Una confraternita ed una bottega artistica nella Roma intorno al 1700: la Compagnia della Madonna del Pianto e lo “studio” di Lazzaro Baldi

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Il saggio di Paola Ferraris esplora le interazioni tra la Confraternita della Madonna del Pianto e la bottega artistica di Lazzaro Baldi a Roma intorno al 1700. Lo studio inizia con un esame dettagliato di due dipinti attribuiti alla cerchia di Baldi, una tela e uno stendardo nella chiesa di S. Maria del Pianto. Queste opere sono state analizzate criticamente nonostante le ambiguitร  e il silenzio delle fonti biografiche. I restauri effettuati tra il 1969 e il 1971 hanno migliorato la leggibilitร  di questi pezzi, rivelandone il significato storico e artistico.

Il saggio evidenzia le difficoltร  di attribuzione dovute a prove documentali contrastanti. L’affresco dell’”Annunciazione”, attribuito a Baldi attraverso i registri di pagamento, sottolinea la complessitร  di distinguere le opere prodotte all’interno della sua bottega. Ferraris approfondisce la struttura organizzativa della Confraternita, sottolineandone le funzioni sociali e religiose. Il testo esplora come la richiesta di opere artistiche da parte della Confraternita riflettesse contesti socio-politici e devozionali piรน ampi, in particolare attraverso la lente di opere commissionate come lo stendardo raffigurante il Miracolo della Madonna del Pianto e altre opere prodotte nella bottega di Baldi.

La ricerca archivistica rivela il ruolo delle commissioni confraternali nel plasmare la produzione della bottega di Baldi, riflettendo la natura intrecciata delle comunitร  artistiche e religiose. Ferraris discute le implicazioni piรน ampie di queste interazioni per comprendere la produzione e il mecenatismo dell’arte barocca a Roma. Il saggio esamina i contributi specifici degli allievi di Baldi, come Francesco Simoncelli e Biagio Cibocchi, evidenziando il loro coinvolgimento in progetti significativi e il loro sviluppo stilistico sotto l’influenza di Baldi.

Ferraris conclude sottolineando l’importanza del ruolo della Confraternita nella promozione e nella conservazione dell’arte sacra, rilevando come questi sforzi abbiano contribuito al panorama culturale e artistico della Roma di fine Settecento.

English Abstract

Paola Ferraris' essay explores the interactions between the Confraternity of the Madonna del Pianto and the artistic workshop of Lazzaro Baldi in Rome around the year 1700. The study begins with a detailed examination of two paintings attributed to Baldi's circle, a painting and a banner in the church of S. Maria del Pianto. These works have been critically analyzed despite the ambiguities and silence of biographical sources. Restoration efforts between 1969 and 1971 have improved the readability of these pieces, revealing their historical and artistic significance. The essay highlights the challenges of attribution due to conflicting documentary evidence. The "Annunciation" fresco, attributed to Baldi through payment records, underscores the complexity of distinguishing works produced within his workshop. Ferraris delves into the organizational structure of the Confraternity, emphasizing its social and religious functions. The text explores how the Confraternity's demand for artistic works reflected broader socio-political and devotional contexts, particularly through the lens of commissioned pieces like the banner depicting the Miracle of the Madonna del Pianto and other artworks produced in Baldi's studio. Archival research reveals the role of confraternal commissions in shaping Baldi's workshop output, reflecting the intertwined nature of artistic and religious communities. Ferraris discusses the broader implications of these interactions for understanding the production and patronage of baroque art in Rome. The essay examines the specific contributions of Baldi's pupils, such as Francesco Simoncelli and Biagio Cibocchi, highlighting their involvement in significant projects and their stylistic development under Baldi's influence. Ferraris concludes by underscoring the importance of the Confraternity's role in promoting and preserving religious art, noting how these efforts contributed to the cultural and artistic landscape of Rome at the turn of the 18th century.