Numero 141

Storia dell’Arte n. 141 (n. s. 41)
Nuova Serie – Maggio – Agosto 2015
Anno XLVI
diretta da Maurizio Calvesi

In questo numero sono pubblicati i seguenti articoli, che possono essere acquistati cliccando sul titolo corrispondente: Maurizio Calvesi, EDITORIALE: Quod non fecerunt barbari fecit Franceschini – Adriano Amendola, Un nuovo cantiere di Bramante a Isola Farnese: la rocca Orsini per Giulio II – Massimo Moretti, Committenti, intermediari e pittori tra Roma e Venezia attorno al 1600. I ritratti di Domenico Tintoretto per il nunzio Graziani e una perduta Pentecoste di Palma il Giovane per Fabio Biondi – Cecilia Paolini, Pieter Paul Rubens a Roma tra S. Croce in Gerusalemme e S. Maria in Vallicella. Il rapporto con il cardinal Cesare Baronio – Giuseppe Porzio,  Ancora su Tanzio a Napoli. Nuove acquisizioni documentarie – Yuri Primarosa, I volti della musica. Cantatrici, musici e buffoni alla corte di Roma nei ritratti di Ottavio Leoni – Francesco Paolo Colucci, Un vaticinio inascoltato: l’autoritratto criptato di Domenichino al Tesoro di S. Gennaro – Tania De Nile, “Fantasmi notturni” dopo Bosch: la nascita di un nuovo canone nelle tentazioni di Cornelis Saftleven e David Teniers II – Raquel Gallego García, «Los papas son 253. el año 1771»: Francisco de Goya e l’elenco dei sommi pontefici – Lisa Della VolpeNote per Domenico e Umberto Mastroianni  Recensioni a cura di: Anna Cavallaro, Stefania Macioce, Caterina Volpi, Marcel Roethlisberger, Loredana Lorizzo, Alberto Dambruoso.

Maurizio Calvesi EDITORIALE: Quod non fecerunt barbari fecit Franceschini
Geografi, architetti, archeologi, alpinisti non sono riusciti,malgrado le accanite ricerche a individuare il luogo dove planò l’Arca di Noè. È che non erano dotati dello sguardo “penetrante” di Zaha Hadid che ha invece ritrovato il salvifico contenitore dell’umanità, nel corso di una gita a San Vigilio di Marebbe. Da qui si è issata sino alla Cima di Plan de Corones, dove con la benedizione delle autorità che governano il paesaggio e i Beni Culturali, ha avuto la visione del biblico monumento e l’ha rimodellato genialmente. Ha così stravolto la cima di quella montagna da cui si godeva un panorama celebre in tutto il mondo, riprodotto in un rilievo bronzeo ad anello che coronava la cima della felice altura con i profili e i nomi delle solenni vette: una delle meraviglie del mondo, almeno a mio parere, la cui bellezza mi commuove ancora nel ricordo. Sul tetto del mostruoso museo cosi creato hanno fatto riversare un po’ di terra e di sassi in modo da simulare l’assassinata vetta.

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