La morte (della storia) dell’arte (contemporanea). Editoriale

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Descrizione

Storia dell’Arte 131, Gennaio -Marzo 2012

Maurizio Calvesi

La morte (della storia) dell’arte (contemporanea).
Editoriale

“2012, fine del mondo, difficile crederci. Ma di un’altra fine, di un’altra morte sia pure meno grave si potrebbe discettare. Non la morte dell’arte: a questo proposito l’equivoco di una profezia hegeliana va smentito, o corretto, una volta per tutte. Sostanzialmente il filosofo parlò di una decrescente centralità dell’arte nel sentire delle successive età storiche, senza mai approdare a un pronunciamento drastico e definitivo e Francesco Valagussa nella sua recente e illuminante traduzione dell’Estetica (Bompiani 2012) cita alcuni passi indicativi. «In tutti questi rapporti l’arte è e rimane per noi un passato dal lato della sua su- prema destinazione»; «l’arte non vale più per noi come la maniera più elevata in cui la verità si dà esistenza»; «Si può certamente sperare che l’arte si elevi e si perfezioni sempre di più, ma la sua forma ha cessato di essere il bisogno supremo dello spirito»; «perciò la bellezza nella sua forma più autentica e nel suo contenuto più adeguato, non è più la cosa ultima». Ho sempre sostenuto, in effetti, che quello della «hegeliana morte dell’arte» fosse un mito spurio e infondato, anche se Argan, cinquanta anni or sono, volle dare un nuovo valore a questa affermazione, con la lucentezza della sua prosa; ma era facile obiettare che no, l’arte si sarebbe diffusa, moltiplicata […]”.

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Numero

131