Il testo tratta delle sinopie di un ciclo di leggende della Croce di Masolino da Panicale, scoperte nel 1943 nella chiesa di S. Stefano a Empoli. Questi disegni, realizzati per un affresco commissionato dalla Compagnia della Croce nel 1424, offrono spunti di riflessione sia sullo stile giovanile di Masolino sia sul passaggio dall’arte del Trecento a quella del Quattrocento. L’iconografia, che affonda le sue radici nella Legenda Aurea e che fu monumentalizzata per la prima volta da Agnolo Gaddi nel 1390 in S. Croce a Firenze, racconta la storia della Santa Croce, dalla sua creazione al suo recupero da parte dell’imperatore Eraclio. La versione di Gaddi servรฌ da prototipo per le successive leggende crociane, tra cui il ciclo di Masolino, anche se Masolino apportรฒ alcune modifiche compositive e narrative, tra cui l’omissione di alcune scene (come il passaggio di Seth e il duello tra Eraclio e il figlio di Cosdra). Queste omissioni possono essere dovute a limiti di spazio o all’obiettivo specifico della cappella, che celebrava la festa del ritrovamento della Croce da parte di Elena il 3 maggio. I Francescani, che erano profondamente legati alla leggenda della Croce, giocarono un ruolo chiave nel promuovere la sua iconografia per la sua risonanza con la loro missione di evangelizzazione e l’Imitatio Christi. L’opera di Masolino รจ nota per la sua chiarezza, l’innovazione compositiva e l’allontanamento dal denso stile gotico di Gaddi, riflettendo uno spostamento verso la sensibilitร rinascimentale. L’articolo conclude che il ciclo di Masolino, pur essendo innovativo, lascia questioni irrisolte riguardo alla sua incompletezza, forse dovuta alla perdita di una terza parete dipinta.
English Abstract
The text discusses the sinopie (underdrawings) of a Cross-legend cycle by Masolino da Panicale, discovered in 1943 at the church of S. Stefano in Empoli. These drawings, created for a fresco commissioned by the Compagnia della Croce in 1424, offer insights into both Masolino's early style and the transition from Trecento to Quattrocento art. The iconography, rooted in the Legenda Aurea and first monumentalized by Agnolo Gaddi in 1390 at S. Croce, Florence, tells the story of the Holy Cross, from its creation to its recovery by Emperor Heraclius. Gaddi's version served as a prototype for subsequent Cross-legends, including Masolinoยs cycle, though Masolino made certain compositional and narrative changes, including omitting some scenes (such as the Seth-passage and the duel between Heraclius and Cosdrasยs son). These omissions may have been due to space limitations or the specific focus of the chapel, which celebrated the feast of Helena's discovery of the Cross on May 3rd. The Franciscans, who were deeply connected to the Cross-legend, played a key role in promoting its iconography due to its resonance with their mission of evangelization and the Imitatio Christi. Masolinoยs work is noted for its clarity, compositional innovation, and departure from the dense Gothic style of Gaddi, reflecting a shift towards Renaissance sensibilities. The article concludes that Masolinoยs cycle, while innovative, leaves unresolved questions regarding its incompleteness, possibly due to the loss of a third painted wall.