Intorno a Bernini. Due statue panneggiate del Barocco romano

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Il testo esplora due sculture barocche della Roma del XVII secolo, concentrandosi sul significato stilistico e storico delle figure femminili panneggiate. La prima scultura, a lungo considerata un antico marmo restaurato da Gian Lorenzo Bernini, è oggi attribuita a Giovanni Antonio Mari, un suo collaboratore. L’opera, un tempo conservata a Palazzo Lancellotti, riflette un momento chiave nell’evoluzione della figura panneggiata, influenzata sia dai prototipi classici sia dalle innovazioni artistiche di Bernini e Duquesnoy. L’opera di Mari esemplifica l’integrazione degli ideali classici con l’attenzione del Barocco all’espressione drammatica e al realismo.

La seconda scultura discussa è una rappresentazione inedita della Prudenza, attribuita ad Antonio Raggi, un altro importante collaboratore di Bernini. Questa statua, probabilmente risalente al 1670 circa, mostra un approccio distinto al panneggio, caratterizzato da pieghe dinamiche che rivelano la forma della figura. L’interpretazione di Raggi si discosta dal rigore classico visto nell’opera di Mari, abbracciando invece il potenziale espressivo della scultura barocca per comunicare emozioni e spiritualità. Quest’opera si colloca nel contesto di altri importanti lavori di Raggi, come i suoi contributi al Monumento a Lady Jane Cheyne e al Noli me tangere di Roma SS. Domenico e Sisto.

L’articolo sottolinea il dialogo in corso tra la tradizione scultorea classica e quella barocca, in quanto artisti come Mari e Raggi si sono confrontati con l’influenza delle innovazioni berniniane, contribuendo al contempo con le loro interpretazioni distinte al genere delle figure panneggiate.

English Abstract

The text explores two Baroque sculptures from 17th-century Rome, focusing on the stylistic and historical significance of draped female figures. The first sculpture, long considered an ancient marble restored by Gian Lorenzo Bernini, is now attributed to Giovanni Antonio Mari, a collaborator of Bernini. This work, once housed in Palazzo Lancellotti, reflects a key moment in the evolution of the draped figure, influenced by both classical prototypes and the artistic innovations of Bernini and Duquesnoy. Mari's work exemplifies the integration of classical ideals with the Baroque’s focus on dramatic expression and realism. The second sculpture discussed is an unpublished depiction of Prudence, attributed to Antonio Raggi, another prominent Bernini collaborator. This statue, likely dating to around 1670, showcases a distinct approach to drapery, characterized by dynamic folds that reveal the figure's form. Raggi's interpretation differs from the classical restraint seen in Mari’s work, instead embracing the expressive potential of Baroque sculpture to communicate emotion and spirituality. This piece is placed in the context of Raggi’s other major works, such as his contributions to the Monument to Lady Jane Cheyne and the Noli me tangere in Rome's SS. Domenico e Sisto. The article emphasizes the ongoing dialogue between classical and Baroque sculptural traditions, as artists like Mari and Raggi navigated the influence of Bernini’s innovations while also contributing their distinct interpretations to the genre of draped figures.