Il saggio di Maria Concetta Di Natale esplora la vita e le opere di Vincenzo degli Azani, comunemente noto come Vincenzo da Pavia, importante pittore attivo a Palermo nei primi anni del XVI secolo. Il testo inizia chiarendo i dettagli storici su Vincenzo, correggendo precedenti errate identificazioni del suo nome e mettendo in evidenza il suo percorso artistico dalla Lombardia e Brescia a Roma e infine a Palermo. Si nota che Vincenzo fu fortemente influenzato da Raffaello e Polidoro da Caravaggio durante il suo soggiorno a Roma dal 1520 al 1529, cosa che รจ evidente nelle sue opere successive.
Un punto focale del saggio รจ la discussione di una predella inedita attribuita a Vincenzo da Pavia, attualmente parte della collezione dell’ingegner Antonio Virga a Palermo. La predella presenta tre scene evangeliche: la Resurrezione di Cristo al centro, affiancata dall’apparizione di Cristo a Maria Maddalena (Noli me tangere) e dalla Cena di Emmaus. La scena centrale aderisce all’iconografia pre-tridentina, raffigurando Cristo che esce dal sepolcro, mentre le scene laterali si caratterizzano per la vegetazione rigogliosa e gli elementi narrativi dettagliati.
Di Natale analizza in modo approfondito gli elementi stilistici e iconografici della predella, confrontandola con altre opere di Vincenzo, come la Pietร della chiesa di S. Pietro Martire a Palermo, oggi conservata nella Galleria Regionale della Sicilia a Palazzo Abatellis. Il saggio esamina l’uso di Vincenzo del colore, della composizione e delle immagini simboliche, come il manto rosso di Cristo che simboleggia il sangue purificatore e i paesaggi contrastanti che rappresentano la resurrezione e il rinnovamento spirituale.
Il saggio approfondisce anche il legame di Vincenzo con la Confraternita di S. Pietro Martire, evidenziando il ruolo delle commissioni confraternali nella sua produzione artistica. Ricerche d’archivio e fonti manoscritte sono ampiamente citate per sostenere l’attribuzione della predella a Vincenzo e per fornire un contesto per le altre sue opere a Palermo.
English Abstract
Maria Concetta Di Nataleยs essay explores the life and works of Vincenzo degli Azani, commonly known as Vincenzo da Pavia, a significant painter active in Palermo during the early 16th century. The text begins by clarifying historical details about Vincenzo, correcting previous misidentifications of his name and highlighting his artistic journey from Lombardy and Brescia to Rome and finally Palermo. It is noted that Vincenzo was heavily influenced by Raphael and Polidoro da Caravaggio during his time in Rome from 1520 to 1529, which is evident in his later works. A focal point of the essay is the discussion of an unpublished predella attributed to Vincenzo da Pavia, currently part of the collection of engineer Antonio Virga in Palermo. The predella features three evangelical scenes: the Resurrection of Christ in the center, flanked by Christยs appearance to Mary Magdalene (Noli me tangere) and the Supper at Emmaus. The central scene adheres to pre-Tridentine iconography, depicting Christ emerging from the tomb, while the side scenes are characterized by their lush vegetation and detailed narrative elements. Di Natale provides a thorough analysis of the predellaยs stylistic and iconographic elements, comparing it to other works by Vincenzo, such as the Pietร from the church of S. Pietro Martire in Palermo, now in the Galleria Regionale della Sicilia at Palazzo Abatellis. The essay examines Vincenzoยs use of color, composition, and symbolic imagery, such as the red mantle of Christ symbolizing purifying blood and the contrasting landscapes representing resurrection and spiritual renewal. The essay also delves into Vincenzoยs connection with the Confraternity of S. Pietro Martire, highlighting the role of confraternal commissions in his artistic production. Archival research and manuscript sources are extensively referenced to support the attribution of the predella to Vincenzo and to provide context for his other works in Palermo.