Il testo si concentra sulla storia del dipinto di Guido Reni Madonna col Bambino dormiente, originariamente collocato nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Nonostante la sua popolarità e l’ampia riproduzione, fino alla scoperta di nuovi documenti d’archivio erano disponibili poche informazioni dettagliate sulle sue origini e sulla sua collocazione. Questi documenti hanno chiarito diversi aspetti della storia del dipinto, tra cui la sua donazione alla basilica da parte del canonico Lorenzo Sonanzi nel 1656, poco prima della sua morte. Sonanzi, che aveva legami con la famiglia Ludovisi e con gli ambienti artistici bolognesi, probabilmente acquistò il dipinto grazie ai suoi rapporti con l’ambiente artistico bolognese, anche se rimane incerto se lo abbia commissionato personalmente.
Il dipinto fu inizialmente collocato sotto una delle pissidi della basilica, vicino alla sacra reliquia della Santa Culla, il che contribuì al suo rapido aumento di significato devozionale. L’associazione del dipinto con la reliquia ne rafforzò lo status di oggetto sacro. Nel corso del tempo, il dipinto ha subito un cattivo restauro, che ha portato alla sua sostituzione con una copia di Carlo Viva, commissionata dal capitolo della basilica nel 1678. Nonostante i danni, l’originale rimase molto apprezzato e fu infine trasferito al Palazzo del Quirinale nel 1741 su richiesta di Papa Benedetto XIV, che ne ammirava l’opera.
Il testo mette in evidenza come il dipinto sia diventato un’icona significativa, riflettendo sia i suoi meriti artistici che la sua importanza religiosa. La scoperta di questi documenti offre nuovi spunti di riflessione sulla provenienza del dipinto, sul suo contesto culturale e sulla serie di eventi che hanno portato al suo trasferimento dalla basilica alle collezioni papali.
English Abstract
The text focuses on the history of Guido Reni's painting Madonna col Bambino dormiente, originally located in the Basilica of Santa Maria Maggiore in Rome. Despite its popularity and wide reproduction, little detailed information about its origins and placement had been available until the discovery of new archival documents. These records have clarified several aspects of the painting's history, including its donation to the basilica by the canon Lorenzo Sonanzi in 1656, shortly before his death. Sonanzi, who had connections to the Ludovisi family and the artistic circles of Bologna, likely acquired the painting through his relationship with the Bolognese artistic milieu, although it remains uncertain whether he personally commissioned it. The painting was initially placed under one of the ciboria in the basilica, near the sacred relic of the Holy Cradle, which contributed to its rapid rise in devotional significance. The paintings association with the relic reinforced its status as a sacred object. Over time, the painting suffered from poor restoration efforts, leading to its replacement with a copy by Carlo Viva, commissioned by the basilica's chapter in 1678. Despite the damage, the original remained highly valued and was eventually transferred to the Quirinal Palace in 1741 at the request of Pope Benedict XIV, who admired the work. The text highlights how the painting became a significant icon, reflecting both its artistic merit and its religious importance. The discovery of these documents offers new insights into the paintings provenance, its cultural context, and the series of events that led to its relocation from the basilica to the papal collections.