The essay examines the use of classical imagery in various contexts, citing examples like the figure of Ariadne in art from Phidias to De Chirico, to illustrate the continuity of classical stereotypes. Orlandini discusses the shift from the historical continuity of classicism, which flourished until the late 18th century, to a period where classical references often lost their traditional context, particularly in England and northern Europe. This led to a depauperation of classical imagery, stripping it of its traditional meanings and creative stylistic elements. The analysis highlights the theoretical and stylistic breaks occurring from the late 18th century onwards, noting the influence of thinkers like Fuseli, who critiqued the emancipation of art from religious and civil institutions. Orlandini references Hermann Broch's critique of kitsch, comparing it to Fuseli's observations on the changing role of art in society. The study also addresses the romantic and symbolist fascination with classicism, noting how artists like William Blake interpreted classical sculptures in a visionary and literary manner, seeing them as symbols of the spirit rather than merely aesthetic forms. This symbolic interpretation extended to the use of line and form, as advocated by neoclassical theorists like Winckelmann and later adopted by artists such as Blake and the symbolists. Orlandini examines the nostalgic and intellectualistic approach to classical styles by artists like George Frederic Watts and Gustave Moreau, who infused their works with symbolic meanings and references to ancient myths. The essay discusses the broader implications of these stylistic revivals, noting their impact on the development of modern art, particularly in the transition from romanticism to symbolism and surrealism. The document concludes by highlighting the complex relationship between modern artists and classical traditions, emphasizing the need for a deeper understanding of the historical and theoretical contexts that shaped these artistic movements. Orlandini's study underscores the persistent influence of classical motifs and theories in shaping the artistic imagination, despite the changing cultural and intellectual landscapes of the 19th and early 20th centuries.